Helena Petrovna Blavatsky (1831 - 1891)

Le origini occulte di una realtà desiderata

Riflessioni sulle idee della Blavatsky.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive H. P. Blavatsky in l'Iside Svelata ed. 1994 p. 251: II° Vol.:

Ma possiamo ancora chiederci : chi erano dunque i primi cristiani? Senza dubbio alcuno gli ebioniti, ed in ciò seguiamo l'autorità dei migliori critici». «Non vi è dubbio che l'autore delle «Omelie» di San Clemente, fosse un rappresentante dello gnosticismo ebionìta, che una volta fu la forma più pura del cristianesimo primitivo ( 1) », E chi erano poi gli ebioniti? Di- scepoli e seguaci dei primi Nazareni, gli gnostici cabalisti, Nella prefazione del «Codex Nazareus», il traduttore dice: "Che i nazareni non respingevano... gli Eoni. E' naturale, poiché furono gli istruttori degli ebioniti che li accettavano (gli Eoni )» (2). Troviamo inoltre che Epifanio, l'Omero cristiano delle eresie, ci dice che «Ebion era dell'opinione dei Nazareni, specie dei Cerinti (i quali favoleggiavano che il mondo era stato formato dagli angeli) e ad essi (gli ebioniti) si dava l'appellativo di cristiani» (3). Appellativo certamente attribuito più correttamente a loro che ai così detti cristiani ortodossi, della scuola di Ireneo e, in seguito, della scuola del Vaticano. Renan dimostra che gli ebioniti riunivano, fra i membri della loro setta, i parenti sopravvissuti di Gesù. Giovanni Battista, suo cugino e suo precursore, era il Salvatore accettato dai nazareni e considerato loro profeta. I suoi discepoli vivevano sull'altra sponda del Giordano e l'autore dell'opera «Sod, the son of man» dimostra chiaramente e con autorità che la scena del battesimo del Giordano, si svolse sul luogo del culto di Adone (4). «Sull'altro lato del Giordano ed oltre il lago, vivevano i nazareni, una setta che si dice esistesse già ai tempi della nascita di Gesù e che lo annoverava tra i suoi membri. Essi dovettero estendersi lungo il lato orientale del Giordano ed a sud est, fra gli arabi (vedi l'ep. di Paolo ai Galati 1/17,21-II/II) ed i Sabei, nella direzione di Bosra; al nord dovettero anche estendersi oltre il Libano fino ad Antiochia ed a nord-est fino allo stabilimento dei Nazareni di Beroa, dove S. Gerolamo li trovò operanti ai suoi tempi. E' probabile che i Misteri di Adone prevalessero ancora nel deserto mentre nelle montagne il grido: "Aiai Adone" era comune». (5)

L'ossessione della Blavatsky è centrata sulla ricerca di "una verità nascosta". Lei dice: "Ci nascondono la verità sui primi cristiani". Questa è una riflessione che parte dalla certezza che il cristianesimo, che è stato imposto alla Blavatsky mediante l'educazione, abbia un qualche fondamento nel consesso umano. I vangeli rivelano la pochezza intellettuale di chi li ha scritti ma, dal momento che la Blavatsky pensa che siano testi di origine divina, non si capacita della miseria intellettuale insita in tali testi.

Dobbiamo anche tener presente che la Blavatsky non è consapevole che molte parti dei vangeli sono state aggiunte in epoca medioevale. Di ognuno dei quattro vangeli possiamo parlare di un corpo iniziale e di una serie di manipolazioni che il cristianesimo ha fatto proprie. Ad esempio, l'episodio secondo cui Gesù direbbe: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", è un episodio aggiunto dai copisti che stride con il resto del vangelo in cui è inserito. La parte finale del vangelo di Marco, dopo la morte di Gesù, è stata aggiunta in epoca tarda per armonizzarlo con altri vangeli. Il vangelo di Marco si concluderebbe con Gesù che muore. Ora lo sappiamo.

Gli Ebioniti erano considerati "i poveri". E, sicuramente, nell'immaginario della Blavatsky assumevano il ruolo dei "poveri di san Francesco", una sorte di "nobiltà" cristiana in contrapposizione alla chiesa cattolica e ricca che la Blavatsky combatteva, anche in armi. Non dimentichiamo che nei vari episodi della sua vita la Blavatsky ha combattuto con Garibaldi nelle battaglie di Monterotondo e di Mentana nel tentativo di liberare il Lazio dal Vaticano. A Mentana, i fucili a ripetizione francesi, gli hanno cacciato in corpo due pallottole. La sua partecipazione all'azione garibaldina nel Lazio la dice lunga sulla sua idea di cristianesimo. Dal momento che a quei tempi non si erano ancora trovati i "rotoli del mar morto", si cercavano origini diverse del cristianesimo dall'origine zelotista ampiamente documentata nei vangeli ufficiali.

