Inni per il Solstizio d'Estate!

Elementi di Ieratica Pagana
L'arte del Collegio dei Pontefici
oggi è l'arte degli Stregoni Pagani.

di Claudio Simeoni

 

il senso religioso del rito

Il rito, nella religione Pagana Politeista, ha lo scopo di rinnovare, in maniera collettiva, la relazione fra il soggetto e il mondo in cui vive. Dove il soggetto, che organizza il rito, considera sé stesso un attore della vita, immerso in un insieme di attori, che chiama DEI, che sono portatori di interessi e di intenti nei quali, e per i quali, egli stesso è divenuto.

Il rito individua un aspetto, un tempo, un passaggio, una condizione della vita del soggetto e all'interno di quest'aspetto il soggetto manifesta il proprio Intento imponendo agli DEI del mondo di affiancarsi al proprio Intento e alle strategie che il soggetto mette in atto per raggiungere il suo Intento.

Il rito individuale è quello che l'individuo compie nella propria vita quotidiana.

Il rito collettivo deve manifestare un Intento generico che possa essere riempito di intento di ogni soggetto che al rito partecipa a seconda della sua visione personale della vita.

Nel rito collettivo, dato un Intento collettivo, devono poter esprimersi le soggettività delle singole persone senza che tale soggettività sovrasti le altre soggettività.

Pertanto, il rito deve essere organizzato con un Intento preciso e generale; regole e modalità d'esecuzione del rito certe e precise nella scadenza dei vari momenti; all'interno dei vari momenti deve essere lasciato spazio di espressione della soggettività delle persone che partecipano al rito. Da precisare assolutamente il momento in cui il rito finisce.

Gli Dei chiamati a partecipare al rito vi partecipano in relazione alle emozioni espresse dal singolo individuo; vi partecipano per quel singolo individuo; per la comunicazione emozionale che ogni singolo individuo riesce a sviluppare. Il rito è collettivo, ma la relazione con gli Dei è personale.

Che nell'esecuzione del rito serva una certa disciplina nelle modalità e nelle sequenze d'esecuzione appare evidente, ma non si possono imporre obblighi esecutivi ai partecipanti in quanto, tali obblighi, impedirebbero il dispiegarsi delle emozioni dei partecipanti e la loro percezione delle emozioni dal mondo.

Vai alla pagina del rito del Solstizio d'Estate

Perché riscrivere gli antichi Inni o
scrivere nuovi Inni per la Religione Pagana?

I problemi che devono essere risolti nella compilazione degli Inni religiosi si possono riassumere in alcuni principi fondamentali.

L'inno deve contenere i principi religiosi attraverso i quali l'individuo si relaziona col mondo.

Nell'Inno l'individuo riconosce la triplicità magica della vita: sé stesso come attore; il mondo di attori in cui agisce; l'azione come attore che chiama alle relazioni.

Deve contenere, da un lato gli intenti, specifici dell'Inno, dell'individuo e dall'altro l'invocazione alla o alle divinità che devono affiancarsi a quegli Intenti.

L'Inno deve essere composto coniugando le Antiche Religioni con gli intenti soggettivi della cultura moderna.

Il linguaggio antico deve essere traslato nel linguaggio moderno considerando i diversi contesti culturali nei quali si agisce.

Ad esempio, il termine "pregare" che oggi è diventato un sinonimo di "supplicare" è praticamente inutilizzabile nel linguaggio del Paganesimo moderno. Il termine "santo" troppo usato dalle religioni monoteiste cristiane, si presta a creare confusione e si preferisce il termine "sacro"

Il rito del Solstizio d'Estate è il rito della Conoscenza, il rito dell'esplosione della vita rappresentata dal FUOCO!

Volendo integrare il rito con gli elementi della vita che i greci consideravano gli arché, è necessario individuare l'intelligenza, il fuoco, che caratterizza quell'arché in funzione della manifestazione della Conoscenza.

In pratica, è necessario individuare il FUOCO di quell'arché.

Pertanto il fuoco dell'acqua; il fuoco dell'etere; il fuoco della terra; il fuoco della luce!

Tenendo presente che gli elementi sono tali PER I NOSTRI OCCHI. Cioè per gli occhi di un Essere della Natura legato alla forma della ragione e separato dal mondo dell'azione e delle emozioni. Come Pagani non sapremmo mai se la riscrittura dell'Inno sia in grado di dire "sempre" quello che noi intendiamo. Potremmo dire ed invocare cose che un giorno dovranno essere riviste, ma è nostro dovere farlo ora, in questo momento e in questa situazione.

