Ebraismo, comunismo, fascismo e nazismo

Dal popolo eletto alla razza ariana

di Claudio Simeoni

 

Idee e riflessioni sulla societa'

 

Nei circoli politici, anche se oggi tali circoli si sono molto ristretti, fra simpatizzanti nazisti e fascisti da un lato e simpatizzanti comunisti dall'altro lato, ci si lancia l'accusa (più da parte fascista e nazista) di essere ebraici o filoebraici. In sostanza, si utilizza l'odio storico dei cristiani contro gli ebrei per accusare l'altro di filo ebraismo e trarre vantaggio dal riversargli il medesimo odio.

Dal punto di vista politico è difficile per un comunista che non abbia fatto ricerca culturale dare ai fascisti e ai nazisti del "filoebraici", visto le persecuzioni che gli ebrei hanno subito dai fascisti e dai nazisti. Più facile sembra essere da parte di fascisti e nazisti dare ai comunisti del "filoebraici" dal momento che i circoli ebraici hanno partecipato attivamente alla rivoluzione Russa e che sia Marx che Lenin avevano dei legami con la "discendenza consanguinea" di ebrei. Marx era figlio di un avvocato ebreo, razionale ed illuminista, che si convertì al protestantesimo e fece battezzare i suoi figli. Pertanto, non era legato ai circoli ideologici ebraici. Lenin era figlio di madre che proveniva da una famiglia ebrea convertita al cristianesimo ortodosso mentre, il padre era cristiano ortodosso. Pertanto c'è un netto distacco dall'ideologia ebraica in entrambi i fondatori dell'ideologia marxista. Si possono accusare di essere "di sangue ebraico", ma non di essere ideologicamente dipendenti dall'ideologia ebraica.

L'elemento che caratterizza l'ideologia fascista e nazista è la discendenza di sangue.

La discendenza di sangue, che è quell'elemento distintivo del Volk, che qualifica un popolo in contrapposizione ad un altro popolo e che determina la superiorità di un popolo rispetto agli altri popoli che sono destinati ad essere sottomessi e comandati.

La genealogia, come discendenza di sangue, è proprio dell'ideologia ebraica e fatto proprio dal cristianesimo. Lo leggiamo apertamente nel vangelo di Matteo dove si parla della discendenza di Gesù dal sangue di Abramo e di Davide. Una discendenza di sangue che ha il solo scopo di legittimare la regalità di Gesù e il suo diritto di dominare gli uomini per diritto di sangue. Il sangue puro che domina i bastardi delle altre razze. I cristiani hanno imposto quest'idea a tutti i popoli che, prima di allora, non avevano mai preso in considerazione la discendenza di sangue come elemento distintivo. Da qui il concetto di discendenza reale, re perché figlio del re ad imitazione di Cristo che è Dio in quanto figlio di Dio.

In tutta l'ideologia nazista noi non troviamo mai il concetto della promozione dell'uomo in quanto uomo. L'uomo non libera sé stesso da qualche cosa che lo opprime. Non troviamo l'analisi di ciò che opprime l'uomo e che necessita di essere rimosso. Non troviamo mai l'idea dell'uomo che si apre al futuro. Troviamo l'idea dell'uomo che deve appropriarsi del futuro.

Nel nazismo l'uomo si sente oppresso perché, appartenendo ad una razza superiore, non può esercitare appieno la propria superiorità perché uomini, di razza inferiore, chiedono l'uguaglianza nelle leggi, nei diritti e nei doveri nella medesima società che il nazismo, al contrario, vuole separare da loro e rendere, a loro, inaccessibile. L'oppressione che sente il nazista è l'oppressione che subisce il dominatore a cui è impedito di dominare, di essere il padrone del mondo e delle altre razze umane.

Il concetto di razza superiore destinata a dominare il mondo è un concetto elaborato dall'ebraismo sia come ideologia che come pratica.