Nel primo secolo d.c. attorno a Gerusalemme fiorivano i gruppi religiosi fra i miserabili. Gerusalemme, proprio per l'ideologia ebrea, era la città dell'impero romano col maggior numero di poveri, miserabili, derelitti. Una miseria che non riguardava la proprietà di oggetti o cose, ma la miseria morale e culturale che si fondeva con la miseria economica proprio per le scelte che faceva la religione ebrea. La miseria a Gerusalemme era intesa anche come miseria del corpo fisico malato. Chi si ammalava era colui che aveva peccato e, pertanto, andava allontanato dalla città affinché il suo peccato non altri spingendoli al peccato. Inoltre, gli ebrei avevano la pratica di "allevare", per l'onore del loro dio padrone, ogni figlio che nasceva alimentando indiscriminatamente la miseria nella società. Erano vietate fra gli ebrei pratiche omosessuali, sicché il numero dei figli cresceva oltre le possibilità della società di mantenerli in buona salute alimentando la miseria attorno alla città. Queste sono le condizioni in cui nasce il "mito" di Gesù. La parola Gesù deriva dalla parola guaritore, colui che guarisce e ha il corrispettivo nel greco "Giasone". Bande di miserabili avevano come capo un "guaritore", un Gesù. Il capo Gesù elevava la banda di miserabili che lo seguiva al di sopra delle altre bande di miserabili perché lui faceva i miracoli (o li faceva meglio di altri).

Queste bande si sono saldate col movimento ultranazionalista degli zeloti. Di questo ci sono ampie tracce nei vangeli ufficiali. Simone Zelota, del vangelo di Luca, detto nei vangeli di Marco e Matteo, Simone il Cananeo, dimostra come gli scrittori dei vangeli abbiano origine fra gli Zeloti e non fra gli "ebioniti" o fra gli "Esseni", come oggi si tende a contrabbandare. Per di più, Zaccaria Ben Baracchia, citato nei vangeli, e i suoi figli sono fra gli iniziatori della guerra giudaica nel 66 d.c. col massacro della piccola guarnigione romana. Questo movimento ultranazionalista si salda con i movimenti apocalittici della fine del mondo. Quelli pronti a distruggere tutto perché tanto la fine del mondo è vicina. Nei vangeli ufficiali troviamo una decina di farneticazioni di questo tipo in cui Gesù dice, più o meno: "Non passerà questa generazione che mi vedrete venire con grande potenza sulle nubi mentre le stelle cadranno sulla terra....". E ancora. "Se volete sapere quando il momento è arrivato guardate gli avvenimenti come quando vedete spuntare le gemme del fico sapete che è primavera...". Che poi quel gruppo di "apostoli" di cui parlano gli evangelisti fosse solo una banda armata che preparava la guerra, appare evidente sia da quello che estrae la spada e taglia l'orecchio di chi tenta di arrestare il loro capo, sia dalle dichiarazioni in Matteo: "Non sono venuto a portare la pace, ma la spada..." che in altre sparse nei vangeli.

Il discorso sulla povertà come scelta di vita, non appartiene all'ideologia ebrea. Appartiene ad un tipo di ideologia greca che con Alessandro Magno era giunta a Gerusalemme e lì aveva trovato un terreno di coltura fra la grande massa dei miserabili della città. Erano i filosofi Cinici al seguito di Alessandro Magno che trovarono il terreno su cui innestare le loro teorie religiose sulla rinuncia dei beni materiali. La povertà, per gli altri e non per sé stesso, esaltata da Gesù è una strategia di guerra per la conquista della città, non ha nulla di religioso. Nei vangeli Gesù millanta una forma di esoterismo e rivelazione che darebbe in cambio della consegna dei beni materiali ai poveri. Il fine dell'esoterismo dei vangeli è chiaro: è un metodo per agire sulle aspettative dei benestanti e poterli depredare.

Blavatsky non poteva conoscere gli effetti della scoperta dei rotoli del Mar Morto che avvenne nel 1947, ma aveva gli strumenti per comprendere l'influsso dei Cinici che da 200 anni si erano diffusi e operavano a Gerusalemme.

Blavatsky, per dar corpo alle sue riflessioni, usa Epifanio di Salamina, detto anche Epifanio di Costanza di Cipro (Eleuteropoli, 315 circa – 403). Quando questo personaggio parla delle origini del cristianesimo, sono passati almeno 200 anni dalla scrittura (ufficiale) dei vangeli. E' una fonte che vale solo come "sentito dire". Diverso è il discorso per Ireneo, molto più antico. Ireneo (Smirne, 130 – Lione, 202) un guerrafondaio molto amato fra gli esoteristi e gli occultisti dell'800. E' lui che elabora il concetto di "Anticristo" da attribuire ad ogni nemico del proprio padrone per poterlo macellare. Il concetto viene elaborato per criminalizzare l'avversario: coloro che adorano Dèi diversi dal suo. Viene usato per incitare al genocidio nei loro confronti. Dapprima l'Anticristo è visto come manifestazione di chi eleva gli Dèi sopra il dio cristiano, poi viene usato nella polemica con gli gnostici e gli ebrei attraverso la citazione della maledizione di Geremia contro la tribù di Dan. Tale citazione, fatta propria da Ippolito, sarà usata in termini antigiudaici. Ireneo piace agli esoteristi e agli occultisti. Lui estrae il "numero della bestia", il 666. Lui trova il nome con cui sarà chiamato l'anticristo: Titano.