Un esempio vale per gli Inni che vogliamo introdurre nel rito del Solstizio d'Estate.

L'idea è quella di introdurre degli Inni ai quattro elementi aggiungendoli a quelli del fuoco, ma per aggiungerli dal punto di vista del Paganesimo, è necessario non invocare l'elemento, ma l'intelligenza e il proposito, l'intento, che da quell'elemento scaturisce e che si riversa nella vita come noi Esseri Umani la intendiamo.

L'Inno al Fuoco è l'Inno centrale del Solstizio d'Estate in quanto è fuoco della trasformazione e del divenire del presente. Negli altri elementi si individua l'intelligenza e la loro azione nella formazione della vita e del nostro presente dal momento che questo presente è la base dalla quale partiamo per fondare il nostro futuro: qualunque questo possa essere!

La magia del rito si dispiega nell'Inno.

Le parole dell'Inno hanno in compito di fondere Intento ed Emozioni dell'individuo. Attraverso le parole l'individuo proietta nel mondo il proprio Intento e le proprie Emozioni fondendole con gli Intenti e le Emozioni del mondo in cui vive.

Inni del rito del Solstizio d'Estate

Presento le Invocazioni attraverso gli Inni dedicati ai quattro elementi (oltre all'Inno del Fuoco che trovate in altre pagine web) in doppia versione. La versione dell'Inno Orfico come pubblicato da Valla e tradotto da Gabriella Ricciardelli e le versioni che usiamo per il rito. Solo la Luce viene celebrata con due Inni, uno dedicato alla Natura e uno ai mondi diversi della Natura in cui gli Esseri costruiscono le loro strategie di vita e fondano il divenire della loro Conoscenza: del loro fuoco! .

Qualche difficoltà, nell'interpretare le parole dell'Inno, può essere rappresentata dai riferimenti a cui le parole alludono. Difficoltà che può essere facilmente superata con una breve ricerca in internet.

Acqua
Il corpo
Proteo dalle innumerevoli forme!

Inno Orfico: Profumo di Proteo

Invoco Proteo, che ha le chiavi del mare,
primigenio, che ha reso manifesti i principi di ogni natura
mutando la sacra materia secondo figure multiformi,
da tutti onorato, dai molti consigli, che conosce le cose che sono
e quante erano prima e quante saranno ancora in avvenire;
avendo infatti tutto, si trasforma, lui e nessun altro
degli immortali che hanno la sede nell'Olimpo nevoso
e il mare e la terra e volano nell'aria;
tutto infatti in Proteo la prima natura ha disposto.
Ma, padre, vieni ai celebranti con santi propositi
mandando un compimento di vita felice, buono nelle opere.

Da Inni Orfici ed Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

E così come viene modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della Federazione Pagana:

Proteo, l'acqua della vita!

Invoco Proteo, che ha le chiavi delle acque e dei mari,
primigenio, da cui si manifestarono i principi di ogni forma
mutando le acque sacre secondo le infinite forme degli Esseri della Natura.
Onorato, dai molti consigli, assisti il fuoco di quest'opera
che sia parte delle acque perenni e che sgorghino nei mari
solcati dai venti Borea e Noto.
Proteo:
accarezza i nostri intenti tu che conosci le cose che sono;
accarezza i nostri intenti tu che conosci le cose che furono;
accarezza i nostri intenti ed accompagnaci nelle cose che saranno.
Finché l'acqua, generatrice di vita, spaccherà la roccia
per farsi Ninfa sotto i raggi di Elios
noi ti invochiamo Proteo, vieni ai celebranti con sacri propositi
propizia le opere a cui ci apprestiamo
accompagnando a compimento la nostra vita.

Marghera, 9 giugno 2006

Aria
Il respiro
Zeus, l'atmosfera!

Inno Orfico: profumo di Zeus

Zeus molto onorato, grande Zeus indistruttibile, a te noi offriamo
questa testimonianza liberatrice e questa preghiera.
O re, attraverso il tuo capo apparvero queste cose divine,
la dea madre terra e le erte cime dei monti
e il mare e tutto quanto il cielo dentro racchiude.
Zeus Cronio, con lo scettro, Kataibates, dall'animo forte,
di tutto generatore, principio di tutto e di tutto fine,
che scuoti la terra, che accresci, che purifichi, che tutto scuoti,
Lampeggiante, Tonante, Folgoratore, Zeus che fai germogliare;
dalle forme svariate, ascoltami, concedi salute perfetta
e la dea Pace e fama irreprensibile di ricchezza.

