Emozioni e Magia

Di Claudio Simeoni

 

Emozione e magia Magia come trasformazione
Magia come emozione
Magia negata all'uomo sottomesso.

La Magia è l'atto attraverso il quale un individuo si trasforma nella sua vita. Le trasformazioni soggettive sono tutte di carattere emozionale e vengono prodotte per variazione qualitativa in presenza di un accumulo quantitativo di tensione emozionale come risultato delle azioni che l'individuo attua nel mondo in cui vive. In pratica, tanto maggiore è il coinvolgimento emotivo che impegno nel mondo in base ai miei desideri, ai miei bisogni, alle mie tensioni; tanto maggiore è il coinvolgimento emotivo col quale rispondo alle azioni del mondo che mi vengono incontro; tanto maggiore è l'accumulo di energia emotiva; tanto più frequente sono gli scoppi di variazione qualitativa della mia struttura emozionale. La struttura emozionale è la forma base della nostra ragione. Noi pensiamo, desideriamo, agiamo, descriviamo il mondo, manifestiamo delle idee a seconda di come la nostra struttura emozionale si è modificata già nella pancia della madre e poi dal primissimo istante della nascita.

Sia le trasformazioni emozionali che sedimentiamo dentro di noi rispondendo alle emozioni che dalla madre ci giungono finché siamo dentro la sua pancia, sia le risposte di adattamento che mettiamo in essere dal primissimo istante che siamo usciti dalla vagina di nostra madre, sono altrettanti atti di magia che producono la nostra trasformazione emotiva. La nostra trasformazione emotiva produce poi le idee che abbiamo e, in particolar modo, le idee apriori con le quale decidiamo che cosa sia il mondo o come noi dobbiamo usare i sensi per guardare il mondo. In pancia della madre non avevamo la ragione! APPENA NATI LA RAGIONE HA INIZIATO A FORMARSI MENTRE IL NOSTRO APPARATO EMOTIVO ERA IN EBOLLIZIONE. Ogni piccola azione fatta dal mondo esterno che giungeva a noi riceveva delle risposte che rivoluzionavano completamente le nostre emozioni.

Questo nei primissimi istanti di vita.

Quando la ragione è venuta formandosi l'apparato emotivo si distanziava dalla nostra coscienza e la ragione ne prendeva il dominio. Ma la ragione, che si crede padrona dell'individuo, altro non è che un'infima parte di quanto l'individuo è nella sua capacità di percepire il mondo e, inoltre, la ragione è SOLO un riflesso della struttura emozionale dell'individuo. La magia viene messa in atto dall'individuo in maniera diversa a seconda del suo stadio di vita: quando è nella pancia della madre; quando nasce fino all'età puberale e quando dovrebbe diventare un adulto! Ogni fase ha la sua peculiarità nell'espressione della magia: ma qual è l'espressione della magia di un individuo adulto?

L'uomo sottomesso alla magia nera

Tutta quanto riguarda l'imposizione del concetto di predestinazione sulla struttura emozionale dell'individuo, che si traduce nella ragione come idea di autoidentificazione con un "destino" o con un "soggetto che determina il destino", è attività di MAGIA NERA il cui fine è circoscrivere le tensioni emozionali di un individuo all'interno di nozioni culturali in grado di fornire giustificazione dell'afflato emotivo che da dentro di noi si presenta alla ragione.

La ragione diventa espressione di QUELLA MAGIA NERA in quanto la sua costruzione, nell'individuo, è avvenuta sulla sua struttura emozionale. Sia che l'individuo sia un "accattone", sia che l'individuo sia "capo del governo", considererà sempre la sua attività come emanazione di quel destino che "eroicamente" pensa di seguire in nome del dio padrone. Egli è il predestinato di un disegno divino che proprio il dio assoluto e padrone ha tracciato per lui! E' la sindrome patologica da onnipotenza come malattia che la struttura emozionale, piegata all'idea di predestinazione, di destino, di volontà creatrice e a quant'altro esterna ad essa, manifesterà nella ragione. Da qui l'uomo del destino, l'uomo della provvidenza, il superuomo di dannunziana memoria, il Gesù di Nazareth, il Buddha ecc.

