Presentazione generale del Crogiolo dello Stregone
I Pilastri del Cielo come crogiolo della vita

di Claudio Simeoni

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Cod. ISBN 9788893329187

 

Presentazione generale del Crogiolo dello Stregone
Radio Gamma5 Via Belzoni 9 Cadoneghe - Padova
15 FEBBRAIO 2003!

Premessa

Il Crogiolo dello Stregone nasce su sollecitazione dei radioascoltatori di Radio Gamma 5 che ci chiedevano insistentemente di spiegare la Stregoneria. I radioascoltatori ci hanno costretto ad elaborare il Crogiolo dello Stregone.

I radioascoltatori di Radio Gamma5 hanno creato le condizioni affinché noi elaborassimo o comunque gettassimo le basi per elaborare Il Crogiolo dello Stregone. In passato la Stregoneria è sempre stata legata ad un "maestro" che portava "l'apprendista" a scoprire il mondo. Le scoperte del mondo travolgevano le emozioni dell'"apprendista" che modificava la sua visione del mondo, il modo di porsi nel mondo e le sue strategie d'esistenza. Da quando nel XIX° secolo la scienza e l'analisi culturale si sono imposte, i "maestri" hanno perso la loro ragione d'esistere.

Che cos'era un "maestro" per l'apprendista? Il maestro rappresentava la garanzia, la verità del cammino, che si presentava all'"apprendista" e che garantiva all' "apprendista" la possibilità di modificare la percezione della realtà del suo mondo: come il suo "maestro". Fra il XIX e il XX secolo gli elementi della pratica della Stregoneria si trasformavano in scienza; in analisi economica; in scienza medica; nelle teorie evoluzionistiche; in modificazione della concezione dell'universo; nella modifica delle relazione fra Esseri Umani e Esseri Animali; nella capacità di pensare la capacità di percezione delle piante; comprensione dell'intelligenza degli Esseri Animali; in scienza astronomica; in modificazioni genetiche; nella nascita della psicanalisi e delle neuroscienze, ecc. ecc.

Tutte queste cose, trasformate in informazioni vengono vissute con distacco, con l'occhio dello spettatore. Non travolgono più le emozioni, ma ci si pone davanti ad esse come un dio padrone onnipotente che legge quanto avviene con distacco. Magari ci si stupisce che una ghiandaia riesca a ricordare 3.000 luoghi in cui ha nascosto le provviste nonostante la neve abbia ricoperto e cambiato l'aspetto del paesaggio, ma non gli passa in mente all'uomo che la memoria della ghiandaia è la sua stessa memoria. Non riesce a vedere nell'Essere Ghiandaia sé stesso. Guarda la cosa come uno spettatore, ma le sue emozioni non vengono travolte. L'Essere Ghiandaia viene sempre posta su una scala gerarchica delle specie di cui egli, l'Essere Umano, si pone al vertice guardando tutte le specie dell'Essere Natura dall'alto in basso.

Dal momento che la scienza si appropriava, ampliandoli, degli elementi con i quali la Stregoneria DIMOSTRAVA sé stessa, si rendeva necessario OGGETTIVARE LA STREGONERIA. Le dimostrazioni della realtà appartengono ora alla scienza, benissimo, a noi non resta che oggettivare il perché della Stregoneria e le condizioni per travolgere le emozioni costruendo delle condizioni appropriate nelle quali poterci modificare. A questo punto non dimostriamo più la "verità" della Stregoneria; ma la libertà da conquistare, come conquistarla e perché. Libertà che altro non è che travolgere le nostre emozioni per liberarle dai legamenti costrittivi: dai muri che le limitano e le circoscrivono. Questo modo di agire comporta la distruzione del modello di "maestro" conosciuto fino al XIX° secolo attraverso cui la persona agiva, per costruire un modello di Stregoneria oggettivo che chiunque può usare adattandolo a sé stesso e alle proprie esigenze. Si passa, pertanto, da un modello duale "maestro" "apprendista" ad un modello di "apprendista" permanente.

L'uomo e la donna immersi in una continua modificazione di sé stessi. Dove non è più importante la meta da raggiungere, ma il cammino. Pertanto, l'accento non viene messo sulla meta da raggiungere, ma sugli STRUMENTI con i quali percorrere quel cammino!

Il Crogiolo dello Stregone rappresenta una vera e propria rivoluzione in Stregoneria. Una rivoluzione dove l'individuo è il maestro di sé stesso mentre, chi ha percorso dei tratti di cammino si limita a indicare gli strumenti da usare, ma non come e per ottenere cosa usarli! L'individuo diventa "maestro" di sé stesso risvegliando il DIO che cresce dentro di lui e, fornendosi degli Strumenti de Il Crogiolo dello Stregone, rimuove gli ostacoli lungo la propria strada.

Il Crogiolo dello Stregone ha in sé delle caratteristiche che dobbiamo sottolineare per non incorrere in fraintendimenti.

Innanzi tutto nessun individuo può imporre ad un altro individuo il Crogiolo dello Stregone. Detto questo, che appare quasi ovvio, ne consegue che IO NON VI POSSO DIRE QUALE ASPETTO DE IL CROGIOLO DELLO STREGONE voi potete usare.

