Le illusioni

La psicologia della Stregoneria

Capitolo due

di Claudio Simeoni

Questo è un capitolo del Crogiolo dello Stregone

Cod. ISBN 9788893329187

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L'illusione è una barriera generata dall'individuo che si pone fra la sua capacità di percepire e l'interpretazione razionale dei fenomeni provenienti dal mondo.

In quale epoca l'individuo ha trovato utile costruire quella barriera?

Per avere la necessità di fermare la percezione dei fenomeni provenienti dal mondo è necessario che si verifichi una situazione in cui, continuare a percepire i fenomeni dal mondo, era pericoloso o nocivo.

La ragione, nella quale si riscontrano gli effetti che noi chiamiamo illusioni, si impose sull'uomo, nella forma che oggi conosciamo, circa 50.000 anni fa attraverso un processo storico di trasformazione dell'uomo di un continuo adattamento all'ambiente a cui l'uomo adattava la propria struttura psico-emotiva.

C'è una ragione, come descrizione del mondo come forma e quantità, diversa quando l'uomo era un piccolo topo o, prima ancora, quand'era un rettile, ma io voglio prendere in esame il passaggio della ragione come strumento dell'uomo alla ragione che inizia a strutturarsi per diventare padrona dell'uomo. C'è una profonda differenza nell'uso della ragione fra il neonato e l'individuo adulto. C'è una profonda differenza di percezione del mondo fra l'individuo adulto e la condizione fetale nella quale si è formato.

Prima che la ragione, come descrizione di forma e quantità, si imponesse sull'uomo, la specie costruiva delle relazioni con il proprio ambiente mediante l'azione e la struttura emotiva.

In entrambi questi mondi si costruiscono delle relazioni mediante un'interazione con il mondo che passa attraverso le emozioni (attività di modifica del soggetto) e le azioni (l'agire dell'individuo come risposta all'agire dei soggetti che compongono il mondo).

Sia nel mondo delle emozioni che nel mondo delle azioni, il soggetto subisce un bombardamento di fenomeni davanti ai quali e nei quali, deve mettere in atto le sue azioni. A volte sono azioni di sopravvivenza. A volte deve agire in maniera veloce senza la possibilità di analisi dei fenomeni del mondo, ma pescando dalla propria esperienza che manifesta nelle sue azioni. Manifestare delle azioni pescando dalla propria esperienza è possibile soltanto quando SI E' FERMATO IL MONDO! Affermazione usata da Castaneda.

Fermare il mondo significa, in questo caso, fermare la nostra capacità di descrivere i fenomeni percepiti razionalmente sentire in modo da liberare tutto il nostro potenziale nell'azione o nella relazione emotiva in cui si agiva.

L'illusione è ciò che il sentire soggettivo, la propria capacità di elaborare i fenomeni del mondo, proietta sul mondo per impedire al mondo di interferire con l'azione soggettiva dell'individuo.

L'illusione fu ed è uno strumento fondamentale per la sopravvivenza della specie nel corso dell'evoluzione. "Io so già ciò che dall'altro mi arriva!". Questo "io so già" ciò che dall'altro mi arriva, lo proietto sull'altro mentre sto agendo fattivamente nei confronti dell'altro. Questo "so già" ferma le "contromosse" dell'altro nei confronti della mia azione. Questo "so già" ferma l'analisi del nuovo permettendomi di agire.

Non esistono delle ragioni per cui agisco, ma esistono delle necessità per cui agisco.

Le necessità sono spinte psichiche che non necessitano di spiegazione in quanto le ragioni delle spinte psichiche stanno nelle spinte psichiche stesse.

L'espressione di questa necessità manifesta quella che nella ragione diventa illusione. Quel "io so già" del fenomeno nella savana, diventa il meccanismo che crea l'illusione quando l' "io so già" è trasferito in una città moderna.

Ammettiamo che una gallina sia il mio animale da compagnia. Ho osservato i suoi comportamenti, ho apprezzato le sue manifestazioni di intelligenza, ho apprezzato le sue uova, ecc. Ho, in sostanza, costruito una relazione, al di là di come l'ho costruita, per cui dei fenomeni provenienti dalla gallina hanno sollecitato il mio sentire che ha elaborato delle emozioni come risposta a quelle sollecitazioni. Poi, un giorno, ho fame!

In quel momento il bisogno "fame" manifesta la necessità di "mangiarsi quella gallina".

Quella necessità manifesta un'illusione che, generata dal mio sentire, blocca tutti quei fenomeni che io consideravo: la gallina ora appare solo come un arrosto sopra un piatto. La sua intelligenza, le sue scelte, le sue uova ecc. Tutto "dimenticato"? No! TUTTO BLOCCATO! Tutto rimosso? No, perché è sempre presente nella mia Coscienza, solo che il mio sentire travolge la Coscienza con una elaborazione che considera quello e quel fenomeno, in quello e solo in quell'aspetto. La mia necessità spinge il mio sentire a creare un'illusione per cui tutti gli altri aspetti con cui consideravo la gallina, gli altri fenomeni, spariscono nell'elaborazione del mio sentire in funzione di un solo fenomeno: la gallina arrosto su un piatto.