Provate a dire a questi personaggi di dimostrarvi la necessità d'esistenza di un dio padrone, di un uomo del destino, del pazzo di Nazareth e non vi troverete MAI davanti a delle spiegazioni, ma a ritorsioni violente che sfociano nell'assassinio o, quando va bene, in un arrampicarsi sugli specchi delle interpretazioni soggettive.

Perché questo?

Perché si tratta di giustificare la propria struttura emozionale costretta all'interno della concezione di predestinazione dal momento che non esistono elementi razionali con cui giustificare sé stessi: non ci sono elementi razionali che giustificano l'esistenza di una volontà creatrice; non esistono elementi storici che testimoniano l'esistenza del pazzo di Nazareth; non esistono elementi razionali che giustificano il Gesù di Nazareth quale figlio del dio padrone e padrone lui stesso; non esistono idee razionali che giustifichino l'uomo della provvidenza!

Come diceva Kant nella "Critica alla Ragion Pura", non esistono prove razionali che testimoniano l'esistenza del dio creatore, "Ma io ci credo perché voglio crederci.

Dunque, l'esistenza del dio creatore, del pazzo di Nazareth, dell'uomo della provvidenza ecc. non possono essere oggetto di discussione, ma solo di una credenza, di una fede, che trova ragione di essere nella struttura emotiva soggettiva educazionalmente stuprata attraverso la MAGIA NERA!

Quando ci si trova a discutere con un "credente" della volontà creatrice, nel pazzo di Nazareth, nell'uomo della provvidenza, vi trovate SEMPRE nelle condizioni in cui il credente DEVE chiedervi di CREDERE in ciò che lui crede! Ciò che lui crede può assumere diverse forme (il dio ebraico, o l'Allah dei musulmani, il Buddha), ma dovete per forza accettare i suoi modelli perché altrimenti LUI è privato delle categorie sulle quali discutere. Per LUI sicuramente si crede in qualche cosa di diverso da quanto lui crede e vi dimostrerà come il suo credere sia più razionale di quello che LUI presume sia il vostro credere. Nei vangeli il pazzo di Nazareth dice: "O credi in me o in mammona; o servi questo o in quel padrone." Il NON CREDERE o la terza, quarta, quinta ipotesi, per un credente in una volontà creatrice, non esiste.

Che cosa ha prodotto sulla struttura emotiva il condizionamento educazionale subito da queste persone attraverso la MAGIA NERA?

L'impossibilità emozionale, di queste persone, di ESPANDERSI NEL MONDO!

Per queste persone il mondo si rattrappisce, si restringe su sé stesso nella loro fede e in questo modo, e solo in questo modo, queste persone lo possono dominare. Per cui, la conoscenza, il sapere, la complessità del mondo, deve essere semplificata al massimo, magari distruggendo il mondo stesso. La MAGIA NERA non incide sul mondo in sé, ma sulla capacità delle persone di descrivere e di vivere il mondo. Poi, le persone incapaci di descrivere la complessità del mondo, lo distruggono per ridurlo alla dimensione della loro capacità di descriverlo. Più o meno come i torturatori dell'inquisizione torturavano le donne per far confermare i rapporti col diavolo che gli inquisitori immaginavano avessero.

L'uomo adulto, sottoposto alla Magia Nera, non è in grado di espandere la propria struttura emozionale nel mondo. Per conseguenza ha paura di quanto non conosce e DEVE ridurre il mondo alla propria dimensione descrittiva. Dal punto di vista personale riproduce la Magia Nera nei nuovi nati; dal punto di vista sociale pratica l'aggressione di chi tenta di espandersi nel mondo, sia distruggendo fisicamente le società, sia distruggendo fisicamente i singoli individui, sia giustificando il proprio credere apodittico negando anche l'evidenza. Il credente adotterà vari mezzi con cui imporre al mondo la volontà creatrice o l'assurdo in cui crede a seconda del potere sociale che deterrà: costruire i campi di sterminio e le guerre per imporre il proprio dio è stata la novità storica portata da chi impone agli altri la concezione di una volontà creatrice!

La magia della vita

Diventare adulti significa: manifestare la magia della vita.

Diventare adulti significa assumersi la responsabilità MAGICA della propria esistenza.