Io posso raccontare la struttura de Il Crogiolo dello Stregone e la mia azione finisce lì. Il Crogiolo dello Stregone è un insieme di divinità, è un sentiero vivo esattamente come le persone che lo ascoltano. La relazione che può esistere fra il sentiero e le persone sono le relazioni fra singoli aspetti divini del sentiero e singole divinità che premono dentro ai singoli individui.

La differenza che esiste fra Il Crogiolo dello Stregone quale opera letteraria e Il Crogiolo dello Stregone come pratica di vita degli individui è determinato dall'energia e dal Potere di Essere degli individui che ascoltano. E' il Potere di Essere degli individui che permette loro di afferrare questa opportunità: io posso SOLO esporla.

Le persone che ascoltano hanno l'opportunità di prendere quanto serve loro o di annoiarsi: la differenza fra prendere quanto serve e annoiarsi è la differenza che c'è fra una persona che può afferrare le opportunità e una persona che non vede a cosa può servire quanto vado dicendo.

Il Crogiolo dello Stregone è manifestazione di DEI. Non pensate che sia facile aver a che fare con gli DEI de Il Crogiolo dello Stregone si dovrà avere la massima determinazione e la massima disciplina per costruire le condizioni della propria vita perché gli DEI costruiranno delle situazioni nelle quali noi ci troveremo disperati e impotenti. In quel momento solo il nostro Intento, manifestato attraverso la nostra autodisciplina, è capace di pescare gli elementi strategici dentro di noi ed è in grado di sgarbugliare la trappola in cui gli DEI ci hanno cacciato. Un Intento inflessibile, sorretto dalla VOLONTA' d'ESISTENZA è in grado di fermare ogni attacco proveniente dal mondo esterno, producendo una adattamento soggettivo che ci trasforma, che rappresenta l'unica manifestazione che gli DEI riconoscono.

Io vi racconterò Il Crogiolo dello Stregone; difenderò le idee all'interno dei dibattiti; aiuterò le persone a comprenderne le varie parti, MA NON FARO' ALTRO! Il Potere di Essere è una conquista della singola persona e di nessun altro!

Nessuno si aspetti che gli si dica cosa deve fare, come deve applicare il Crogiolo dello Stregone e cosa sia importante fare!

Se poi qualcuno, preso dall'entusiasmo, si mette a praticare Il Crogiolo dello Stregone, o parti di esso, e nel farlo si caccia in situazioni personali spiacevoli, NON SI ASPETTI NESSUN AIUTO. Quella situazione personale spiacevole è parte della sua sfida iniziata quando ha pensato di praticare Il Crogiolo dello Stregone e dalle scelte che metterà in atto con le quali la risolverà dipenderà la sua trasformazione soggettiva. Dalle soluzioni che adotterà, dalla quantità di coinvolgimento emozionale che esporrà, getterà le basi per continuare o per ritirarsi davanti ad un futuro possibile.

Ricordate che Il Crogiolo dello Stregone è la manifestazione degli DEI dentro di noi che costruiscono delle relazioni con gli DEI del mondo in cui viviamo che costruiscono delle condizioni affinché i soggetti manifestino il DIO che cresce dentro di loro. Negli interessi che gli Dèi dentro di noi manifestano nel relazionarsi col medesimo "dio" fuori di noi, determinano le condizioni per costruire il dio che noi diventeremo.

Il Crogiolo dello Stregone, quando praticato con Intento e passione per la vita ha il POTERE di mettere al nostro servizio un meccanismo psichico che noi conosciamo solo come capace di produrre "malattie psicosomatiche". In poche parole, mentre una persona che si chiude su sé stessa e che accetta passivamente blocchi psichici manifesta malattie psicosomatiche, lo stesso meccanismo in una persona che pratica Il Crogiolo dello Stregone tende a costruire tutte quelle connessioni cerebrali e a predisporre il fisico affinché quella persona possa far fronte al meglio alle contraddizioni della vita. Questo aspetto, a cui voglio solo accennare (che in fondo non è altro che la rivitalizzazione del meccanismo di crescita degli individui) viene trattato in più di un dibattito.

Non si tratta di "miracoli", ma di adattamento della soggettività psico-fisica degli individui in relazione alla manifestazione della loro volontà nella scelta di VIVERE PER SFIDA praticando Il Crogiolo dello Stregone. Si tratta di un riadattamento soggettivo alle variabili oggettive della propria soggettività in relazione alla propria azione nel mondo in cui vivono. Agire, attraverso la propria volontà, significa diventare dei guerrieri della vita: della propria vita.

I presupposti dai quali viene elaborato il Crogiolo dello Stregone

Per comprendere il fine che si propone Il Crogiolo dello Stregone è necessario comprendere la rappresentazione fondamentale della vita vista dalla Stregoneria e dal Paganesimo Politeista.