Il concetto di "razza superiore" fu elaborato dai capi ebrei quando circa 5000 ebrei furono deportati a Babilonia. Ai capi ebrei interessava che gli ebrei deportati a Babilonia non costruissero una propria vita fondendosi con gli altri popoli che erano stati deportati a Babilonia, ma rimanessero separati dalla popolazione e fossero al loro servizio. Gli ebrei erano sottoposti ad un doppio regime di obblighi. Da un lato avevano gli obblighi di ogni deportato a Babilonia, dall'altro lato avevano l'obbligo, rispetto ai loro stessi capi ebrei, di rimanere separati dalla popolazione di Babilonia per servire gli scopi, in Babilonia, che i capi ebrei imponevano loro. Fu in quel contesto che venne imposta la circoncisione a tutti i maschi ebrei al fine di marchiarli rispetto a tutti gli altri popoli e fu loro imposto di vivere all'interno della loro comunità separati da ogni altra popolazione. A Babilonia gli ebrei iniziano a frequentare le scuole, impararono a leggere e a scrivere, appresero i miti Sumeri e Babilonesi da cui trassero, interpretandoli a modo loro, gli elementi per costruire i loro libri sacri. I capi ebrei separarono gli ebrei dalla popolazione inventando la storia del popolo eletto. La superiorità di razza derivata dalla volontà di un Dio creatore di cui loro erano i preferiti. Inventarono un Abramo e una discendenza regale da un certo Davide. Inventarono storie di fondazione di un mito nazionale in cui i loro antenati trionfavano sui "barbari" adoratori di altri Dèi e sterminavano i seguaci di Baal.

L'importante era imporre la superiorità di razza per giustificare ogni azione criminale contro gli altri popoli per salvaguardare la loro superiorità.

La genesi dell'ideologia nazista non fu diversa dalla genesi dell'ideologia ebraica. Tutti i popoli e tutte le persone in Europa, analfabete nella stragrande maggioranza della popolazione, si nutriva del racconto delle gesta del popolo eletto che preti e catechisti raccontavano loro costringendoli ad identificarsi col Dio buono che, perché è buono, ha il diritto di ammazzare tutti gli altri che, proprio perché vengono ammazzati da Dio, devono essere necessariamente malvagi. Da qui l'idea che il buono ha il diritto di ammazzare il malvagio: chi è malvagio? Quando si diffonde un'idea del genere, tutti quelli che si vuole ammazzare vengono dipinti come i malvagi. Prima li si diffama accusandoli di essere malvagi e poi ci si ritiene in diritto di ammazzarli. Tutta la filosofia dell'ottocento si nutrì di quest'idea che entrò nella filosofia e divenne l'elemento centrale dello spiritualismo, del positivismo, dell'idealismo e dell'esistenzialismo. Alimentò il nazionalismo che si andava strutturando alla fine dell'800.

Ci fu un processo storico che concorse a formare l'ideologia nazista come espressa dalla Germania Hitleriana o dal fascismo Mussoliniano. Innanzi tutto quel processo di formazione dello Stato Nazionale che sia in Italia che in Germania passarono attraverso un'interpretazione della germanità e dell'italianità attribuita a "gloria degli antichi". Se la Germania passò attraverso il romanticismo, l'Italia passò attraverso "la gloria dell'impero romano".

Come gli ebrei si inventarono una storia di guerre e conquiste prima del loro arrivo a Babilonia (si inventarono anche la schiavitù in Egitto e un Mosè che divide le acque), così il fascismo e il nazismo si elaborarono una loro storia "mitica" di superiorità di razza uno pescando dall'Impero Romano e l'altro da fantomatiche emigrazioni dall'India di una razza ariana come fondamento del popolo germanico.

Queste idee furono alimentate dal positivismo di Durkheim Emile (1859 1917) che divise i popoli in razze e che spiegava con la razza e un mal digerito evoluzionismo pseudo-darwiniano. Dipingeva un mondo in cui c'erano razze superiori (civili) e razze inferiori che dovevano servire le razze più civilizzate perché, secondo alcuni teorici cristiani, queste razze si erano involute scegliendo di essere selvaggi e non civilizzati come "noi" occidentali che eravamo nella grazia di Dio. Le idee di Durkheim Emile (1859 1917) si fusero con le idee di Jakob Moleschott (1822 - 1893) che portò l'ideale razzista in Italia (Lombroso fu un suo seguace) con l'aiuto fondamentale di De Sanctis.