Un'altra cosa va sottolineata nel comportamento divulgativo della Blavatsky: affermare non è provare. Renan non può dimostrare che i parenti di Gesù erano affiliati agli ebioniti. Al massimo lo può affermare, ma non dimostrare. Sarebbe necessario, prima, dimostrare l'esistenza di Gesù. E dal momento che Gesù non è mai esistito, siamo davanti a congetture prive di supporto. Lo stesso vale per Giovanni Battista che dal racconto dei vangeli appare più un concorrente, un capobanda guaritore, un Gesù a sua volta, dal quale il Gesù dei vangeli cerca una qualche forma di legittimazione.

L'ampia citazione che Blavatsky fa di Renan non dimostra una realtà effettiva, ma una realtà immaginata. Si immaginano gruppi di cristiani ebioniti diffusi in Palestina prima della rivolta del 66 mentre gli stessi vangeli ufficiali parlano di Zelotismo e di scontri fra Zeloti e Farisei. Paolo di Tarso, nella citazione di Galati 1, 17-21, afferma di essersi recato in Arabia, ma non sappiamo che cosa intendesse per Arabia. Oggi, ad esempio, sappiamo che la strada per Damasco fatta da Paolo di Tarso non si riferiva alla città di Damasco, in Siria, ma ad un luogo di un qualche congrega che si chiamava Damasco poco distante da Gerusalemme. Paolo dice che quando ha conosciuto Cefa, costui era un isolato salvo la presenza di Giacomo. Non parla di una comunità di persone, ma di un singolo individuo.

Nella citazione di Renan è da sottolineare la presenza del culto di Adone. Diffuso in tutto il libano e a Gerusalemme fino a Gaza. Era il culto dal quale gli evangelisti hanno avuto l'idea di copiare la resurrezione per rendere il loro capobanda allo stesso livello di Adone e poterlo spacciare meglio cercando proseliti. Il culto di Adone, nei vangeli ufficiali, è stato integrato dal culto di Attis a Roma. Molti degli elementi caratteristici dei vangeli, in particolare la sintesi di Tommaso Didimo rinvenuta a Nag Hammadi, appare come uno scritto relativo ad Adone e non all'ambiente cristiano anche se è stato attribuito a questo. Ci penseranno gli evangelisti Marco, Matteo e Luca a violentare, in funzione di una sottomissione assoluta dell'uomo, i principi del vangelo di Tommaso Didimo.

Non c'è nessun mistero nella nascita del cristianesimo. Si è fatto largo fra morte e distruzione. Dal genocidio provocato a Gerusalemme, al genocidio della Cirenaica alla strage di Salamina.

Helena Petrovna Blavatsky

Da: La Dottrina Segreta 1982

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La genesi in Iside Svelata

Da: Iside Svelata 1994

E' da notare come gli elementi, propri degli archè della filosofia greca, vengono trasformati in elementi magici, mediante i quali il dio creatore modella il mondo, dalla Teosofia. Tali elementi vengono elevati a "sacralità" dalla wicca attraverso l'esoterista Crowley e il masochista Gardner. Da Aleister Crowley vengono assunti elementi esoterici e Gardner innesta elementi di magia sessuale di sottomissione.

Come il dio degli ebrei e cristiani

Dice che il mondo è

Da: bibbia ed. Paolini 1968

Per millecinquecento anni le persone sono state costrette a pensare il mondo in questo modo: pena essere bruciate vive sui roghi. Se pensate che ebrei e cristiani hanno violentato in questo modo la forma del mondo, pensate a quanti disastri hanno fatto negli aspetti emotivi e nella dimensione dei mutamenti e della trasformazione dell'uomo.

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Marghera, 27 maggio 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Occultismo, esoterismo e stregoneria

L'elemento centrale nell'esoterismo e nell'occultismo, che vedremo nella Teosofia della Blavatsky e nella "Magia della cabala" della Golden Dawn, è la sottomissione. Dove l'illusione patologica crea la descrizione di una realtà desiderata ed immaginata tale da soddisfare la sofferenza provocata dalla sottomissione. Lo sconosciuto immenso che ci circonda esiste ed è l'oggetto trattato dalla Stregoneria. In Stregoneria lo sconosciuto è un oggetto che va affrontato e vissuto, non subito e descritto mediante illusione.