Gesù e il padre nostro
col nome santificato nel vangelo di Luca

di Claudio Simeoni

Gesù e lo Stregone

 

Gesù dice:

Quando pregate dite: "padre sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano; e rimetti a noi i nostri peccati, perché anche noi rimettiamo ad ognuno che i è nostro debitore, e non ci indurre in tentazione. [Luca 11, 2-4]

Lo Stregone risponde a Gesù:

Mi chiedo se tu stai facendo sul serio o se mi stai prendendo in giro.

Io Sono!

Ogni persona dice : Io Sono!

Lo dice al momento di nascere, quando si presenta al mondo, e lo dice quando, superata la pubertà, si presenta come persona adulta alla società.

Col proprio "Io Sono" le persone si confrontano con ogni "Io Sono" che forma la società come un insieme di relazioni fra "Io Sono". Nella società degli Esseri Umani ogni persona deve pretendere il rispetto del "Io Sono" da ogni altro "Io Sono" nella società. Non è una questione di "dominio" di un uomo sull'altro, ma del riconoscimento che qualunque sia la qualità della relazione fra un "Io Sono " e un altro "Io Sono" siamo di fronte ad una relazione fra persone e non ad una relazione con qualcuno che si è ridotto a bestia impotente e incapace o impossibilitato ad affermare "Io Sono". Tu, invece, pretendi che le persone "pregando" chiamino il tuo padrone "padre", annullino il loro "Io Sono" davanti a lui. Tu Gesù pretendi che le persone affermino, rivolte al tuo padrone, "tu sei!". Ciò è inumano, bestiale, nel significato più deleterio e volgare del termine. Tu chiedi che lui sia padrone in un regno; tu dici che il suo nome, in quanto padrone, sia santo; nello stesso tempo tu non cucini il pane, ma aspetti che sia il tuo padrone a dartelo. Chiedi agli uomini di rinnegare il loro "Io Sono" per considerarsi dei peccatori senza diritti e senza dignità morale e sociale; pretendi di derubarli al punto tale da non poter nemmeno chiedere la paga per il loro lavoro (i debiti che ha il padrone nei confronti di chi ha lavorato per lui). Costringi le persone ad una miseria morale talmente grande da costringere le persone a supplicare il loro padrone di non criminalizzarle; di non indurle in tentazione. In questo modo distruggi l'"Io Sono" di ogni soggetto che nella società recita la tua "preghiera". Lo costringi ad uccidersi la psiche. Lo costringi all'impotenza dell'Io. Con lui uccidi tutta la società che è costretta ad esistere solo in presenza di un soggetto, di un padrone, che identificandosi col padrone che tu chiami padre, pretende che tutti lo preghino e gli siano grati perché ancora non li ha criminalizzati. Uccidi l'"Io Sono" delle persone e quando le pulsioni di vita premono dentro di loro e loro non sono in grado di veicolare quelle pulsioni in una società in cui hanno rinunciato all'"Io Sono", pretenderanno che tutti gli altri rinuncino al loro "Io Sono" perché solo in quel modo per loro la rinuncia avrà un significato. Quando le persone negano il loro "Io Sono", nella società in cui vivono hanno un solo obiettivo: distruggere l'"Io Sono" di ogni altra persona per dissetare l'angoscia per aver rinunciato ad essere individui della loro società. Tu imponi alle persone di pregare affinché le persone distruggano la loro società. Questo soddisfa il tuo delirio di onnipotenza, ma danneggia la società degli Esseri Umani in favore del padrone, che tu chiami tuo padre. Un padrone che si compiace della loro miseria e delle loro suppliche per un pezzo di pane. In questo modo i tuoi apostoli hanno seminato distruzione nelle società. Ovunque andavano i tuoi missionari hai portato miseria là dove c'era ricchezza, schiavitù là dove c'era libertà.

Quando i bambini vengono costretti a ripetere il tuo modo di pregare un milione di volte, per tutta la loro vita andranno alla ricerca di un padrone e quel "Io Sono", che dovrebbero manifestare nella società, diventa "Io Sono servo di...". La morale che tu, Gesù, imponi si trasforma in angoscia e le loro pulsioni di vita potranno veicolarsi solo all'interno di conflitti che danneggiano la società civile. Non c'è più l'azione del "Io Sono" che cerca le relazioni con tutti gli "Io Sono" della società, ma è l'"Io Sono un servo..." che cerca le relazioni con i servi perché non può concepire una società che non sia fatta di servi al di là del padrone con cui questi servi si identificano.

Marghera, 17 novembre 2010

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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