L'atto di magia è l'atto di trasformazione emozionale del soggetto.

Se la specie ci ha dotato di meccanismi di adattamento per costruire la nostra struttura emotiva mentre eravamo in pancia di nostra madre in modo tale che al momento della nascita ci fosse un'intesa emozionale fra la madre e il bambino; se i nostri processi di adattamento emozionale, appena siamo usciti dalla vagina di nostra madre, erano passivi in quanto solo in minima parte si poteva reagire e modificare i fenomeni che dal mondo ci giungevano; diventare adulti significa agire nel mondo affinché l'Intento della nostra azione modifichi la nostra struttura emozionale; che a sua volta modifica la ragione; che a sua volta modifica ulteriormente la nostra struttura emozionale. L'agire nel mondo è il vero segreto della modificazione soggettiva. Sia per quanto riguarda il conoscere, sia per quanto riguarda gli strumenti attraverso i quali il conoscere si fissa in noi.

Da cosa possiamo essere avvantaggiati o svantaggiati nel nostro agire nel mondo?

Da come ci siamo trasformati nella pancia di nostra madre. Dalla qualità delle emozioni che nostra madre ci trasmetteva in base alle azioni attraverso le quali affrontava il mondo e dalla qualità di fenomeni che abbiamo incontrato da bambini e che ci hanno costretto a modificare e ad adattare la nostra struttura emozionale.

I processi, attraverso i quali un soggetto è magicamente divenuto, possono facilitare il bambino a diventare adulto, oppure ostacolarlo. Non possono essere usati a giustificazione per l'impedimento a diventare adulti, ma ci consentono di individuare le cause che generano l'individuo eternamente immaturo. La trasmissione da parte della madre al feto di tensioni di sottomissioni manifestate da emozioni e da costrizione alla sottomissione che la madre vive nella sua quotidianità, creano delle risposte emozionali nel feto che lo predispongono all'accettazione. Se al momento della nascita il bambino non trova stimoli diversi, la sottomissione, l'accettazione, la dipendenza, l'idea del salvatore a cui sottomettersi si fissano nella sua struttura emotiva tanto da manifestare idee naturali sulla volontà creatrice e sulla provvidenza che a lui provvede perché lui non manifesta emozioni o piacere nell'azione di determinazione di sé stesso nel mondo in cui vive.

Diventare adulti significa agire nel mondo con la propria struttura emozionale esposta al punto tale che ogni fenomeno, che dal mondo giunge, provoca un'immediata perturbazione emotiva che sollecita immediate risposte emotive. La struttura emozionale disgrega la ragione, risponde alla sollecitazione e riaggrega la ragione tentando di fagocitare nella coscienza la contraddizione emotiva appena risolta. Dopo di che, l'adulto, fagocitata la nuova coscienza elabora, mediante la ragione, una descrizione che comunica agli Esseri della propria specie.

L'individuo adulto è colui che si espande nel mondo in cui vive. Per farlo espone la sua struttura emozionale. Il NON adulto nasconde la propria struttura emozionale dietro alla barriera della ragione, a dure corazzature razionalistiche con le quali giustifica la separazione fra sé e il mondo in cui vive.

La struttura emozionale delle persone è quella struttura che è in grado di comunicare con tutti gli ESSERI DELLA NATURA in quanto è IL MINIMO COMUNE DENOMINATORE di ogni Coscienza. La nostra struttura emozionale è l'apparato con cui noi possiamo comunicare con tutti gli ESSERI DELLA NATURA e costruire le relazioni con gli DEI! La ragione umana (il descrivere, il parlare, il numerare, il misurare ecc.) si è imposta alla coscienza in tempi relativamente recenti rispetto alla storia del divenuto dell'uomo che uscì dal brodo primordiale almeno un miliardo di anni or sono.

La ragione separa l'individuo dal mondo: un esempio è il feto nella pancia della madre. In pancia della madre esiste la relazione emozionale, fuori della pancia della madre la relazione emozionale continua salvo separarsi a mano a mano che la ragione si fissa sull'individuo. Quando la ragione si fissa sull'individuo, l'INDIVIDUO CESSA DI CRESCERE! L'individuo cresce e si sviluppa fintanto che manifesta la sua struttura emozionale; cessa di crescere quando la struttura emozionale viene circoscritta e dominata dalla ragione.

