Sensazione e percezione

La psicologia della Stregoneria

Capitolo tre

di Claudio Simeoni

Questo è un capitolo del Crogiolo dello Stregone

Cod. ISBN 9788893329187

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Mondadori

E' necessario distinguere fra ciò che si percepisce e ciò che quanto si percepisce produce in noi.

La sensazione è quanto sorge nell'individuo, la percezione è quanto l'individuo comprende dei fenomeni del mondo che gli giungono.

La capacità di un individuo di percepire cose diverse, dato uno stesso stimolo fenomenologico, è data dalla sua capacità soggettiva di recepire i messaggi dello stimolo in maniera diversa data la sua diversa sensibilità nel considerare, percepire e collocare i messaggi stessi. La sua capacità di comprenderne i significati, la sua capacità di negarne degli aspetti, la sua capacità di comprendere l'effetto di quei messaggi nel mondo in cui vive.

Che cos'è "la sua capacità"? Non è altro che la "sedimentazione storica" della gestione soggettiva delle proprie emozioni: fin da quando si era nella pancia della madre. Quando davanti a noi si presenta un individuo, è come se si presentasse il risultato finale di una storia di "manipolazioni emozionali" e, quanto l'individuo esprime o non esprime, è il prodotto di questa storia. Fin dalla produzione di ovuli e spermatozoi è in piedi una storia di attrazione e repulsione di quanto si incontra. Questa storia di attrazioni e di repulsioni si specializza e si modifica, adattandosi al mondo, nel corso del tempo, delle situazioni e delle condizioni in cui si esprime.

Sensazione che si ha di un fenomeno è cosa diversa dal percepire un fenomeno

E' l'elaborazione della nostra capacità di sentire che ci permette di percepire in maniera diversa.

La sensazione è anche la capacità del soggetto di considerare tutti gli oggetti, dell'insieme in cui vive, in un esatto ordine relazionale che gli permette di prevedere quali nuovi fenomeni, quest'ordine, è in grado di manifestare e quali cambiamenti possono intervenire data la percezione di nuovi fenomeni che giungono nell'insieme in cui vive.

Dice la psicologia (o parte di essa):

2) PSICOLOGIA ANALITICA

C. G. Jung considera "la sensazione identica alla percezione. [...] Essa da un lato è l'elemento della rappresentazione in quanto trasmette l'immagine percettiva dell'oggetto esterno della rappresentazione, dall'altro un elemento del sentimento, in quanto conferisce al sentimento stesso il carattere di effetto mediante la percezione delle alterazioni somatiche. In quanto trasmette alla coscienza le alterazioni somatiche, la sensazione rappresenta anche gli istinti fisiologici; ma non è loro identica, essendo una funzione meramente percettiva. [...] Sensazione e intuizione rappresentano per me una coppia di opposti, ovvero due funzioni che si compensano a vicenda come il pensiero e il sentimento. La funzione del pensare e quella del sentire si sviluppano come funzioni autonome, sia ontogeneticamente che filologicamente, dalla sensazione. La sensazione, in quanto fenomeno elementare, è un semplice dato di fatto non sottoposto alle leggi della ragione, all'opposto del pensiero e del sentimento. Io la considero perciò una funzione irrazionale, e ciò benché l'intelletto riesca ad ordinare un gran numero di sensazioni in un complesso razionale. Un individuo che orienta il suo atteggiamento generale secondo il principio della sensazione appartiene al tipo sensoriale" (1921, p. 478-480). Il tipo di sensazione, a seconda dell'atteggiamento, può essere estroverso e allora è catturato da tutto ciò che gli proviene dalla percezione degli oggetti esterni, o introverso e allora si "orienta in base all'intensità della componente sensoriale soggettiva messa in azione dallo stimolo obiettivo. In questo caso non è mai possibile prevedere dal di fuori ciò che produrrà un'impressione o ciò che non la produrrà" (1921, p. 400).

Dal dizionario di psicologia di Umberto Galimberti ed. Garzanti

Voce: sensazione

Le persone sono in grado di percepire i fenomeni che giungono dal mondo, ma spesso sono separate dal mondo in cui vivono. Lo pensano, lo descrivono, ma le emozioni del mondo non le attraversano. Non sanno vivere le emozioni degli altri, le sensazioni degli altri, le aspettative degli altri. Così non sono in grado nemmeno di comprendere cosa comporta l'arrivo del nuovo fenomeno nell'insieme in cui vivono. Cosa tocca negli altri, cosa gli altri considerano.

La partecipazione dell'individuo all'insieme in cui vive determina un aspetto fondamentale del suo sentire, determina gli effetti, nelle sue azioni, di quanto percepisce.

Esiste un termine, usato anche in psicologia, che va risignificato.

Si tratta del termine Compassione.