Intanto, perché la visione è comune al Paganesimo Politeista e alla Stregoneria? Perché nel Paganesimo Politeista il soggetto è l'Essere Umano che all'interno della sua specie costruisce delle relazioni con la vita e in queste identifica gli DEI che vi partecipano; la Stregoneria supera quello che è l'ambito sociale e l'ambito tradizionalmente considerato religioso per spaziare in tutto l'universo. Dal religio sociale del Paganesimo Politeista si passa al Religio universale della Stregoneria. Dal momento che il Religio universale della Stregoneria si manifesta in maniera soggettiva nell'individuo che pratica tale Religio (è una sua percezione della realtà che egli affronta e penetra) nelle relazioni sociali si può solo praticare gli DEI del Paganesimo Politeista in quanto rappresentano un momento collettivo della vita e degli intenti sociali!

Ogni individuo (stiamo parlando di Esseri Umani) è un DIO che germina sé stesso in un mondo di DEI e che costruisce delle relazioni attraverso le quali DILATARE, sé stesso! Solo che il MONDO DI DEI altro non è che un INSIEME di soggetti che dilatano sé stessi in un mondo di DEI. Siamo in presenza di soggetti che sono degli DEI nel momento in cui esprimono la NECESSITA' DI DILATARE E AMPLIARE SE' STESSI e le relazioni che costruiscono sono RELAZIONI DIVINE!

La vita, come movimento universale, non impone ai singoli soggetti un fine alla loro esistenza, ma esprime delle tensioni che li spingono a crescere in un processo di modificazione continua.

Come Pagani Politeisti riconosciamo (e nella storia della filosofia trovate varie letture della questione anche se conducono a conclusioni diverse) che la costruzione della vita altro non è che MANIFESTAZIONE DI TRE DEI: il soggetto che manifesta sé stesso; il soggetto diverso con cui costruisce la relazione; la relazione stessa! Questi tre DEI esprimono ARES, la contraddizione che, una volta risolta, costruisce entrambi gli DEI che hanno costruito la relazione. Nella relazione sono entrati due DEI; dalla relazione escono due DEI qualitativamente diversi.

Noi ci chiediamo: siamo sufficientemente attrezzati per affrontare le relazioni con il mondo? Siamo sufficientemente attrezzati per costruire le relazioni divine con il mondo che ci circonda? Cosa è intervenuto nella nostra specie perché noi ci riteniamo separati dal resto dell'Essere Natura?

Il Crogiolo dello Stregone ha il compito di rispondere a questo, o almeno di fornire un punto di partenza per rispondere a questo, disponendo l'individuo davanti al mondo e attrezzandolo per affrontarlo.

Le COLONNE DEL CIELO o della trasformazione soggettiva.

I mondi sono gli spazi nei quali gli Esseri si sviluppano. In ognuno dei mondi che si è citato gli Esseri Umani costruiscono loro stessi. Cosa significa costruire sé stessi? Significa considerare la propria esistenza come una costruzione. Un processo di accumulo, sedimentazione, trasformazione che avviene nell'individuo attraverso le relazioni che vive nel mondo. Sembra che dopo un periodo di accumulazione fisica, psichica e intellettiva, quale espressione della specie, l'individuo continua il processo di costruzione attraverso delle modificazioni qualitative della sua struttura emotiva, psichica e intellettuale. Affinché ciò avvenga l'individuo deve esercitare le proprie scelte soggettive attraverso l'uso della propria volontà nelle proprie determinazioni in ogni azione che mette in atto quotidianamente.

Significa considerare la vita come un processo di costruzione soggettiva che non si esaurisce con la crescita fisica, ma continua con la crescita psichica, intellettuale, modificando sistematicamente la propria coscienza e il proprio sapere.

Autodisciplina nella costruzione della propria crescita e della direzione in cui tale crescita avviene e Consapevolezza del fine cui le nostre azioni tendono.

I mondi sono gli spazi d'azione del soggetto.

Il soggetto nasce come Essere della Natura; diviene come individuo sociale; si costruisce come Essere divino!

In tutti e tre gli spazi d'azione l'individuo esercita la propria volontà attraverso le proprie determinazioni. Che cosa sono le determinazioni di un individuo? Sono le relazioni obbligatorie fra l'individuo e il mondo circostante che la propria specie ha messo a fondamento del suo sviluppo. L'Essere Umano ha le mani. Con le mani l'individuo costruisce delle relazioni col mondo, senza le mani non costruisce quelle relazioni. Se l'individuo non costruisce le relazioni attraverso l'uso delle mani rinuncia ad esercitare la sua volontà all'interno di una determinazione specifica che il divenuto della specie gli ha costruito nel corso delle trasformazioni in milioni di anni. Oltre alle mani l'Essere Umano ha determinazioni sia fisiche che emozionali, psichiche, fisiologiche e intellettuali specifiche. La rinuncia ad usare la propria volontà nello sviluppo di quelle determinazioni porta l'individuo a non esercitare quelle relazioni col mondo circostante che dovrebbero trasformarlo. La trasformazione di un Essere Um

ano, una volta esaurita la crescita fisica, si trasferisce nella crescita psichica e nella strutturazione del suo campo di Energia Vitale: la costruzione del suo corpo luminoso.

