L'inganno cristiano del dialogo interreligioso
L'ingannevole parola del dio cristiano e la truffa sociale

Riflessione sul significato di dialogo

Claudio Simeoni

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Gesù è un imbonitore e un truffatore

 

Il cristianesimo NON è una dottrina religiosa.

Quando dico che il cristianesimo NON è una dottrina religiosa intendo prendere atto che il cristianesimo è estraneo agli uomini.

Per il cristianesimo gli uomini devono CREDERE in quanto è rivelato. Solo che devono CREDERE che quanto è rivelato sia rivelato dall'oggetto del loro CREDERE!

Il CREDERE o la FEDE diventa l'unico elemento esistente nel cristianesimo. Per contro il confronto fra gli Esseri Umani non si basa sul CREDERE e nemmeno sulla FEDE, si basa sui fenomeni che giustificano un CREDERE o una FEDE.

In pratica io posso discutere con un CREDENTE cristiano SOLO se il credente cristiano porta elementi a supporto di quanto egli afferma. Io non posso discutere sulla realtà del dio creatore dei cristiani perché tale realtà, essendo il frutto di una convinzione soggettiva, non è oggettivabile. Può essere creduta da un soggetto o da molti soggetti, ma non può essere dimostrata. Può essere solo affermata o negata!

Per contro posso discutere delle dottrine del cristiano come rappresentate nella sua Bibbia e nei suoi Vangeli, come posso discutere del Corano dei musulmani. Posso farlo perché questi sono i fenomeni attraverso i quali il cristiano giustifica la sua CREDENZA.

Pertanto, un cristiano, al di là di come immagina la sua realtà religiosa, sarà sempre ciò che la realtà religiosa descrive nella Bibbia e nei Vangeli a meno che non fonderà una diversa religione che negherà parti della bibbia o parti dei vangeli (già le eresie e alcuni protestanti, per loro motivazioni, hanno fatto questo).

A questo punto sarebbe facile affermare che è sufficiente che un non cristiano e un cristiano si mettessero assieme a leggere la bibbia e dopo traggano le conclusioni. A questo punto scatta la differenza fra l'altro e il cristiano.

Quando si legge un testo o si guarda un film si espongono le nostre emozioni ed essendo, il lettore e lo spettatore, esterni al testo o al film, si trasformano in tifosi che anelano a leggere o vedere un risultato finale che sia in sintonia con le loro aspettative emotive. Diverso è il discorso quando il lettore di un testo (più che lo spettatore di un film) legge quel testo SAPENDO che quanto legge viene ad incidere sulla propria vita. Un conto è l'immedesimazione psichica col dio padrone che irato distrugge tutto il mondo col diluvio universale e un altro conto è comprendere che quella distruzione sancisce il diritto di qualcuno di distruggere la sua casa, la sua vita, i suoi amici, quando qualcuno non gradisce le sue azioni o il suo modo di pensare. Un conto è "stare dalla parte del dio distruttore" o del "papa unico uomo a cui gli imperatori baciano i piedi" e un altro conto è legittimare un principio giuridico-dottrinale che sancisce il diritto all'azione arbitraria di assassinio del lettore stesso.

In altre parole la differenza fra il cristiano e il non cristiano sta nella propria collocazione psichica davanti al medesimo testo: il cristiano si immedesima col dio che macella l'umanità immaginandosi al suo fianco trionfante, il non cristiano si immedesima nell'umanità che, affrontando la propria esistenza con coraggio, si vede spazzata via da un potere incontenibile vile e distruttore.

Il problema non sta sui testi sacri dei cristiani: sta nella struttura emozionale del cristiano. Come l'individuo che chiama sé stesso cristiano ha fondato il proprio divenuto.

In pratica il cristiano legge le stesse cose che leggo io dai suoi testi, ma vi proietta sopra la propria immaginazione. Proietta quello che LUI vuole che sia negando l'evidenza di quanto contrasta con la sua immaginazione. Il cristiano, pertanto, non è in grado di discutere della propria struttura religiosa in quanto questo mette in discussione la sua struttura emotiva e l'immaginazione che proietta da sé nella lettura del mondo e nell'interpretazione della sua religione.

Quando si discute con un cristiano non si discute di religione, ma si discute di come lui è! Ed è per questo che un cristiano è disposto a distruggere tutto in quanto non può permettere a nessuno di mettere in discussione ciò che lui è.