Dice la psicologia del termine "compassione":

"partecipazione emotiva al dolore altrui che si esprime attraverso un sentimento di solidarietà alla base del quale c'è, secondo Schopenhauer, la consapevolezza della comune partecipazione al carattere doloroso dell'esistenza.

Per Freud la compassione è una forma di inibizione utilizzata nell'economia psichica per reprimere le componenti di crudeltà presenti nella pulsione sessuale."

Dal dizionario di psicologia di Umberto Galimberti ed. Garzanti

Voce: compassione

Sia Schopenhauer che Freud partivano, nell'elaborazione del concetto di compassione, dal Potere di Avere o dal Potere del possesso. Così per Freud la compassione mitiga quello che lui definisce il lato violento e crudele della relazione sessuale: il possesso distruttivo come manifestazione fobica prodotta dal condizionamento educazionale cristiano.

Sia Freud che Schopenhauer non hanno nessun concetto dell'esistenza che non sia quello dell'individuo creato da un dio padrone e pertanto, separato dal mondo con desiderio di possesso e dominio sul mondo che si esprime, in modo particolare, nelle relazioni sessuali.

Il termine compassione definisce una tensione di solidarietà di specie finalizzata a fondare il futuro della specie.

Mentre il cristianesimo, i filosofi e gli psicologi cristiani, trattano l'individuo come soggetto separato dall'insieme, il Paganesimo considera l'individuo come manifestazione dell'insieme. Sia dell'insieme Natura che dell'insieme specie. I legami sono del tipo emotivo e partecipativo, flussi emotivi che i soggetti dell'insieme riversano nei confronti di ogni membro e ogni membro riversa nell'insieme.

Il concetto di Compassione, all'interno del Paganesimo, è il concetto di COMPARTECIPAZIONE ALLA VITA.

Mentre il cristiano, che si separa dall'insieme della vita, può accettare il concetto di Schopenhauer relativo alla compassione, come "partecipazione emotiva al dolore altrui", nel Paganesimo Politeista il concetto di Compassione assume il significato di SENSIBILITA' attraverso la quale il singolo soggetto "co-partecipa allo sviluppo del divenire e dell'insieme in cui è nato ed è divenuto". Tutta la storia dell'evoluzione delle specie sta a dimostrare la capacità degli individui di partecipare all'insieme di cui sono parte.

Il concetto di Compassione, all'interno del Potere di Essere, invita i soggetti dell'insieme ad essere "sempre più forti", sia dal punto di vista fisico che intellettuale, emotivo e psichico, per meglio affrontare le contraddizioni dell'esistenza. E la compassione non è il pietismo nei confronti di chi è debole, ma la tensione di partecipazione a sviluppare l'insieme di cui si è parte come parte del proprio sviluppo soggettivo.

Da qui il concetto di sentire soggettivo che permette all'individuo di percepire una gamma più ampia di fenomeni e che permette, al soggetto, di collocare quei fenomeni nell'insieme in cui vive e di comprenderne gli effetti e le modificazioni che tali fenomeni produrranno.

Il sentire è cosa diversa dal percepire. Perché un conto è percepire il fenomeno e un altro conto percepire spessore, qualità effetti del fenomeno.

Il sentire viene costruito dall'individuo in base alla propria esperienza e in base all'atteggiamento che l'individuo assume davanti al mondo. Lo sviluppo del sentire soggettivo determinerà l'esperienza e l'atteggiamento dell'individuo davanti al mondo che percepirà i fenomeni che dal mondo gli giungono in maniera qualitativa diversa.

Si attua, nell'individuo, un processo di sedimentazione della capacità di sentire il mondo.

Il sentire si costruisce anche privando il sentire dell'illusione, cioè della proiezione delle proprie aspettative sul fenomeno percepito.

La costruzione psichica delle aspettative personali che vengono proiettate in una situazione di attesa del fenomeno e del suo significato è il frutto dell'educazione cristiana che determinando nel soggetto una concezione di "verità del mondo", di "realtà definita", determina, nell'individuo, le condizioni di attesa nei confronti del dispiegamento di quella verità e della provvidenza di cui è portatrice. Così, non si tratta più del sentire, ma dell'illusione che scambia il significato dei fenomeni del mondo ritenendoli delle manifestazioni della verità a cui è stato educato a credere. Il sentire che viene, attraverso le tecniche educazionali cristiane, trasformato nell'individuo in aspettativa emotiva contrita fino a trasformarsi nel senso di colpa.

Nel senso di colpa, il sentire si trasforma in depressione come impossibilità del soggetto di superare l'educazione cristiana cattolica subita.