Se la COSTRUZIONE DEL CORPO LUMINOSO è l'elemento strategico della nostra esistenza sul quale mettiamo l'accento per definire il fine di quello che facciamo, dobbiamo ricordare che tale strategia viene attuata attraverso il nostro vivere quotidiano. La nostra capacità di vivere la nostra quotidianità. La nostra capacità di affrontare i problemi della vita di tutti i giorni.

La vita quotidiana è il nostro campo d'azione: nella quotidianità pratichiamo il nostro vivere per sfida.

Il vivere per sfida è il momento in cui noi ci trasformiamo.

Il VIVERE PER SFIDA è stata la modalità attraverso la quale gli Esseri della Natura uscirono dal brodo primordiale e, generazione dopo generazione che praticava il suo VIVERE PER SFIDA, hanno portato il mondo ad essere ciò che è.

IL VIVERE PER SFIDA NEL NOSTRO QUOTIDIANO PORTERA' IL MONDO AD ESSERE CIO' CHE SARA'!

Il VIVERE PER SFIDA costringe l'individuo ad essere parte attiva nelle contraddizioni che si manifestano nella sua esistenza. Dove la sua trasformazione è ottenuta attraverso il suo impegno nella soluzione delle contraddizioni. La contraddizione è ARES, MARTE, una delle condizioni divine che HERA, GIUNONE, ha imposto ai suoi figli (gli Esseri della Natura) affinché si trasformassero in DEI.

Il VIVERE PER SFIDA impone che l'individuo metta in campo delle azioni. Implica un agire del soggetto. Pertanto, implica un soggetto che si predispone costantemente ad agire.

Per predisporsi ad agire è necessaria la conoscenza dell'oggettività nella quale si agisce!

Per predisporsi ad agire è necessario fornirsi degli strumenti opportuni attraverso i quali poter agire.

Per predisporsi ad agire è necessario manifestare gli intenti per cui si agisce.

Per questo motivo il VIVERE PER SFIDA non è un semplice enunciato, ma diventa la sintesi di un modo complesso attraverso il quale considerare e affrontare la propria esistenza. Implica un atteggiamento mentale davanti all'esistenza tale da modificare la propria struttura emozionale in maniera continua e sistematica.

Il vivere per sfida implica uno spostamento dell'attenzione. L'attenzione dell'individuo non si fissa sul presente ma sulle modificazioni che il presente si appresta a vivere.

Possiamo dire che il VIVERE PER SFIDA è il diventare adulti degli Esseri Umani. E' il loro FARSI ZEUS agendo, per quanto le relazioni col mondo consentono, per determinare le proprie condizioni di vita. Il vivere per sfida esprime Pietas che altro non è che la manifestazione divina del soggetto nella realtà del mondo che lo circonda ed è contrapposta a pietà o pietismo che il monoteismo impone come atteggiamento di "superiorità" sprezzante per il mondo in cui viviamo.

L'Essere Umano SI PRENDE NELLE PROPRIE MANI LA RESPONSABILITA' DELLA PROPRIA ESISTENZA!

Infatti, IL VIVERE PER SFIDA implica la capacità di un soggetto di scegliere le proprie sfide, di sottrarsi alle sfide troppo grandi o insostenibili, di risolvere le contraddizioni della propria esistenza ricavandone, sempre e comunque, una trasformazione che lo modifica.

Ci sono condizioni diverse, direi opposte, fra un bambino cresciuto in un ambiente in cui gli adulti VIVONO PER SFIDA e un sessantenne che dopo essere vissuto per sessant'anni in un ambiente monoteista (per sottomissione) dice "basta!" e vuole VIVERE PER SFIDA.

Il VIVERE PER SFIDA è un modo di affrontare l'esistenza che porta a modificare continuamente la struttura emozionale dell'individuo: l'individuo trae la certezza d'esistenza da sé stesso e la trae da una struttura emozionale in continua modificazione. L'unico punto d'appoggio è sé stesso ed è un sé stesso in continua modificazione!

All'interno della concezione monoteista, parlare di VIVERE PER SFIDA significa parlare di una lotta per la sopraffazione all'interno del proprio Sistema Sociale o del proprio Sistema Sociale nei confronti del mondo esterno.

All'interno della concezione Pagana Politeista parlare di VIVERE PER SFIDA significa modificare la propria struttura emozionale passando da una struttura emozionale prodotta dai nostri adattamenti passivi alle sollecitazioni del mondo (ai suoi fenomeni, ai suoi imperativi), ad una struttura emozionale che tende a liberarsi di quegli adattamenti passivi per diventare propositiva e attiva nel mondo in cui l'individuo vive.

La soluzione delle contraddizioni nella nostra esistenza quotidiana, attraverso il nostro farsi ARES, MARTE, è l'unico potere che noi abbiamo per travolgere la nostra struttura emozionale e modificarla, mettendola al nostro servizio. E' l'unico strumento che noi abbiamo per alimentare il fuoco di Eraclito che brucia dentro di noi.

