Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844 – 1900)

Nietzsche contro preti cristiani, occultisti, esoteristi e la schiavitù dell'uomo che professano

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

Nel libro "Ecce homo" Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844 – 1900) scrive:

Ma il mondo intero è in disaccordo con me ... Per un fisiologo questa antitesi di valori non lascia dubbi. Se all'interno di un organismo l'organo meno importante rinuncia, per quanto poco, a imporre in totale sicurezza la sua autoconservazione, il rinnovamento delle proprie forze, il suo «egoismo», l'insieme degenera. Il fisiologo pretende l'eliminazione della parte degenerata, rifiuta ogni solidarietà con ciò che degenera, è lontanissimo dall'averne compassione. Ma il prete vuole proprio la degenerazione del tutto, dell'umanità: a questo scopo egli conserva ciò che degenera, a questo prezzo egli domina su di essa ... Che senso hanno quei concetti menzogneri, quei concetti ausiliari della morale, «anima», «spirito», «libero arbitrio», «Dio», se non quello di rovinare "fisiologicamente l'umanità? ... Quando si storna la serietà dall'autoconservazione, dall'incremento del1e forze del corpo, vale a dire della vita, quando dei dolori si fa un ideale, del disprezzo del corpo «la salute dell'anima», cos'è d'altro questo, se non una prescrizione per la décadence? La perdita di peso, la resistenza agli istinti naturali, in una parola l'altruismo - ciò è stato chiamato morale fino ad ora ... Con «Aurora» ho intrapreso per la prima volta la lotta contro la morale dell'annullamento di sé. -

Il mondo intero non è d'accordo con me. Chi non è in grado di prendersi nelle proprie mani la responsabilità della propria vita detesta chi lo fa. Deve combatterlo ferocemente. Emarginarlo affinché la sua pulsione di libertà non contamini altri uomini.

Un fisiologo, individuato il marcio di un organo o di una parte del corpo che non risponde alle proprie pulsioni di vita e soccombe davanti a "preponderanti forze nemiche" che la infettano, interviene per ripristinare la funzionalità della parte e dell'organismo nel suo insieme. L'egoismo del Potere di Essere impone ad ogni singola cellula del suo corpo di espandersi, riprodursi, conservare le condizioni ottimali nelle quali espandersi e riprodursi. se non lo fa, danneggia l'intero corpo umano e il corpo sociale. Espandersi è il movimento della vita che, manifestato in ogni soggetto, rinnova la vita in un eterno continuo modificarsi adattandosi alle condizioni che incontra. E' l'egoismo. La centralità del vivere in sé per sé che porta a vivere per la Natura, nella Natura. Che porta a vivere i cittadini per sé stessi e, facendolo, vivono arricchendo la società. Se un individuo non vive in sé e per sé, nella società introdurrà la rinuncia a determinare la soddisfazione dei suoi bisogni facendo ammalare la società e diventando, per essa, un peso. Una società è solidale nei confronti dei singoli individui che non sono in grado di affrontare il loro futuro, ma non può tollerare che la malattia che produce rinuncia diventi ideologia e modello di comportamento che giustifica la rinuncia di ogni individuo ad affrontare il proprio futuro.

Mentre il superuomo Gesù fa della debolezza, che ostenta come accettazione, e della sua sottomissione al dio padrone [che indica come sua proprietà in quanto padre] un modello da imporre alla società, ad ogni individuo, ad ogni bambino; Nietzsche fa, dell'affrontare i problemi della società, il modello comportamentale che nega legittimità morale alla rinuncia soggettiva e personale nell'affrontare i problemi.

La rinuncia dell'attesa della provvidenza non è un modello di comportamento sociale che Nietzsche approva. E' un comportamento malato. La malattia della sottomissione, della morte, implica la rinuncia ad affrontare i problemi positivamente e impone l'accettazione passiva delle condizioni di sofferenza. La sofferenza, il sofferente, è un modello che il malato, il sofferente, impone ad altri individui affinché la sua sofferenza sia patrimonio collettivo condiviso e non gli imponga il suo superamento verso una qualche forma di felicità. Il malato impone che la società si soddisfi in una sofferenza comune, collettivizzata, condivisa e premiata dall'adesione ad una ideologia che si nutre di sottomissione e sofferenza. Il sofferente, che persiste nella sofferenza, è il modello desiderato dal prete cristiano per le pecore del proprio gregge. Non è il soffrire che apre al superamento del problema che impone sofferenza, ma è il soffrire per permettere al padrone di compiacersi della sofferenza del proprio schiavo. Non è la sofferenza dell'individuo eroico che sta soffrendo perché si è fatto carico dei problemi sociali che deve risolvere. Quello è il comportamento eroico che il prete cristiano sfrutta quando, anziché ringraziare la persona che ha risolto il problema deruba la persona della sua umanità e ringrazia il suo dio padrone. Non è la persona che ha risolto il problema, ma il dio padrone tramite lo schiavo che ha agito per risolvere il problema. In questo modo il prete ingiuria la persona appassionata umiliando la sua passione e riducendola al servizio del dominio del suo padrone.