D'altro canto, se io non mangio quella gallina, anche il mio sentire, con me, muore di fame.

L'illusione non è altro che un modo con cui selezionare i fenomeni del mondo operato dal mio sentire in base alle mie esigenze sia d'azione che emotive.

La ragione sorge nell'uomo in epoca molto tarda. Circa 50.000 anni or sono la ragione inizia a prendere il controllo dell'individuo. L'individuo trasferisce alla ragione una serie di controlli delle "facoltà superiori".

La ragione si impone sull'individuo costringendolo ad agire descrivendo il mondo in cui vive. Il mondo, per l'individuo, non è più solo azione ed emozione, ma azione ed emozione vengono sottomessi (almeno in parte e formalmente) alla descrizione. Non si agisce più rispondendo all'impulso di agire, ma perché ci sono delle ragioni per le quali è necessario agire. Non si liberano le nostre emozioni rispondendo alle emozioni del mondo, ma le emozioni devono essere sottomesse alla ragione, alla descrizione del mondo. Le emozioni stesse devono avere delle ragioni, delle motivazioni nella descrizione del mondo della ragione, per poter esprimersi nel mondo.

La ragione si sovrappone al vissuto precedente, al divenuto precedente della specie, alle strategie d'esistenza che precedentemente si sono sedimentate nella specie umana. Così il sentire continua ad agire nello stesso modo: proietta sul mondo quanto la necessità d'azione o le necessità emotive intendono manifestarsi nel mondo. Dove, per il sentire, non è tanto importante il fenomeno che giunge dal mondo quanto la sua interpretazione del fenomeno in funzione delle necessità dell'individuo. E' in funzione di questo che la ragione mette in atto strategie per bloccare fenomeni o aspetti del fenomeno percepibile proiettando su di esso la barriera dell'illusione al fine di proteggere il soggetto, le sue emozioni e le sue possibilità d'azione.

E' come se il soggetto, quando agisce nella ragione, agisse come se fosse ancora nella savana. La paura del serpente, che è un elemento di sopravvivenza soggettiva della specie, continua ad agire nell'individuo anche quando agisce nel mondo della ragione, ma non agisce in quanto paura di un oggetto (anche se possiamo vedere quanto le persone abbiano paura alla presenza di un serpente), ma agisce in risposta a stimoli in sé nei confronti di fenomeni che giungono dal mondo e la necessità di fermarli, o di prendere delle misure nei loro confronti, produce delle reazioni e degli allarmi come se fossero dei serpenti pericolosi.

Dice la psicologia:

ILLUSIONE DA DISATTENZIONE

"Gli stimoli sensoriali esterni che, a causa di un'attenzione di breve durata, sono limitati, quasi sempre vengono completati. Completiamo, per esempio, quando ascoltiamo una conferenza, e ci accorgiamo di tali completamenti solo quando ci accorgiamo che ci siamo sbagliati. Non ci accorgiamo quasi mai di tutti gli errori di stampa di un libro, e li completiamo o li correggiamo esattamente secondo il significato del contesto. Tutte queste illusioni vengono immediatamente corrette quando vi si richiama l'attenzione" (1913-1959 p. 70)

ILLUSIONE AFFETTIVA

"Quando si cammina da soli attraverso un bosco, impauriti, si scambia un tronco d'albero, un ammasso di roccia per una forma umana. Il malato melanconico, nell'angoscia di essere ucciso, vede nei vestiti attaccati al muro un cadavere pendente. Un rumore indifferente gli da l'impressione del tintinnare e dello stridere delle catene con le quali dovrà essere incatenato. Queste illusioni così mutevoli, quasi sempre risultano comprensibili in base al contenuto delle emozioni. (1913-1959 p. 70)

ILLUSIONE PAREIDOLIA

"Senza emozioni, né giudizio di realtà, ma anche senza che, al richiamo dell'attenzione, le immagini illusorie debbono scomparire, la fantasia "produttiva" crea da impressioni sensoriali incomplete, da nuvole, dalle pareti di un vecchio muro e cose simili, formazioni illusorie assolutamente nitide e col carattere della corporeità". (1913-1959 p. 70) La Pareidolia è quindi un'elaborazione fantastica di stimoli sensoriali indefiniti resi nitidi da elementi intrapsichici riprodotti. Per il suo valore proiettivo, la pareidolia è prodotta artificiosamente nelle prove del test di Rorschach dove si richiede di interpretare liberamente delle macchie di colore.

Tratto da Dizionario di Psicologia di Umberto Galimberti ed. Garzanti. Voce: Illusione.

Si comprendono, in questo contesto, le illusioni come vengono definite da Jasper.

Sottraggo l'attenzione dal mondo.

Individuo nel mondo quanto mi impaurisce proiettando su quelle cose la forma della mia paura.

Proietto sul mondo le forme che io do al mondo nell'affrontare il mondo: interpreto il mondo.

Queste tre forme individuate da Jasper sono tre forme attraverso le quali l'individuo ferma l'arrivo dei fenomeni dal mondo e, soprattutto, la capacità di quei fenomeni di modificare l'individuo e la sua azione.