Per riuscire ad usare il nostro "fuoco del profondo" è necessario fornirci di strumenti con i quali iniziare il percorso di trasformazione. Strumenti che possono essere usati in maniera diversa da individuo ad individuo o dai quali l'individuo può scegliere quelli che al momento sembrano più convenienti, ma che comunque rappresentano la base di partenza per affrontare l'esistenza stessa.

La prima cosa che dobbiamo comprendere sono i MONDI NEI QUALI VIVIAMO!

Il mondo dell'Essere Natura

Noi, come specie, siamo nati nell'Essere Natura e nell'Essere Natura abbiamo costruito le nostre STRATEGIE D'ESISTENZA: il VIVERE PER SFIDA della nostra specie. Quello che va sotto il nome di "SELEZIONE NATURALE DELLE SPECIE" altro non è che un numero INFINITO di atti di volontà soggettivi, di ogni singolo soggetto di ogni specie dell'Essere Natura, che ha manifestato la sua VOLONTA' D'ESISTENZA nell'oggettività in cui è venuto in essere.

La scienza dimostrerà che all'interno dell'insieme che noi chiamiamo universo esistono un grande numero di universi dalla diversa struttura materiale e, noi affermiamo, di diverse strategie in cui concentrazioni di quel tipo di "materia" trasformano il loro inconsapevole in consapevolezza e lo dilatano nel loro mondo. Ma noi siamo figli di ZEUS e HERA; di GIOVE e GIUNONE! Siamo figli di questo mondo in cui ZEUS, attraverso la TITANOMACHIA, ha acquisito il diritto di costruire le SUE condizioni d'esistenza che hanno posto le basi affinché gli Esseri della Natura germinassero.

La scienza alimenterà la descrizione del mondo scoprendone nuove forme e tentando di misurarle, noi tenteremo di descrivere alcune strategie d'esistenza che ci permettono di usare in maniera proficua lo spazio che esiste fra la nascita del corpo fisico e la morte dello stesso.

Per centinaia di milioni di anni gli Esseri della specie cui apparteniamo hanno costruito strategie d'esistenza trasformandosi, generazione dopo generazione, e portandoci ad essere ciò che siamo. Prima che la ragione, come noi oggi la concepiamo, prendesse il sopravvento sull'individuo, una forza, misteriosa alla ragione ha condotto gli Esseri (gli Esseri Umani nel nostro caso) per centinaia di milioni di anni fuori dal brodo primordiale e ad essere ciò che siamo. La ragione, intervenuta successivamente, ha tentato di annientare questa forza, addomesticarla e metterla al proprio servizio. Questa forza, che viene manifestata da ogni Essere e che rappresenta la manifestazione nel mondo di tutte le tensioni che da dentro di lui emergono, viene chiamata VOLONTA' D'ESISTENZA o semplicemente VOLONTA'.

La VOLONTA' è l'espressione propria di ogni soggetto che chiamiamo vivente: sia esso una galassia, una stella di antimateria, dell'Essere Sole, dell'Essere Terra o gli Esseri della Natura. Dato un insieme qualitativo di Esseri, la VOLONTA' che esprimono è il "minimo comune denominatore". In altre parole, esprimere VOLONTA' significa comunicare "pensiero astratto" e, comunicare pensiero astratto fra gli Esseri della Natura, fra le varie specie figlie di HERA, è possibile soltanto attraverso VOLONTA'.

La Ragione ci separa dai figli di HERA proprio perché ritaglia un suo spazio di dominio all'interno di VOLONTA' D'ESISTENZA manifestata dai figli di HERA.

Se la TITANOMACHIA di ZEUS, attraverso il suo rivendicare il diritto a costruire le condizioni affinché i suoi figli nascessero, fu una separazione dell'Universo della Materia (come noi lo consideriamo, concepiamo e descriviamo) dall'IMMENSO rappresentato dai TITANI, l'ESSERE NATURA rappresenta ancora una separazione fra sé e l'ATMOSFERA (ZEUS) e l'ESSERE TERRA (REA). Nella complessità dell'Essere Natura distinguiamo le singole specie in perpetuo mutamento. Scendendo dall'Immenso al singolo Essere osserviamo SEMPRE la manifestazione di VOLONTA' rappresentata dalla specificità del singolo Essere.

I figli di Rea e Crono sono il terreno di germinazione di quella che noi chiamiamo vita, mentre le figlie di Rea e Crono sono le germinatrici in quei terreni. Zeus è l'Atmosfera; Poseidone è il Mare; Ade è l'Oscuro da cui germina la vita! Era è l'Essere Natura; Estia la sua rappresentazione in questo momento (la verità d'esistenza); Demetra è la crescita, la LIBERTA' capace di modificare la verità manifestata in ogni presente!

Una cosa la Ragione non può fare: sostituire "ragioni d'esistenza" alla "volontà d'esistenza"! Quando la ragione fa questo, uccide l'individuo del quale è diventata padrona. Quando questo avviene? Quando la ragione sottomette l'individuo ad un finalismo esterno all'individuo stesso. Però, lo sviluppo di questo pensiero, è un argomento relativo a quando definiamo il MALE e lo identifichiamo nelle religioni rivelate e nel CATTOLICESIMO, nel nostro caso.