La stessa Bibbia e la stessa ideologia cristiana non son IN FUNZIONE DELL'UOMO, ma sono in funzione del suo dio padrone. La Bibbia e l'ideologia cristiana sono strumenti di sottomissione dell'uomo al dio padrone. Gli stessi dieci comandamenti non sono leggi come noi le intendiamo, ma sono manifestazione della volontà del dio padrone di sottomettere a sé l'uomo. Quando noi proiettiamo questa visione ideologico-religiosa in una società che prevede l'ugualianza dei soggetti nella legge, il cristiano si trova nelle condizioni di dover giustificare il proprio credo religioso e in quel momento si accorge di essere senza strumenti. Il suo CREDERE appartiene solo a sé stesso. Un CREDERE che era protetto quando chi lo metteva in discussione veniva ammazzato o messo sui roghi, ma impossibilitato a manifestarlo nella società in quanto la sua manifestazione nel sistema sociale cozzerebbe contro tutte le norme del diritto.

Se noi osserviamo l'attività sociale dei cattolici, oggi come oggi, vediamo che sono impegnati a chiedere delle leggi che limitano la libertà degli uomini per sottometterli alla loro morale. Hanno bisogno di leggi coercitive per giustificare il loro CREDERE. La polemica sul crocifisso e la legge sull'eugenetica ne sono degli esempi recenti. Questo a differenza di tutte le Religioni Antiche che, al contrario del cristianesimo, gli DEI erano dei punti di riferimento della libertà sociale anche quando i sistemi sociali erano poco raccomandabili. Gli DEI erano portatori di LIBERTA' per l'uomo e fonte di riferimento. La tirannia si abbatte: la libertà si conquista!

Tanto per fare un esempio estremo, la Dea Sumera Nanshe:

"Per consolare l'orfano, per far si che non vi siano più vedove,
Per preparare un luogo dove i potenti saranno annientati,
Per consegnare i potenti ai deboli...
Nanshe scruta il cuore degli individui."

Tratto da "I Sumeri alle radici della storia" di S. N. Kramer ed. newton compton editori 1979

Se vogliamo un esempio Esiodeo possiamo vedere l'azione di Cronos nei confronti di Urano e l'azione di Zeus nei confronti di Cronos (dal punto di vista del Paganesimo Politeista il discorso cosmologico è diverso).

Al contrario, nel cristianesimo, è il dio dei cristiani la fonte della tirannia!

Mentre i sacerdoti delle Religioni Antiche non hanno mai preteso di governare le società civili (pur mantenendo un ruolo importante) il papa cattolico "è l'unico uomo a cui gli imperatori baciano i piedi" pretende di dominare gli uomini. Ancora oggi, per acquisire un principio da mettere alla base della Costituzione Europea, dobbiamo ricorrere a Tucidide!

Il cristiano si trova nella scomoda posizione di non essere in grado di usare gli unici due elementi che qualificano la realtà di un sistema religioso nella quotidianità degli uomini. Non è in grado di dimostrare la realtà della sua dottrina. Non è in grado cioè di dimostrare l'esistenza del suo dio, ma peggio ancora non è in grado di dimostrare (anche perché la dimostrazione della non realtà dal punto di vista storico-archeologico è già avvenuta) l'esistenza di gente come Mosé, Gesù di Nazareth nella loro relazione con la realtà d'esistenza del suo dio padrone. Non è in grado di dimostrare, all'interno dei sensi, gli oggetti del suo credere.

In secondo luogo il cristiano non è in grado di presentare elementi per cui è nell'interesse degli uomini credere nel suo dio. Prima la necessità del credere la otteneva con i roghi e gli stermini ora che non può più accendere i roghi si trova disarmato.

Cosa rimane del cristianesimo?

La struttura di dipendenza emozionale che i cristiani hanno ottenuto agendo sui bambini. Lo stupro emozionale al quale hanno costretto i bambini per costringerli a sottomettersi intimamente alla credenza e alla dipendenza dal loro dio padrone.

Quando ci si confronta con un cristiano ci si confronta con questo orrore. Un orrore che è pronto a distruggere ogni Essere Vivente pur di riaffermare sé stesso.