Da Inni Orfici ed Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

E così come viene modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della Federazione Pagana:

Zeus; l'atmosfera,
il respiro dei viventi della Natura!

Zeus molto onorato che all'origine del tempo,
su una Terra giovane dal cuore di fuoco,
col fulmine innescò la vita liberando i suoi fratelli dall'oblio
in cui il tempo li aveva celati.
Fu il fulmine che trasformò la Terra in madre dei viventi
che tu nutristi col tuo corpo d'aria e con le nubi possenti.
La Terra divenne madre e presero vita le alte cime dei monti
e il mare, e quanto il cielo, tu Stesso, racchiude.
Attraverso il Tuo respiro apparvero le Cose Divine.
Zeus generatore della vita; padre e figlio di ogni vivente della Natura;
Zeus principio e compagno di ogni viaggio verso l'eternità.
Lampeggiante, Tonante, Folgoratore; Zeus che fai germinare
le diverse forme di vita ascoltaci:
"Tieni aperte le porte dell'Olimpo, noi stiamo arrivando!"

Marghera, 09 giugno 2006

Terra
il corpo
Rea, l'Essere Terra!

Inno Orfico: Profumo di Rea

Rea venerabile, figlia del multiforme Protogono,
che metti il carro dalle sacre ruote sugli uccisori di tori,
accompagnata dai timpani, che ami il delirio, fanciulla risonante di bronzi,
madre di Zeus egiogo signore dell'Olimpo,
da tutti onorata, dalle forme splendenti, beata compagna di Crono,
che ti diletti dei monti e degli spaventosi urli dei mortali,
Rea di tutto sovrana, che susciti il tumulto di guerra, dall'animo forte,
ingannatrice, salvatrice, liberatrice, origine prima,
madre degli dei e degli uomini mortali;
da te infatti derivano e la terra e l'ampio cielo in alto
e il mare e i venti; amante della corsa, aeriforme:
vieni, dea beata, salvatrice con benevolo consiglio
portando pace con ricchi beni,
mandando brutture e morti ai confini della terra.

Da Inni Orfici ed Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

E così come viene modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della Federazione Pagana:

Rea; l'Essere Terra
la terra, il corpo!

Terra venerabile, figlia di Urano Stellato
Rea generatrice della vita
Tu che desti vita al Cielo generatore;
Tu che hai dato vita al Mare fecondo;
Tu che hai dato vita all'Ade generatore;
Tu che corri nel cosmo seguendo Elios nel suo peregrinare;
Tu che con Cronos fondasti l'infinito attraverso la trasformazione
offrendo ai mortali le cime nevose dell'Olimpo;
Io ti invoco:
"Sii benigna con questi viaggiatori che troppo spesso,
nel loro andare, calpestano la Terra senza renderti onore.
Attraverso le tue figlie, Estia e Demetra, alimenta il fuoco nel loro cuore
affinché forte e consapevole sia ogni loro scelta!"

Marghera, 10 giugno 2006

Luce
I sensi come corpo
Hera, la Natura come crogiolo di vita fisica!

Inno Orfico: Profumo di Natura

O Natura, dea madre di tutto, madre dalle molte risorse,
operosa, augusta, demone che molto costruisci, signora,
domatrice di tutto il mondo, indomita, timoniera, tutta splendente,
onnipotente, sempre onorata, demone superiore a tutti,
imperitura, primigenia, celebrata, doni gloria,
notturna, dalle molte costellazioni, portatrice di luce,
difficile a contenere,
che coi talloni volgi senza rumore l'orma dei piedi,
santa, tra i numi ordinatrice e fine infinito,
comune a tutti, tu sola non partecipi di nessuno,
padre di te stessa, senza padre, virtù, gioiosa, grandissima,
fiorente, intreccio, amicizia, complessa, valente,
guida, regolatrice, portatrice di vita, fanciulla che tutto nutri,
autosufficiente, Giustizia, fra le Grazie Persuasione dai molti nomi,
custode dell'etere, della terra e del mare,
amara ai dappoco ma dolce a chi ti obbedisce,
di tutto sapiente, tutto doni, ti prendi cura, di tutto sovrana,
generosa nutrice opulente e dissolutrice di ciò che è maturato.
Tu di tutto padre, madre, nutrice e allevatrice,
acceleri i parti, beata, ricca di semi, impulso delle stagioni,
aiuti tutte le arti, plasmatrice, molto costruisci, demone marino,
eterna, che produci il movimento, esperta, molto accorta,
che con turbine perenne volgi la corrente veloce,
del tutto liquida, circolare, che continuamente ti trasformi,
dal bel trono, onorata, che sola compi ciò che è stato deciso,
fra coloro che portano lo scettro in alto la più potente cupa tonante,
intrepida, che tutto domi, sorte destinata, spirante fuoco,
vita eterna e provvidenza immortale;
tutte le cose sono tue; tu sola infatti tutte queste cose produci.
Ma, dea ti supplico nelle stagioni felici
di portare pace, salute, incremento di tutte le cose.