Dice la psicologia (o parte di essa):

"...la psichiatria che nell'esperienza della colpa ha colto uno dei motivi della depressione endogena il cui quadro è così delineato da E. Borgna: "Le espressioni di colpa depressive si possono distinguere in colpa morale (quando ci sia la coscienza di aver violato norme fondamentali su istanze comuni al contesto sociale e culturale in cui si vive), in colpa religiosa (quando si abbia la coscienza di non aver rispettato norme legate ai contesti di fede in cui si crede) e di colpa esistenziale (quando il vivere è sentito come fonte di colpa insostenibile)" (1988, p. 135). La fenomenologia della colpa, che è al centro della condizione depressa, si lascia spiegare heideggerianamente in base alla sensazione di chiusura al futuro che fa del passato, in cui la colpa presunta o reale è stata commessa, un tempo inoltrepassabile e quindi assoluto: "La colpa - scrive ancora Borgna non si cancella dunque dalla coscienza malinconica: si fa avvenimento che si inserisce, una volta per tutte, nella storicità evenemenziale del paziente; nella misura in cui si risolve ogni speranza nel riscatto della colpa e scompare dall'orizzonte temporale la dimensione del futuro che, sola, consente di sorpassare (oltrepassare) gli eventi del passato: trascinandoli nel vortice del divenire e immergendoli in una situazione altra da quella che essi hanno avuto nel passato. La colpa non si trasforma nella sua risonanza soggettiva e nella sua prospettiva morale; e questo in connessione strutturale con la permanenza della depressione" (1988 p. 140)."

Dal dizionario di psicologia di Umberto Galimberti ed. Garzanti

Voce: colpa

Il fenomeno che produce il senso di colpa in realtà altro non fa che risolvere il conflitto fra sentire e necessità soggettiva di interpretare il percepito, e la manipolazione mentale subita che impone al soggetto di proiettare sui fenomeni le proprie aspettative sia religiose, che morali o esistenziali.

La struttura educazionale monoteista trasforma una tensione soggettiva, qual è lo sviluppo della capacità di sentire del soggetto, in depressione per l'incapacità del soggetto di risolvere la contraddizione fra aspettative e necessità di interpretazione del fenomeno percepito.

Nel Catechismo della chiesa cattolica, a fondamento dell'attività di manipolazione mentale e psichica esercitata dalla chiesa cattolica nei confronti dei ragazzi, leggiamo:

"Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell'uomo, perché l'uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sé l'uomo e soltanto in Dio l'uomo troverà la verità che cerca senza posa: La ragione più alta della dignità dell'uomo consiste alla sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l'uomo è invitato al dialogo con Dio: non esiste, infatti, se non perché, creato per amore da Dio, da lui sempre per amore è conservato, né vive pienamente secondo verità se non lo riconosce liberamente e se non si fida del suo creatore."

Dal "Catechismo della chiesa cattolica" Editore Leonardo 1994

Come si comprende, la creazione della patologia depressiva nelle persone è imperativo dottrinale della chiesa cattolica che, alla capacità dell'Essere Umano di costruire il proprio sentire attraverso la percezione psichica dei fenomeni provenienti dal mondo, sostituisce la dipendenza del proprio sentire dalle aspettative che la chiesa cattolica impone all'uomo nell'interpretazione dei fenomeni del mondo.

Il sentire dell'uomo, come capacità di interpretazione della realtà fenomenologica del mondo, viene sostituita dalla chiesa cattolica, mediane la manipolazione mentale sia diretta che indiretta, con la dipendenza psichica di "Dio che non cessa di attirare a sé l'uomo", "la verità che cercata senza posa", "la dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio", imposizione che risolve la contraddizione fra individuo manipolato mentalmente dalla chiesa cattolica e realtà fenomenologica del mondo con gravi disturbi psichici che vanno dal delirio di onnipotenza, alla depressione, a varie forme nevrotiche.

Nella manifestazione di queste patologie, ciò che è morto dentro all'uomo è la sua capacità di sentire!

La sua capacità di ESSERE PARTE DEL MONDO IN CUI VIVE.

E' morta la sua capacità di vivere delle stesse passioni del mondo, degli stessi progetti, delle stesse aspettative, di atti che fondano il futuro: è morta la sua compassione!

Da qui l'incapacità della psicologia di distinguere fra l'Essere Umano e il suo divenuto e la sua percezione dei fenomeni del mondo; incapacità di distinguere la capacità di elaborazione soggettiva come sentire-sentimento nel percepire il mondo e la sua capacità di interpretare i fenomeni del mondo. E' la visione monoteista che la psicologia e la psichiatria applicano all'uomo come modello. Un modello al quale si richiede adesione anziché cercare di rimuovere l'attività di diffusione della malattia imposta dal monoteismo intesa come COSTRUZIONE NELL'INDIVIDUO DELL'IMPOTENZA NELL'AFFRONTARE LE CONTRADDIZIONI DELLA PROPRIA ESISTENZA.

Lusiana, 25 agosto 2006

N.B. le citazioni di psicologia sono prese dal dizionario di Psicologia di Umberto Galimberti ed. Garzanti

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