Alla base del positivismo come del nazismo c'è la nozione di "popolo eletto", i diritti del popolo eletto contro tutti gli altri popoli, razze che devono essere sottomesse al popolo eletto. Questo concetto fu alla base della seconda guerra mondiale: il genocidio dei popoli slavi era l'obiettivo sia dei nazisti che dei fascisti italiani. Né l'Italia né la Germania avevano obbiettivi espansionistici che non includessero il genocidio per il genocidio. Questa realtà storica è sempre stata nascosta dagli storici italiani che hanno sempre evitato di sottolineare l'attività di genocidio degli italiani in Jugoslavia, Russia, nei Balcani, in Grecia ecc.

Un tale Mario Rigoni-Stern partì dall'Altopiano di Asiago per macellare gli "sporchi slavi". Dichiarò: "Non vi è stata una guerra più giusta di questa contro la Russia sovietica: sì, questa guerra che facciamo è come una crociata santa e sono contento di parteciparvi, anzi fortunato".(fonte wikipedia che imputa la frase a: Pierantonio Gios, Fascismo, guerra e Resistenza sull'Altopiano, Asiago, Tipografia Moderna, 1995. Riferito in Gianni Giolo, Benito Gramola? Il passato nero di Giulio Bedeschi, URL consultato il 7 luglio 2019) Dopo la disfatta di Russia, Rigoni-Stern si nascose come un "topo di fogna", prese la sua bandiera nera dell'odio contro gli slavi, la dipinse di rosso, ma non ne cambiò mai i contenuti ideologici. Tentò di far passare la sua attività di genocida come un'attività eroica perché, nonostante la disfatta, portò a casa il suo battaglione di invasori assetati di sangue. Scrisse un libro di autopromozione dal titolo "Il sergente nella neve". Proprio per questa sua attività di genocida un attoruccolo di periferia, tale Marco Paolini, tentò di rappresentare in termini eroici il nazismo di Mario Rigoni-Stern. Il nazismo viene promosso quasi sempre da personaggi che si fanno il nome fingendo di essere "di sinistra" per poi vendersi alla propaganda nazista più becera. Sfruttano quella linea indistinta e vaga che separa il nazional-socialismo, come sistema in cui conchiudere le aspirazioni delle persone dalle aspirazioni di autopromozioni dei popoli.

Il popolo eletto ebraico si rappresenta come colui che macella gli altri popoli, veri o inventati che siano. Li macella per ordine del suo Dio e per ordine del suo Dio deve macellare uomini, donne e bambini di ogni città conquistata affinché i macellati non possano avere nessun futuro.

Il popolo eletto che macella tutti gli altri è l'aspetto più evidente dell'ideologia nazista e fascista, ma per arrivare all'effettiva mattanza esiste una scala di comportamenti che, pur non mettendo in atto la mattanza, ne richiama i fondamenti ideologici. Come ad esempio l'invito di Matteo Salvini ad affondare i barconi dei migranti chiamando l'arrivo dei migranti: "invasione". Il nazismo è un modo per pensare le relazioni tra gli uomini. Un modo in cui il nazista o il fascista si pone come giudice al di fuori della società, al di fuori dei problemi della società e ai problemi della società antepone i propri problemi personali in quanto eletto dallo Stato, dalla divinità, dalla razza

Il popolo eletto non fa accordi con altri popoli. Gli altri popoli possono al massimo essere servi del popolo eletto, non uguali perché, altrimenti, il popolo eletto dovrebbe riconoscere che esistono altri popoli eletti come lui e concedere ad essi uguali diritti. L'Italia fascista non fu alleata alla pari con la Germania nazista, fu serva della Germania nazista: un servitore della Germania nazista e complice nello sterminio dei popoli. Molti ebrei lavorarono per costruire l'ideologia nazista. In compenso i nazisti li perseguitarono non perché erano dei nemici ideologici, ma perché erano di razza ebrea. Un caso fra tutti è quello di Hannah Arendt (1906 1975). Compagna e collaboratrice del nazista Heidegger fu costretta a scappare negli USA non perché fosse un'oppositrice del nazismo, ma perché di razza ebrea. Poi, quando tornò dopo la seconda guerra mondiale, si preoccupò di difendere Heidegger dall'accusa di essere nazista. La filosofia scoprirà il nazismo di Heidegger non analizzando le sue opere, ma solo con la pubblicazione dei "Quaderni neri". Il che dice molto sulla qualità del conoscere di coloro che definiscono sé stessi filosofi ed occupano cattedre di filosofia.