Cosa ci prefiggiamo noi nel percorrere un sentiero di STREGONERIA? Ci prefiggiamo di ritornare nell'Essere Natura facendo riemergere dentro di noi la VOLONTA' D'ESISTENZA senza distruggere la ragione ma trasformando le sue pretese di essere "la padrona dell'individuo" nella sua funzione reale che consiste nell'essere "al servizio dell'individuo". La ragione passa dal ruolo di "padrona dell'individuo" a strumento dell'"individuo".

La prima serie di dieci elementi del Crogiolo dello Stregone ci servono per "TORNARE ALL'ORIGINE", rientrare nell'Essere Natura. I primi 10 elementi hanno lo scopo di mettere ordine nella ragione e di darle una struttura adeguata a quanto a noi serve.

Nell'Essere Natura siamo nati e divenuti; nell'Essere Natura dobbiamo tornare per continuare le nostre trasformazioni come specie.

Le tecniche del Crogiolo per affrontare la vita nel mondo dell'Essere Natura

Ricordiamo che la Natura non è "solo" madre delle specie che la compongono, ma nasce dalle specie, dagli Esseri delle singole specie, e la volontà di progettazione della Natura, con tutti i processi adattativi al suo interno, è composta dalla volontà di ogni singolo Essere di ogni singola specie che la compongono. La Natura, dal punto di vista della Stregoneria, va considerata come figlia di ogni singolo Essere pur essendo pensabile come "madre" in quanto volontà che costruisce il futuro di sé stessa agendo sui singoli individui di ogni singola specie di cui è composta.

Le tecniche per ritornare nella Natura e continuare i processi soggettivi di trasformazione, sono:

1) Determinazioni; L'Essere Umano riconosce sé stesso come un DIO; cessa di subire passivamente le imposizioni del mondo in cui vive, si sottrae alla sottomissione imposta e inizia a costruire la sua vita. Si prende nelle proprie mani la responsabilità della propria vita.

2) Volontà; Come mondo d'azione e manifestazione della propria esistenza!

3) Sospensione del dialogo interno; L'Essere Umano ferma la dittatura della ragione e si concede un momento di tregua dall'ossessione della descrizione aprendo la sua coscienza alle emozioni e alla volontà d'esistenza!

4) Meditazione; Rallentando il flusso delle proprie parole pensate e fissando l'attenzione sull'oggetto descritto, l'individuo mette ordine nel caos della ragione!

5) Contemplazione; L'individuo riconosce negli "oggetti" del mondo che lo circondano, le sue stesse tensioni, i suoi stessi bisogni e le sue stesse aspettative. L'individuo riconosce gli DEI nel mondo; l'individuo scopre di essere un DIO tra DEI!

6) Correnti vegetative; L'individuo mette ordine dentro sé stesso; mette ordine nei propri flussi di energia; mette ordine nelle proprie emozioni; riconosce le proprie tensioni; l'individuo riconosce sé stesso quale manifestazione della propria fisiologia!

7) Ascoltare il mondo attorno a noi; L'individuo impara a riconoscere l'azione del mondo nei suoi confronti!

8) Palpare il mondo; L'individuo agisce nel mondo, seguendo le tensioni che da dentro di lui tendono ad emergere, creando la necessità d'azione e fonde la propria energia col mondo in cui vive: l'individuo impara a soggettivare l'oggettività!

9) Chiamare le cose col loro vero nome; L'individuo costruisce le sue strategie impedendo all'illusione di trasformarlo in cibo di consapevolezza che giungendo alla "bocca dell'aquila" alimenti il divenire di Hera distruggendo l'occasione di eternità che la sua vita gli ha offerto!

10) Agguato; prima parte: gli elementi dell'arte dell'agguato! Gli elementi dell'Arte dell'Agguato sono DEI che chi vive per sfida evoca nella sua pratica al fine di trasformare sé stesso nel tentativo di raggiungere un intento!

11) Agguato; seconda parte: la pratica dell'Arte dell'Agguato trasforma l'individuo: dalla ragione all'intuizione!

Il mondo sociale umano

Perché affrontare, dal punto di vista della Stregoneria, il mondo sociale umano?

Quando siamo nella pancia di nostra madre noi percepiamo le sue tensioni, le sue aspettative, il suo piacere, le tensioni delle sue strategie d'esistenza: LA SUA VOLONTA' D'ESISTENZA!

Non conosciamo le ragioni o le motivazioni per cui a noi, come feti, giungono quella qualità di fenomeni. Quei fenomeni che ci giungono noi li fagocitiamo e ad essi ci adattiamo modificando di conseguenza la nostra capacità di risposta emotiva. Quegli adattamenti soggettivi formano la base del nostro patrimonio emotivo col quale ci presentiamo alla morte del feto e alla nascita del corpo fisico.

Quell'ansia che percepivamo in nostra madre mentre eravamo nella sua pancia non era data dalla paura dell'arrivo di una tempesta o dall'azione di una belva nella savana: ma era il frutto dell'azione di quel "figlio di puttana" del capufficio" col quale nostra madre si era scannata e dal quale era stata minacciata.