La magia dell'individuo adulto consiste nel prendere la sua ragione ed usarla nell'ambito della ragione (il comunicare e il descrivere nella specie), ma costringe la ragione a ritirarsi dal dominio della sua coscienza, nella sua pratica di vita esponendo la sua struttura emozionale al fine di percepire le emozioni che dal mondo giungono verso di lui.

Così, l'individuo adulto espone le proprie emozioni alle emozioni del mondo e da questo riceve sollecitazioni che egli introduce nella propria ragione costringendola a modificarsi e a comprendere, per quanto ad essa è possibile, il nuovo che le sue emozioni percepiscono.

L'individuo adulto è colui che vive nel mondo come se fosse ancora nella pancia della madre; l'individuo infantile si nasconde dietro la sua ragione e le illusioni che la ragione elabora per impedirgli di esporre le proprie emozioni.

L'individuo adulto fa' della sua vita un processo di trasformazione magica.

Dove sta il problema?

Chi espone la propria struttura emozionale spesso non può discriminare fra quello che dal mondo arriva. Spesso le assonanze del mondo che percepisce e le relazioni empatiche che costruisce sono legate al proprio divenuto ed occorre molta AUTODISCIPLINA per difendersi ed impedire di esserne travolti.

In compenso, modifica molto rapidamente la propria ragione e riesce a cogliere quegli aspetti della vita e dell'esistenza che chi è nascosto dietro la propria ragione non riesce nemmeno ad immaginare.

Questo trasforma la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso: lo abbiamo incubato agendo nel grembo di Era.

Sperimentatevelo da soli, o continuate a stare in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra attendendo l'arrivo di Gesù con grande potenza dalle nuvole mentre le stelle cadranno sulla Terra.

La magia è dunque attività di trasformazione soggettiva dell'individuo nel mondo; per contro, la superstizione è la pretesa dell'individuo di modificare il mondo in funzione di sé stesso!

Il fermati vento, il guarisci lebbroso, sono forme di superstizione che si appropriano dell'individuo che non è in grado di trasformarsi nel mondo in cui vive.

La magia della vita: commento ad osservazioni scientifiche

Proviamo ad analizzare un recente studio sulla formazione della struttura psichico-emozionale dell'uomo per comprendere l'agire dell'Essere Umano stesso nella vita. Si tratta di un piccolo articolo apparso sul giornale La Repubblica del 26 febbraio 2004 dal titolo: "Se la mamma è stressata l'ansia passa al nascituro":

"MILANO - Neonati a rischio stress. Le tensioni psicologiche, l'ansia per la perdita del posto di lavoro e le preoccupazioni economiche che colpiscono le madri incinte si ripercuotono anche sul nascituro. L'allarme arriva da recenti studi medici e sociali sul periodo prenatale, presentati ieri in un incontro sul tema "Mobbing perinatale", all'ospedale Macedonio Melloni di Milano: "A mamma stressata corrisponde bimbo stressato, in stato d'ansia, irritabile e nervoso e nervoso: sin dai primi giorni di vita, ad esempio, il bambino fa fatica ad attaccarsi al seno e dorme poco di notte; sulla lunga distanza, poi, sorgono anche difficoltà ad instaurare rapporti più profondi." Ha spiegato il Prof. Guido Moro, primario di neonatologia all'Ospedale Melloni."

Proviamo a leggere dal dizionario di psicologia [La Garzantina di Psicologia a cura di Umberto Galimberti] il significato di due parole:

STRESS: "Reazione emozionale intensa ad una serie di stimoli esterni che mettono in moto risposte fisiologiche e psicologiche di natura adattiva. Se gli sforzi del soggetto falliscono perché lo stress supera la capacità di risposta, l'individuo è sottoposto ad una vulnerabilità nei confronti della malattia psichica, di quella somatica o di entrambe. Il termine largamente usato anche nel linguaggio corrente con significati spesso in contrasto fra loro, è stato introdotto in biologia da W. B. Cannon, ma solo successivamente ebbe una definizione univoca grazie a H. Selye, secondo cui: "lo stress è la risposta non specifica dell'organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso.""