Il prete cristiano, il superuomo Gesù, il dio di ebrei e cristiani si compiacciono della sofferenza delle persone come rinuncia ad affrontare la vita. Questa è la fonte del dominio e del potere del prete cristiano. Diffondere la sofferenza è la missione dei preti missionari cristiani. La sofferenza della croce è imposta alle persone che devono soffrire per far piacere a Gesù: per far piacere al prete cristiano. Nella sofferenza le persone sono in attesa del benessere portato da un "salvatore" che giunge con potenza sulle nuvole. Mentre le persone attendono, il tassametro della loro vita scorre. Mentre le persone attendono, si fermano i mutamenti possibili con i quali affrontare il mondo e la vita. L'attesa della provvidenza ferma il tempo soggettivo in uno stato di attesa. Mentre il tempo soggettivo è fermo, il tempo oggettivo scorre e la degenerazione psico-fisica dell'individuo che attende, accelera. L'attesa provoca sottrazione dell'individuo all'impegno sociale con una progressiva degenerazione delle possibilità di sviluppo della società. Ed è ciò che vuole il prete.

Questo è ciò che vogliono gli occultisti, perché altrimenti non spaccerebbero il loro "In verità, in verità vi dico...". Questo è ciò che vuole la Golden Dawn; è ciò che vuole la Blavatsky e Anne Besant. E' ciò che vuole il colonnello Sidney Olcott o Gandhi, o i "grandi" iniziati che si sentono di dire: "In verità, in verità vi dico....". Come Gesù costruiscono recinti di filo spinato morale nel quale chiudere le loro greggi. Costoro sono pronti a macellare chi attenta al loro gregge o ad attentare, a loro volta, ad altri e diversi greggi.

Nietzsche parla di concetti che rovinano l'umanità. Quali concetti? Quello dell'anima distinta dal corpo per cui si può distruggere il corpo che tanto l'anima non ne risente. Lo spirito come condizione immateriale e distinto dal corpo. Libero arbitrio come libertà di obbedire al dio padrone o di essere macellato da esso. Dio, come il padrone che si mette al di sopra delle decisioni che l'uomo dovrebbe prendere.

Tutto questo danneggia l'umanità perché l'umanità viene privata del proprio senso divino per attribuire tale senso divino ad un padrone che determina una morale d'odio e di distruzione.

Con Aurora, dice Nietzsche, ho intrapreso una lotta contro la morale del superuomo. Una lotta contro il padrone dell'anima che incita al disprezzo del corpo e conduce all'annullamento di sé.

Il Sé lungo la strada dei mutamenti di ciò che si è per ciò che si potrà essere in base alle nostre scelte, in contrapposizione al padrone di greggi. Fu la grande lotta di Nietzsche contro il dio padrone dei cristiani e quel Gesù che impone sofferenza all'umanità. C'è un prezzo che Nietzsche ha dovuto pagare. Quando si è soli, come dei novelli Atlante, si porta sulle spalle il peso del mondo, ma Nietzsche ha indicato una via diversa da quell'occultismo e quell'esoterismo che indicando la speranza nel mago, nel profeta, identificato col superuomo Gesù, ha teso ad ingabbiare l'uomo in veri e propri greggi che divennero veri e propri campi di concentramento morali il cui compito era quello di annullare la libertà dell'uomo.

 

Il discorso sull'occultismo

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Marghera, 08 giugno 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Occultismo, esoterismo e stregoneria

L'elemento centrale nell'esoterismo e nell'occultismo, che vedremo nella Teosofia della Blavatsky e nella "Magia della cabala" della Golden Dawn, è la sottomissione. Dove l'illusione patologica crea la descrizione di una realtà desiderata ed immaginata tale da soddisfare la sofferenza provocata dalla sottomissione. Lo sconosciuto immenso che ci circonda esiste ed è l'oggetto trattato dalla Stregoneria. In Stregoneria lo sconosciuto è un oggetto che va affrontato e vissuto, non subito e descritto mediante illusione.