Per contro, a cosa noi assistiamo? Assistiamo a molte persone che escono da quell'orrore e ognuna di queste persone elabora una propria visione del mondo, della vita e del suo essere una persona religiosa. L'uscita dall'orrore cristiano viene intrapresa dalle persone attraverso vie e scelte individuali, personali, intime, esattamente come è intima la coercizione del cattolicesimo.

Se con queste persone si possono discutere i diversi modi di vedere il mondo o di affrontare la vita, non lo si può fare con un cristiano che INNANZITUTTO chiederà al suo interlocutore di mettersi in ginocchio davanti alla sua credenza.

E' avvenuto, ad esempio, durante la "festa dei Veneti" a Cittadella durante la quale un cristiano ha affermato che chiamando il suo dio "assassino" io bestemmiavo e la Costituzione della Repubblica e le leggi sociali e civili che io richiamavo potevo usarle per "pulirmici il culo". Si tratta di un esempio di come i cristiani procedono all'eversione delle leggi e delle norme della società civile imponendo l'apologia del genocidio al rispetto della norma sociale.

Dal momento che non è possibile accettare una simile imposizione il cristiano NON è in grado di discutere con nessuno!

Il cristiano non ha un oggetto del discutere (un cristiano non discuterà mai sulla realtà del suo dio), un cristiano ha SOLO un oggetto in cui credere manifestato dalle sue emozioni. Per questo un cristiano non può confrontarsi con un altro cristiano e quando un cristiano chiede "rispetto" in realtà chiede sottomissione al suo dio e deferenza alla sua dottrina. Un cristiano de che le persone non si indignino per i delitti che commette in nome della fede, per contro, i magistrati cristiani non hanno remore, dopo aver assolto aprioristicamente il loro dio e le devastazioni sociali che ha commesso, ad usare le stesse leggi, la cui applicazione hanno negato nei confronti del loro dio, per condannare altre persone di altre idee, altre fedi, altre certezze, altre aspettative.

Un cristiano può discutere con un altro cristiano per studiare i mezzi con cui costringere delle persone a credere come lui, ma non può discutere il suo credere. Io, tutto questo lo sto sperimentando nelle trasmissioni radiofoniche che sto facendo da oltre 7 anni.

Cristiani rabbiosi tanti, cristiani che ti dicono cosa tu devi credere e pensare tanti, cristiani che ti dicono che linguaggio devi usare tanti, come tanti sono i cristiani che si stupiscono di scoprire cosa dicono i loro libri sacri, però nessun cristiano è in grado di discutere pubblicamente il proprio credere: NON E' POSSIBILE!

Ed ecco una truffa criminale messa in atto dai cattolici contro ogni altra forma religiosa:

