Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844 – 1900)

La scelta di Nietzsche contro il superuomo

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

L'oltre uomo

Nel libro "Ecce homo" Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844 – 1900) scrive:

Il mio compito, quello di preparare un momento di sublime autocoscienza dell'umanità un grande mezzogiorno, nel quale essa guardi all'indietro o in avanti, nel quale essa esca dal dominio del caso e dei preti e ponga globalmente per la prima volta la questione del «perché»? dell' «a che 'Scopo»? -, questo compito deriva necessariamente dall'idea che l'umanità non è di per se stessa sulla buona via, che non è affatto retta da leggi divine, ma che proprio tra i suoi concetti di valore più sacri ha dominato, con la seduzione, l'istinto della negazione, della corruzione, l'istinto della décadence.

La decadenza, consiste nella rinuncia ad essere sé stessi per delegare le proprie decisioni ad enti esterni a sé.

La relazione esistente fra provvidenza, declamata dai cristiani come intervento del loro dio padrone, e caso, come idea di aggregazione fortuita di condizioni che esulano dalla capacità progettuale del dio padrone, è la condizione della quale l'umanità deve liberarsi.

Il dolore percepito da Nietzsche è il dolore dell'uomo che, percependo condizioni diverse in cui l'esistenza della vita si può svolgere, vive una sorta di impotenza fra forze psichiche immani che conchiudono la vita in condizioni inumane.

Per affermare che l'umanità sia "retta da leggi divine" è necessario definire le leggi divine. Ma le leggi divine definite sono quelle determinate da interessi di trafficanti di schiavi; di coloro che riducono l'umanità alla schiavitù; che legittimano la loro azione di schiavisti attribuendo le "leggi divine" ad modello ideale del trafficante di schiavi: il dio creatore e padrone cristiano. Massificare l'umanità trasformandola in un gregge in cui gli individui, depersonalizzati, sono ridotti a massa informe dai preti cristiani che, come il buon pastore, li portano al macello della vita.

Nietzsche rappresenta, nel suo tempo, l'opposizione della vita all'esoterismo e all'occultismo. Fallito il controllo delle gerarchie cristiane sulle persone, le persone cercano da un lato di costruire una diversa forma di controllo interpretando la propria patologia psichiatrica sottomessa con forme di occultismo e di esoterismo, dall'altro lato alcune persone, insofferenti alle forme più evidenti del controllo psichico del loro tempo, si ribellano denunciando "leggi divine" che hanno la loro ragione d'essere nella manipolazione mentale infantile mediante seduzione, istinto di negazione [dell'autodeterminazione dell'uomo] della corruzione [come metodo per comperare le idee e la disposizione psichica alla sottomissione: la sottomissione che conviene] e l'istinto di decadenza [una sensazione di fine del mondo sempre imminente; una sensazione i fallimento sempre presente].

Mentre l'occultismo e l'esoterismo crea nuovi preti fra spiritisti, magia cerimoniale alla Golden Dawn o alla ricerca dell'assurdo alla Blavatsky, Nietzsche scuote le catene della sottomissione che non possono, comunque, trattenere la vita.

Spezzare il recinto del gregge dell'umanità trasformata in pecore, oppure costruire nuovi e diversi recinti, magari più confortevoli, ma sempre recinti.

L'idea di Nietzsche è l'idea dell'uomo che si oppone al superuomo cristiano che si identifica col costruttore di recinti e il pastore di uomini ridotti a gregge impersonale e informe. Il superuomo cristiano è l'uomo del "destino" le cui scelte possono solo portare morte e devastazione. Il superuomo, come il Gesù dei cristiani che nel suo delirio di onnipotenza proclama la sua discendenza dal dio padrone in quanto creatore e va farneticando "In verità, in verità vi dico....", e giù col delirio da onnipotenza. Un delirio che costruisce campi di sterminio con i preti cristiani a guardia del filo spinato che trattiene il gregge nelle imposizioni morali. Nietzsche è colui che taglia quel filo spinato. E' la pecora che si fa uomo e riafferma il suo diritto all'esistenza e alla vita davanti al mondo. Nietzsche non si fa pastore di greggi; si fa uomo che tenta di determinare la propria esistenza consapevole di essere circondato da uomini che si sono adattati al condizionamento educazionale ricevuto e che agiscono affinché nessuna pecora esca dal gregge del superuomo Gesù.

La scelta di Nietzsche è la scelta dell'umanità. Altre pecore pensano di farsi superuomini costruendo recinti diversi, ma tutti si fanno superuomini Gesù e finiscono per recitare il loro delirio di onnipotenza: "In verità, in verità vi dico....". Sono i superuomini come Gesù che legittimano la loro estraneità all'umanità imponendo dominio e sottomissione. Mentre i superuomini costruiscono i recinti morali ed etici in cui confinare l'umanità e tentano di allargare il loro campo di sterminio contrapponendolo ai recinti di altri campi di sterminio, Nietzsche taglia il filo spinato dei recinti. Non si chiede che cosa ci sia fuori dal recinto. Non si chiede che cosa ci sia fuori dal campo di sterminio: le recinzioni dei fili spinati della morale e dell'etica imposta, vanno tagliati affinché gli uomini possano evadere.

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Marghera, 08 giugno 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Occultismo, esoterismo e stregoneria

L'elemento centrale nell'esoterismo e nell'occultismo, che vedremo nella Teosofia della Blavatsky e nella "Magia della cabala" della Golden Dawn, è la sottomissione. Dove l'illusione patologica crea la descrizione di una realtà desiderata ed immaginata tale da soddisfare la sofferenza provocata dalla sottomissione. Lo sconosciuto immenso che ci circonda esiste ed è l'oggetto trattato dalla Stregoneria. In Stregoneria lo sconosciuto è un oggetto che va affrontato e vissuto, non subito e descritto mediante illusione.