I nazisti e i fascisti attribuiscono ai comunisti di aver fatto proprio l'ebraismo.

Quando nel 1917 ci fu la Rivoluzione Russa e nei cinque anni successivi in cui la futura Unione Sovietica fu impegnata contro l'invasione dell'Inghilterra, Francia, Giappone, Cecoslovacchia, Polonia, USA, Italia e altri (soffocare i bolscevichi nella culla: Churchill) , una delle associazioni più importanti che appoggiavano i Soviet furono i Circoli ebraici. In Russia gli ebrei erano perseguitati dallo Zar. Ricordo che la polizia Zarista confezionò quel libro dal titolo "Protocolli dei savi di Sion" che servì come riferimento ideologico per giustificare lo sterminio degli ebrei. I Circoli Ebraici videro nella rivoluzione dei Soviet un'occasione di autopromozione. Fu Trotsky ad organizzarli nelle armate rivoluzionarie e dettero un grande contributo alla Rivoluzione Russa e alla vittoria contro l'invasione.

Tuttavia i comunisti non possono essere considerati alla stregua di fascisti e nazisti. Non praticavano la "superiorità di razza", ma l'uguaglianza di tutti gli uomini davanti alla legge. Poi, quale legge adottavano, questo distingueva vari tipi di "comunismo", dai marxisti ai leninisti, ai cattolici-comunisti, agli ortodossi-comunisti o ai comunisti-maoisti. Nel comunismo non esiste una "società ideale". La società ideale era un prodotto dei positivisti che sfociarono in alcune forme di socialismo. Engels sviluppa una critica molto feroce nei confronti di During che, a differenza dei "comunisti di Marx", delinea la futura società socialista. Spesso la visione della società socialista di During viene spacciata per comunista dai non comunisti ignorando la critica di Engels.

La stessa URSS di Lenin non è il "paradiso" del comunismo, ma è la società dei diritti delle persone. E' la società che proclama la parità uomo donna, la società che legalizza il divorzio e l'aborto. E' la società dove i proprietari di mezzi di produzione hanno minori diritti di coloro che lavorano alla produzione. E' la società in cui gli atei hanno gli stessi diritti di propaganda dei cristiani ortodossi. E' la società che abolisce il lavoro minorile, che rende obbligatoria e gratuita la scuola. E' la società in cui chi non aveva nulla in quanto servo della gleba tenta di costruire una sorta di futuro.

Gli ebrei hanno partecipato alla Rivoluzione Russa, ma i sovietici non solo non hanno fatto proprie le idee assolutiste ebraiche, ma hanno agito in funzione della promozione dell'uomo. Tuttavia, i nazisti di Hitler imputano agli ebrei il fatto di aver partecipato alla Rivoluzione Russa e spesso parlano ella Rivoluzione Russa come di un prodotto ideologico ebraico in contrapposizione al nazismo cristiano. Anche per questo andavano sterminati.

La situazione degli ebrei in URSS cambiò quando Trotsky tentò un colpo di Stato per abbattere Stalin. Per abbattere Stalin Trotsky utilizzò ancora una volta i Circoli Ebraici, ma il tentativo di colpo di Stato fallì e gli ebrei iniziarono ad avere dei problemi in URSS. Solo che non ebbero problemi in quanto ebrei, ma ebbero problemi in quanto avevano tento di fare un colpo di Stato ed erano stati sconfitti.

Ci sono alcuni aspetti del comunismo-cattolico in cui si introdussero a forza elementi propri dei "primi cristiani" o della "Repubblica di Platone" parlando di queste comunità come di comunità "comuniste". In realtà la comunità dei primi cristiani era una sétta separata dalla società in cui il capo-sétta si appropriava delle finanze degli adepti e li usava per i propri scopi. In sostanza, gli adepti mettevano in comune il denaro, ma la disponibilità era quella del capo sétta. E' una forma di nazional-socialismo dove lo Stato è portatore di diritti e i sudditi sono portatori di doverii nei confronti dello Stato. Nella Repubblica di Platone si parla della dittatura dei filosofi a cui tutti devono obbedire perché terrorizzati dalla classe dei guerrieri. La tripartizione platonica, letta anche da Dumezil in altre popolazioni (come se Alessandro Magno non l'avesse portata in giro per il mondo fino all'India) è un modello sociale legato al nazismo.