Come i cristiani truffano i cittadini italiani

Assisi: il testo dell'appello finale

di Redazione

05/09/2006

Uomini e donne di differenti religioni, ci siamo ritrovati ad Assisi, città di Francesco, santo della pace, in un momento difficile del nostro mondo, così carico di tensioni, conflitti, minacce terroristiche. Abbiamo ricordato l'iniziativa audace e profetica di Giovanni Paolo II che, nel 1986, in piena guerra fredda, invitò a Assisi i leader religiosi del mondo a pregare per la pace. Fu l'inizio di un cammino di dialogo, di preghiera e di pace, che ora è tornato ad Assisi. E' un cammino che ha liberato energie di pace e ha continuato a fare sperare tanti in un futuro di pace. In questi giorni, ci siamo chinati sulle nostre diverse tradizioni religiose che, in modo differente, testimoniano un messaggio di pace dalle radici antiche. Abbiamo intrecciato il nostro dialogo con uomini e donne di cultura laica e umanista. Abbiamo vissuto una scuola di dialogo. Oggi ci siamo raccolti nella preghiera secondo le diverse tradizioni religiose, convinti del valore dell'invocazione a Dio nella costruzione della pace. Abbiamo mostrato come la preghiera non divide, ma unisce: abbiamo pregato gli uni accanto agli altri, non pregheremo mai gli uni contro gli altri. [ndr: fingendo di non vedere come la preghiera sia il mezzo per stuprare gli uomini e costringere le loro emozioni all'obbedienza e alla sottomissione. Così diventeranno perfette macchine di sterminio. NOTA Claudio Simeoni] Abbiamo rivolto la nostra attenzione a tante situazioni di conflitto e di dolore, che coinvolgono migliaia di persone, tante famiglie, tanti popoli. Ne abbiamo condiviso la sofferenza. Non vogliamo dimenticarle né rassegnarci al loro dolore. I problemi sono tanti nel mondo di oggi. Ma, per questo non ci rassegniamo alla cultura del conflitto, secondo cui lo scontro sarebbe l'esito inevitabile del prossimo futuro di intere comunità religiose, di culture e civiltà. Siamo uomini e donne credenti, non siamo ingenui. Il secolo che è trascorso ci ha mostrato come guerre mondiali, la Shoah, genocidi di dimensioni non immaginabili, oppressione di massa, ideologie totalitarie, hanno rubato milioni di vite umane e non hanno rinnovato il mondo come promettevano. Per questo diciamo: nessuno scontro è un destino inevitabile, nessuna guerra è mai naturale. [ndr: fingendo di non vedere come gli stermini siano stati voluti e organizzati sui modelli proposti dagli ebrei e dalla chiesa cattolica nei loro testi sacri! NOTA Claudio Simeoni] La pace è irrinunciabile, anche quando appare difficile o disperato perseguirla. Vogliamo aiutare ogni uomo e ogni donna, chi ha responsabilità di governo, a rialzare gli occhi oltre il pessimismo, e scoprire come la speranza è vicina se si sa vivere l'arte del dialogo. Le religioni abituano i credenti a cercare di realizzare valori alti che sembrano, a molti, poco facilmente praticabili. Non possiamo rinunciare a ridurre l'abisso tra i ricchi e i poveri e a cercare la pace in ogni modo. Questa è la speranza che comunichiamo e proponiamo qui dal colle di Assisi, chiedendo ai fedeli delle nostre comunità di pregare e di operare per la pace. Crediamo nel dialogo, paziente, veritiero, ragionevole: dialogo per la ricerca della pace, ma anche per evitare gli abissi che dividono culture e popoli e che preparano gravi conflitti. Tutti noi, esponenti di religioni diverse, abbiamo affermato il valore del dialogo, del vivere in pace, mentre lo abbiamo praticato lungo questi giorni in spirito di amicizia, come modello e esempio ai fedeli delle nostre comunità. La guerra non è inevitabile. Le religioni non giustificano mai l'odio e la violenza. Chi usa il nome di Dio per distruggere l'altro si allontana dalla religione pura. Chi semina terrore, morte, violenza, in nome di Dio, si ricordi che la pace è il nome di Dio. Dio è più forte di chi vuole la guerra, di chi coltiva l'odio, di chi vive di violenza. Per questo la nostra speranza è quella di un mondo di pace. Niente è perduto con il dialogo, tutto è possibile con la pace! Mai più, allora, la guerra. Dio conceda al mondo il dono meraviglioso della pace!

Prelevato dall'indirizzo:

http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=71556

Perché questo è una truffa?

Perché l'odio religioso verso le altre religioni non viene rimosso dai cattolici dalla loro dottrina, ma questo permane per essere usato in un secondo tempo.

Il delirio di onnipotenza di Ezechiele è sempre nella dottrina dei cattolici:

"Poi mi condusse all'entrata del cortile; guardai, ed ecco nella parete un foro. Egli mi ordinò: "Figlio d'uomo, fora la parete". Forai la parete ed ecco apparve una porta. "Entra, mi disse, e osserva le pratiche abominevoli che commettono qui costoro". Entrai, osservai, ed ecco, figure di ogni specie di rettili e di animali ripugnanti, tutti gli idoli della casa d'Israele, disegnate tutt'intorno sulle pareti. E settanta uomini degli anziani della casa d'Israele, tra cui Jezania, figlio di Safan, stavano in piedi davanti ad esse, tenendo ciascuno il suo tribulo in mano, dal quale saliva il profumo d'incenso. Emi disse: "Hai visto, figlio d'uomo, quello che fanno gli anziani d'Israele nelle tenebre, ciascuno nella propria stanza adorna di pitture idolatriche? E van dicendo: Il signore non ci vede, dio ha abbandonato il paese!" Poi aggiunse: "Tu vedrai commettere nefandezze ancor maggiori di queste". Egli mi condusse all'ingresso del portico del tempio che guarda a settentrione, ed ecco che delle donne se ne stavano sedute piangendo Tammuz [Adone che muore e risorge ad ogni primavera. NDR]. Mi disse: "Hai visto figlio d'uomo? Vedrai delle nefandezze ancora più grandi". E mi fece entrare nel cortile interno del tempio del signore. ed ecco, all'ingresso del tempio di dio, tra il vestibolo e l'altare, circa venticinque uomini, con la schiena rivolta verso il tempio del signore e faccia a oriente, si prostravano verso levante, davanti al Sole. E mi domandò: "Hai veduto figlio d'uomo? Non basta ancora la popolo di Giuda abbandonarsi a pratiche abominevoli, quali vengono commesse in questo luogo? Essi hanno pure riempito il paese di violenze, per provocare ancor più la mia collera. Osservali, si portano il ramoscello al naso. Ma anch'io agirò con furore! Non avrò verso di loro né pietà né compassione: mi rintroneranno le orecchie con le loro alte grida, ma non darò ascolto." Ezechiele 8, 7-18