Nessuno può permettersi di afferrare la mia attenzione.

Nessuna paura deve permettersi di non avere una forma che io identifico.

Nulla può emergere dall'infinito che io non sia in grado di affrontare.

L'Illusione diventa un atto di difesa soggettivo nei confronti delle azioni del mondo. Ed è difesa in modo particolare per quei fenomeni che creano inganno, che mi vorrebbero preda disarmata. Io fermo la loro azione sulle mie emozioni, sul mio sentire, proiettando su di loro le mie illusioni con cui voglio significarli: anche se non vedo le tue armi, il tuo passo felpato balza alla mia coscienza con i denti aguzzi di un leone. Ed io agisco in una lotta a morte. Ma non era un leone. Ma io ho combattuto a morte. Se fosse stato un Leone, avrei combattuto, comunque a morte.

Poi sull'uomo si impone la ragione.

La ragione, un po' alla volta sedimenta il proprio dominio sull'individuo. La ragione è descrizione. Descrizione di forma e quantità. A mano a mano che la mia ragione si perfeziona, si perfeziona, da un lato la descrizione del mondo, dall'altro lato si amplia l'area cerebrale della memoria (tutti gli elementi della ragione, gli oggetti della sua descrizione devono essere presenti nella mia mente) e, nel contempo, la ragione allontana la mia coscienza dall'azione e dalle emozioni. Azione ed emozioni vengono mediate dalla ragione.

Solo che il meccanismo che produceva l'illusione persiste anche nel mondo in cui la ragione domina.

I fenomeni che giungono dal mondo alla ragione vengono fermati dalla ragione mediante l'illusione proprio per impedire alla ragione di modificarsi facendo arrivare nuovi fenomeni e costringendosi a riadattarsi in continuazione.

La ragione che non si modifica è una ragione padrona della persona:

la persona è disattenta;

la persona è malata e proietta la sua fantasia sul mondo;

la persona non si fa attraversare dal nuovo che arriva, ma sul nuovo proietta il già conosciuto, oppure incasella il nuovo in categorie già conosciute.

La ragione, usa le illusioni che, da arma di difesa soggettiva nel mondo dell'azione e nel mondo dell'emozione, diventano un'arma di difesa della ragione dalla modificazione a cui sarebbe costretta davanti al mondo.

Infatti, quando l'Essere Umano è in pericolo mortale, sospende la ragione e l'antica forza dell'azione emerge, qualora ne abbia la forza, riprendendo il controllo della persona. Però, qualora ne abbia la forza. Qualora la sua ragione sia abbastanza agile da togliersi dal centro del mondo: da togliersi dal controllo dell'individuo.

Ma qualora la ragione sia sufficientemente agile da togliersi dal centro del mondo è necessario che l'individuo sospenda la tecnica con la quale la ragione rinnova continuamente il controllo sull'individuo: il dialogo interno.

Sospendendo il dialogo interno l'individuo impedisce alla sua ragione di rinnovare il controllo su di lui e consente ai fenomeni del mondo di giungere al suo sentire. Questi vengono elaborati dal suo sentire e una ragione in cui è sospeso il dialogo interno li fa giungere alla Coscienza senza proiettare su di essi le sue illusioni. Quando l'elaborazione profonda riesce a giungere alla coscienza, in cui la ragione è sospesa, quando la ragione riprende il controllo è costretta ad inglobare nella sua descrizione anche questa nuova elaborazione che modifica la ragione stessa e, con essa, la descrizione del mondo che ne ha l'individuo.

Come si pone la questione all'interno de Il Crogiolo dello Stregone?

Si pone nel senso che se il sentire soggettivo proietta l'illusione per impedire l'arrivo di nuovi fenomeni dal mondo e modificare la descrizione della ragione, l'individuo, sospendendo il dialogo interno, chiamando le cose col loro vero nome, togliendosi dal centro del mondo altro non fa che regolare questo fenomeno.

L'individuo può fermare la proiezione dell'illusione o può decidere di stimolarla a seconda delle proprie necessità di sviluppo e di azione nel sistema della vita sociale e della Natura.

L'illusione non è più l'oggetto che la ragione impone all'individuo per evitare di modificarsi all'arrivo di ogni nuovo fenomeno, ma diventa un oggetto d'uso dell'individuo nella sua interazione sociale.

Diremmo che l'individuo, mediante l'illusione, decide se essere coinvolto dai fenomeni che giungono dal mondo o sottrarsi a tali fenomeni.

Si tratta della lezione del "il vento che ti cerca" e tu decidi se esporti o sottrarti al vento; così come i fenomeni del mondo ti cercano e tu decidi se esporti a loro o sottrarti.

Nelle mani di chi pratica Stregoneria l'illusione diventa un'arma a disposizione dell'individuo: non sempre capire subito è utile; non sempre accorrere ad un richiamo immediatamente è vantaggioso.

Marghera, 16 settembre 2006

N.B. le citazioni di psicologia sono prese dal dizionario di Psicologia di Umberto Galimberti ed. Garzanti

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