Tutte le variazioni dell'ideologia comunista in termini assolutisti avvengono per l'introduzione di elementi cattolici, protestanti o ortodossi. Stalin, ad esempio, elimina i circoli atei russi per consentire agli ortodossi il controllo dell'infanzia sia pur entro i termini dell'istruzione obbligatoria introdotta da Lenin. Il Partito Comunista Italiano assume al suo interno tutta l'ideologia morale della chiesa cattolica e reprime al suo interno ogni manifestazione ostile all'ideologia cattolica. In sostanza, il Partito Comunista Italiano consegna i bambini alla chiesa cattolica affinché questa li possa stuprare.

I deliri che si esprimono nell'ambito comunista, non appartengono all'ideologia comunista come definita dai teorici, ma per l'introduzione di elementi assolutistici come risultato dell'apertura dei comunisti ai cattolici, agli ortodossi, ai protestanti. Questi elementi ideologici sono elementi propriamente ebraici che agiscono per modificare intenti e scopi dell'ideologia marxista. Per esempio, alla solidarietà per l'altro viene sostituito il pietismo per l'altro. L'altro, il povero, non viene considerato come la persone in difficoltà, ma l'oggetto d'uso con cui legittimare un proprio potere sociale. Come fa la Caritas. Il concetto di "i poveri, poverini" è un concetto ideologico cristiano che viene imposto ad una sinistra per minarne la sensibilità con cui viene riconosciuto l'altro.

Per concludere, diciamo che il nazismo non si oppone al comunismo. L'idea ideologica del comunismo come espressa da Marx, Engels, Lenin, Stalin o Mao Tse Tung è troppo estranee all'ideologia occidentale derivata dall'ebraismo e dal cristianesimo per essere alterità all'ideologia nazista che deriva direttamente dall'ebraismo. L'idea di una società in trasformazione che liberi l'uomo da quanto produce sofferenza nel momento presente è un'idea troppo estranea alle società in essere per trovare qualche ideologia che si contrapponga al comunismo. Il comunismo, inteso come ideologia sociale, non può che sparire per due ragioni. Sparisce perché vengono distrutti il cattolicesimo, l'ortodossia e, più in generale l'ideologia cristiana che si ammanta di egualitarismo mentre in realtà è assolutismo. E' il cristianesimo e il nazismo che vogliono un nemico da combattere indicandolo come il male o la malvagità. Scompare come idea sociale perché le istanze si realizzano, sia pur con tutte le contraddizioni, nella società sotto forma di Democrazia e diritti dell'uomo. Diritti dell'uomo che sono diritti contro l'assolutismo di Dio.

Rimangono nella società sempre due forme ideologiche in contrapposizione: chi vuole rendere gli uomini schiavi o, comunque, oggetti obbedienti o individui inferiori ad altri; e chi vuole rimuovere gli ostacoli che impediscono agli uomini l'uguaglianza davanti ad una legge che consenta loro di scegliere ciò che loro ritengono meglio in una società di uomini che scelgono quanto essi stessi ritengono meglio.

Fra queste due espressioni ideologiche non esiste mediazione, comunque nella storia queste due ideologie vengano veicolate o chiamate.

 

Idee e riflessioni sulla societa'

La lotta del cristianesimo contro le antiche religioni non è una lotta di idee, ma un insieme di crimini che oggi classificheremmo come terroristici e mafiosi. Tutt'oggi tali crimini continano nonostnte le leggi democratiche. Leggi che vengono disattese da cattolici che occupano ruoli Istituzionali.

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Lusiana, 28 maggio 2020

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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Società civile e libertà

La società, in cui viviamo è importante e permettere ai cristiani di distruggere i sacri principi Costituzionali è un delitto la cui pena sarà pagata dai nostri figli.