L'ordine del dio dei cristiani suona chiaro in Geremia:

"La spada contro i Caldei, dice il Signore, contro gli abitanti di Babilonia, contro i suoi capi e i suoi savi! La spada contro i suoi indovini; che perdano il senno! La spada contro i suoi guerrieri: cha abbiano paura! La spada contro i suoi cavalli e i suoi carri e contro tutta l'accozzaglia di popoli che sono in mezzo a lei: siano come donnicciole! La spada contro i suoi tesori: siano depredati! La spada contro le sue acque: si prosciughino! Poiché è una terra di idoli e va pazza per i suoi spauracchi. Perciò vi avranno le loro tane linci e sciacalli e gli struzzi ne faranno la loro dimora: essa non sarà più abitata in eterno, né ripopolata per tutte le generazioni. Sarà come la distruzione di Sodoma e Gomorra e delle città vicine, dice il Signore: nessuno più vi abiterà, né mai più vi abiterà il figlio dell'uomo." Geremia 50, 35-40

L'odio per il diverso, per le altre religioni è tale per i cristiani che usano il termine amore per significare l'esaltazione del genocidio.

Che l'odio per le altre religioni, per chi non si sottomette, è esaltato dal Catechismo della Chiesa Cattolica quando scrive:

"Nella Sacra Scrittura, la Chiesa trova incessantemente il suo nutrimento e il suo vigore; infatti, attraverso la Divina scrittura essa non accoglie soltanto una parola umana, ma quello che è realmente: la Parola di Dio. "Nei Libri Sacri, infatti, il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in conversazione con loro." Catechismo della Chiesa Cattolica Capitolo primo ed. Leonardo

Dice il dio dei cristiani:

"Maledetto colui che fa l'opera del signore con negligenza! Maledetto chi si rifiuta d'immergere la sua spada nel sangue" Geremia 47, 10

Dice la chiesa cattolica:

"Dio è l'autore della sacra scrittura. "Le cose divinamente rivelate, che nei libri della Sacra Scrittura sono contenute e presentate, furono consegnate sotto l'ispirazione dello Spirito Santo. La Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti intieri i libri sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché, scritti sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa." Catechismo della Chiesa Cattolica, Capitolo primo, articolo 3. Edizione Leonardo.

Come si vede quella organizzata dalla comunità di S. Egidio è una farsa che rientra nel più generale disegno criminoso nella disarticolazione e nella distruzione della libertà religiosa in questo paese. Disarma, nell'attenzione dedicata alla tensione dogmatica le altre religioni al fine di consegnarle sottomesse ed inermi alla ferocia dottrinale della chiesa cattolica e dei cristiani in generale.

Con i cristiani non si può discutere di religione, perché essi manifestano solo malattia di dominio, di possesso e di distruzione sociale.

Marghera, 6 settembre 2006

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Claudio Simeoni

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E' sciocco nascondere la testa sotto la sabbia. La chiesa cattolica è una monarchia assoluta in nome e per conto del suo dio padrone. Fino a modificazioni sostanziali, l'Italia è una Repubblica Democratica. I due regimi sono antagonisti e la chiesa cattolica disprezza la libertà sociale della Democrazia che deve distruggere in ogni modo, spesso con la complicità di Istituzioni complici.