In pratica, la nostra struttura emozionale viene predisposta da una serie di fenomeni che noi recepiamo ancora prima di nascere (poi nascendo si accentuano solo che vengono anche identificati) e che provengono dal Sistema Sociale. Un Sistema Sociale il cui scopo è far aderire a sé stesso ogni nuovo nato riducendolo ad una funzione al suo interno. Il Sistema Sociale impone dei legamenti di natura emozionale al nuovo nato affinché si adatti ad un ordine sociale e giuridico il cui scopo è quello di impedire al nuovo nato di manifestare la propria VOLONTA' D'ESISTENZA per aderire alle RAGIONI D'ESISTENZA che il sistema sociale in cui nasce elenca e tradizionalmente impone.

Chi segue un Sentiero di Stregoneria deve sciogliere questi legamenti. Deve scrollarsi di dosso queste imposizioni e DEVE farlo in modo tale che il Sistema Sociale in cui vive non si senta minacciato dalla sua azione.

Se i dieci elementi che abbiamo elencato per ritornare nell'Essere Natura hanno carattere offensivo in quanto agiscono sulla struttura della nostra RAGIONE modificandone l'espressione affinché sia utile alla nostra VOLONTA' D'ESISTENZA, i cinque elementi che inseriamo attraverso i quali affrontare il Sistema Sociale hanno uno scopo preminentemente difensivo. Si tratta di sottrarre la nostra ATTENZIONE ad un coinvolgimento in interessi che ci sono estranei o al controllo di individui a noi estranei: ESTRANEI ALLA NOSTRA VOLONTA' D'ESISTENZA!

Con i cinque elementi con cui affrontiamo il Sistema Sociale noi ci assumiamo la responsabilità della nostra vita, viviamo per noi stessi! Ed è proprio perché viviamo per noi stessi che contribuiamo ad arricchire il Sistema Sociale in cui viviamo.

La vita nel mondo sociale umano

1) Toglierci dal centro del mondo; L'individuo sociale diventa consapevole dell'inganno che ha subito e si sottrae!

2) Scetticismo; L'individuo Sociale impara a guardare il mondo togliendosi dagli occhi, uno dopo l'altro, i veli dell'illusione! Oppure: impara a guardare nel proprio Sistema Sociale senza proiettarvi le proprie aspettative e le proprie illusioni!

3) Giudizio di necessità; L'individuo sociale, consapevole delle proprie limitazioni, si adatta a vivere nel mondo sociale e formula giudizi funzionali al proprio vivere!

4) Chiedersi il perché delle cose; L'Essere Umano si fa GIANO nel Sistema Sociale: raccoglie la conoscenza del passato, ma agisce nel presente per fondare il futuro!

5) Follia controllata; L'Essere Umano rappresenta sé stesso nella follia del Sistema Sociale!

I mondi della percezione

Il nostro simbolo è la Stella a Cinque punte all'interno di un cerchio!

Il pentacolo all'interno di un cerchio!

Rappresenta l'Essere Umano che si trasforma nell'universo. Un soggetto in un insieme.

Le due punte verso il basso rappresentano i mondi nei quali l'Essere Umano si trasforma: il mondo della forma e della numerazione (il mondo descritto dalla Ragione) o Super-io e i mondi della percezione, della VOLONTA', del tempo e delle emozioni in cui la ragione entra solo nello sforzo di impedire l'accesso dei fenomeni alla coscienza (che chiameremo genericamente: intuizione) mediando sistematicamente fra percezione e descrizione della percezione e che chiameremo mondi dell'io-psichistico.

Noi non potremmo MAI dire come sono quei mondi, ma possiamo solo dire COME APPAIONO ALLA SINGOLA PERSONA. E ogni singola persona li vive in modo soggettivo e li descrive in maniera soggettiva, dunque, appaiono ad ogni soggetto in maniera diversa.

Non potremmo MAI parlare di una verità attorno ai mondi dell'Io-psichistico, ma possiamo solo parlare degli elementi che ci consentono di raggiungerli e di agire al loro interno. Possiamo parlare di quanto ci serve per essere efficienti mentre trasformiamo quei mondi in altrettanti campi d'azione nei quali manifestiamo la nostra VOLONTA' D'ESISTENZA vivendo in essi PER SFIDA!

La ragione ci separa dal mondo della VOLONTA'. La ragione ci rende inconsapevoli di milioni di fenomeni che in ogni momento si riversano su di noi. Quando entriamo nei mondi della percezione molti di questi fenomeni arrivano alla nostra ATTENZIONE e la ragione li riveste pescando dalla propria descrizione e presentando quella descrizione alla coscienza. Così, in percezione alterata un fenomeno sarà tanto meglio descritto quanto più la ragione sarà ricca di cultura, conoscenza e sapere; sarà descritto in maniera tanto misera quanto misera sarà la conoscenza e il sapere della nostra ragione. Quei fenomeni ci toccheranno, attiveranno le nostre emozioni e noi sapremmo farvi fronte solo se nella vita quotidiana avremmo imparato a vivere per sfida; tanto maggiore sarà la nostra paura nella vita quotidiana e in modo tanto più pauroso affronteremo i mondi della percezione. In questo caso i fenomeni ci appariranno come immagini che chiedono sottomissione e obbedienza!