Da Inni Orfici ed Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

E così come viene modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della Federazione Pagana:

Era, la Natura
Luce, la vita!

O Natura, dea madre di tutto, madre dalle molte risorse,
operosa, augusta, consapevolezza che molto costruisci, signora,
domatrice di tutto il mondo, indomita, timoniera, tutta splendente,
onnipotente, sempre onorata, consapevolezza superiore a tutti i tuoi figli,
imperitura, primigenia, celebrata, doni gloria,
notturna, dalle molte costellazioni, portatrice di luce, difficile a contenere,
che coi talloni volgi senza rumore l'orma dei piedi,
sacra, tra i numi ordinatrice e fine infinito,
comune a tutti, tu sola non partecipi di nessuno,
padre di te stessa, senza padre, virtù, gioiosa, grandissima,
fiorente, intreccio, amicizia, complessa, valente,
guida, regolatrice, portatrice di vita, fanciulla che tutto nutri,
autosufficiente, Giustizia, fra le Grazie Persuasione dai molti nomi,
custode dell'etere, della terra e del mare,
amara a chiunque non alimenta le tensioni della vita,
ma dolce a chi alla vita assomma la sua intelligenza e la sua volontà,
di tutto sapiente, tutto doni, ti prendi cura, di tutto sovrana,
generosa nutrice opulente e dissolutrice di ciò che è maturato.
Tu di tutto padre, madre, nutrice e allevatrice,
acceleri i parti, beata, ricca di semi, impulso delle stagioni,
aiuti tutte le arti, plasmatrice, molto costruisci, consapevolezza marina,
eterna, che produci il movimento, esperta, molto accorta,
che con turbine perenne volgi la corrente veloce,
del tutto liquida, circolare, che continuamente ti trasformi,
dal bel trono, onorata, che sola compi ciò che è stato deciso,
fra coloro che portano lo scettro in alto la più potente cupa tonante,
intrepida, che tutto domi, sorte destinata, spirante fuoco,
vita eterna e provvidenza immortale;
tutte le cose da te promanano; tu sola infatti tutte queste cose produci.
Ma, Dea ti supplico nelle stagioni felici
di portare pace, salute, incremento di tutte le cose.

Marghera, 12 giugno 2006

Ecate
Il corpo luminoso
Ecate, come crogiolo di vita cosmica!

Inno Orfico: a Ecate!

Ecate protettrice delle strade celebro, trivia, amabile,
celeste e terrestre e marina, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante, con le anime dei morti,
figlia di Perse, amante della solitudine, superba dei cervi,
notturna, protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve,
senza cintura, d'aspetto imbattibile,
domatrice di tori, signora che custodisce tutto il cosmo,
guida, ninfa, nutrice dei giovani, frequentatrice dei monti,
supplicando la fanciulla di assistere alle pie celebrazioni
benevola verso il bovaro sempre con animo gioioso.

Da Inni Orfici ed Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

E così come viene modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della Federazione Pagana:

Ecate; il cosmo
la vita come luce nell'infinito!

Ecate protettrice delle strade celebro, trivia, amabile,
celeste e terrestre e marina, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante, con i mortali diventati eterni
figlia di Perse, amante della solitudine, superba dei cervi,
notturna, protettrice dei cani, condizione invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, senza cintura, d'aspetto imbattibile,
domatrice di tori, signora che custodisce tutto il cosmo,
guida, ninfa, nutrice dei giovani, frequentatrice dei monti,
supplicando la fanciulla di assistere alle pie celebrazioni
benevola verso il bovaro sempre con animo gioioso.
Quando nei crocicchi della vita devo scegliere,
guida il mio animo e non distogliermi
con i fantasmi delle illusioni.
E quando varcherò la soglia della luce
tendimi una mano benigna
perché io sono colui che nella propria vita,
ad ogni incrocio, ha scelto la propria via.

Marghera, 12 giugno 2006

Marghera, 12 june 2006

 

In inglese

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan 8

30175 Marghera Venice

Italy

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

I principi della Religione Pagana e della Stregoneria si devono costruire.