Quattro elementi sono fondamentali per affrontare i mondi della percezione, ma soprattutto per giungere ad alterare la percezione del mondo slegandola alla forma della quotidianità:

La vita nei mondi della percezione

1) Sospensione del giudizio; L'Essere Umano cammina in mondi diversi dalla ragione che non lo toccano: dalla ragione alla percezione!

2) Attenzione; L'Essere Umano si fa ZEUS, affronta la sua TITANOMACHIA, struttura i suoi sensi per affrontare i fenomeni di ogni mondo!

3) Intento; L'Essere Umano riconosce l'Infinito: scioglie i propri legamenti manifestando EROS universale!

4) Sognare; L'Essere Umano proietta sé stesso in dimensioni e mondi diversi e impara la leggerezza della vita!

Il bastone dello Stregone

Un discorso a parte è relativo al BASTONE DELLO STREGONE. Che cos'è il BASTONE DELLO STREGONE?

E' l'attrezzatura che ci diamo con la quale affrontare la quotidianità. L'attrezzatura che usiamo per affrontare il mondo in cui viviamo. Il mondo quotidiano della ragione e il mondo quotidiano della percezione.

Il BASTONE DELLO STREGONE è l'unico strumento assolutamente indispensabile. Possiamo tralasciare qualche elemento del Crogiolo dello Stregone, ma non posiamo fare a meno degli elementi che compongono IL BASTONE DELLO STREGONE.

Gli elementi che lo compongono sono tre!

SOSPENSIONE DEL DIALOGO INTERNO!

SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO!

SCETTICISMO!

Questi tre elementi ci consentono, da un lato di far emergere l'intuizione che può supportare la nostra attività nel quotidiano inserendo, a fianco della nostra voce, la voce degli DEI DEL MONDO IN CUI VIVIAMO e dall'altro sottraggono la nostra ATTENZIONE (che in Stregoneria rappresenta tutto noi stessi e la nostra struttura emozionale) dalla dipendenza da oggetti esterni a noi.

Sottrarsi alla dipendenza, alla manipolazione della nostra soggettività da un ente esterno, e incentrarla su noi stessi, sui nostri bisogni e sui nostri intenti è l'atto fondamentale di chi vuole intraprendere un sentiero di Stregonerie e dilatare sé stesso nel mondo in cui vive. Ogni sottomissione e ogni dipendenza rendono l'individuo rattrappito e circoscritto nella sottomissione e nella dipendenza stessa.

Il BASTONE DELLO STREGONE è lo strumento che ci aiuta a camminare lungo il sentiero della nostra esistenza; è lo strumento che ci consente di combattere le battaglie di conoscenza; è lo strumento col quale fondiamo il nostro futuro.

Possiamo limitare ogni elemento del Crogiolo dello Stregone, ma non possiamo rinunciare agli elementi che compongono IL BASTONE DELLO STREGONE.

Riassumendo

Il Crogiolo delio Stregone è composto di 19 elementi o tecniche con le quali affrontiamo il mondo in cui viviamo. Il segreto del Crogiolo dello Stregone non è dato dalle tecniche, ma dal soggetto che usa quelle tecniche. Ogni individuo che pratica il Crogiolo dello Stregone lo fa a modo suo. Il Crogiolo è tanto più efficace quanto maggiore è il carico emotivo che l'individuo riversa nelle sue azioni mentre usa il Crogiolo dello Stregone. Sarà tanto più efficace quanto maggiori sono le difficoltà del suo vivere per sfida. In ultima analisi il segreto del Crogiolo delio Stregone e della sua possibile efficacia non sta nelle tecniche ma nel come quelle tecniche vengono usate dall'individuo. Ogni individuo ritiene di fare del proprio meglio nella sua vita. Ma spesso il proprio meglio è solo un effetto dell'illusione di onnipotenza che l'educazione gli ha imposto e non avendo cambiato il punto di vista sulla propria vita l'individuo vive immerso nell'illusione di avere fatto tutto quanto era possibile. In quell'il lusione l'individuo non modifica sé stesso, ma rimane prigioniero di un'illusione del possibile che lo condurrà fino alla morte e che sarà tappezzata dei rimpianti delle scelte che ha mancato di fare quando avrebbe potuto farle.

QUESTA TRACCIA FU LA CONFERENZA DI PRESENTAZIONE DEL NUOVO CICLO DE IL CROGIOLO DELLO STREGONE TENUTA IL 15 FEBBRAIO 2003!

 

Trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La realtà fra ciò
che è e come appare

La Magia in Stregoneria

La magia è l'arte di modificare e trasformare sé stessi in un mondo in cui i soggetti modificano continuamente loro stessi per adattarsi alle condizioni della loro esistenza. Solo i monoteisti saccheggiano il mondo per adattarlo ai loro modelli di verità. lo Stregone abita il mondo e mette in atto azioni di adattamento soggettivo usando tutti gli strumenti che l'evoluzione della sua specie, fin da quando stava nel brodo primordiale, gli ha messo a disposizione.