ANSIA: "L'ansia rappresenta una condizione di generale attivazione delle risorse fisiche e mentali del soggetto. Contenuta entro certi limiti produce un effetto di ottimizzazione delle prestazioni; se tali limiti vengono superati diventa patologica [angoscia] e compromette l'efficienza funzionale del soggetto. I disturbi d'ansia costituiscono la forma più comune di disturbo mentale: ne soffre, nel corso della vita il 25% della popolazione."

Lo studio dimostra LA REALTA' DELLA STREGONERIA!

Il bambino, quando nasce, ha già subito un'impronta sulla sua struttura emozionale con la quale dovrà affrontare il mondo nel quale si troverà a vivere. Lo stato di Stress del nascituro è quello che ne impedisce o ne direziona le modalità di adattamento soggettivo alle variabili oggettive che incontra nel mondo. Ma queste modalità di adattamento sono conseguenziali alle scelte che ha fatto la madre nella sua quotidianità e che trasferisce, sotto forma di stimoli psichici-emozionali, al bambino predisponendone la qualità dei suoi adattamenti soggettivi una volta nato.

Lo stato di Stress imposto dalla madre: è la limitazione delle capacità di adattamento del nuovo nato.

Questa limitazione si tradurrà, nel nuovo nato, nella necessità di restringere il campo dei suoi adattamenti e della sua crescita psico-emotiva. L'ansia, d'altro canto, quando supera la funzione propulsiva (capacità di compattare l'individuo in vista delle scelte soggettive di adattamento nel mondo in cui vive) genera la paura della trasformazione. Blocca ogni trasformazione soggettiva dell'individuo proprio per evitargli di avere paura. Si innesta un circolo vizioso in cui l'adulto, che ha paura di affrontare la propria vita, trasmette la sua paura al nascituro il quale dovrà arroccarsi in una situazione psico-emotiva elementare per riuscire a difendersi dall'ansia. Ne seguirà che il nuovo nato manterrà un profilo intellettuale molto basso perché incapace di sviluppare una dialettica di relazioni in quanto bloccato dall'ansia. Da questo meccanismo malato nasce il cristianesimo e la diffusione di testi stupidi ed elementari (oltre che delle volgari truffe) come quelli della bibbia. Questi testi vengono difesi perché le persone DEVONO difendersi dall'aspetto terrifico che l'ansia che assume dentro di loro: la paura trasformata in guardiano minaccioso! LA MAGIA NERA!

Proviamo a ricordare cosa dice il prof. Guido Moro:

"il bambino fatica ad attaccarsi al seno e fatica ad instaurare rapporti profondi"

Cosa significa?

Significa che non percepisce gli stimoli delle tensioni di vita che lo spingono con accanimento ad attaccarsi al seno per crescere (tensioni esistenziali proprie delle specie dei mammiferi) e non è in grado di costruire delle relazioni emozionali (è separato dalle emozioni del mondo che lo circonda). In altre parole non percepisce la voce degli Dèi dentro di lui e non percepisce le voci degli Dèi nel mondo in cui vive. A quel punto, quel bambino, vive una sorta di isolamento psichico-emotivo che fa nascere in lui l'idea dell'unico e assoluto: unico e assoluto creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino!

Per contro abbiamo una trasmissione, nei confronti del feto, di tutta una serie di elementi che attivano la funzionalità psichico-emotiva del bambino. La capacità dei genitori e dell'ambiente in cui nascerà di affrontare le condizioni della vita con passione, piacere e determinazione, si trasmette alla struttura psichico-emotiva del bambino che, una volta nato, sarà in grado di navigare nel mondo appropriandosi di quanto incontra, trasformarlo e costruire i migliori adattamenti soggettivi alle variabili oggettive che incontra.

Genitori prima e ambiente poi; genitori che agiscono nell'ambiente e un ambiente che si adatta all'azione dei genitori; processi di adattamento dei genitori agli stimoli ambientali; sono i fenomeni che si calano prima sul feto e poi sul nascituro nei primissimi giorni di vita e che costruiscono le modalità psichico-emotive con cui il nuovo nato agisce nel mondo.

Il segreto della Magia e della Stregoneria è tutto qui. Un bambino, nato malato, ha poche probabilità di sovvertire un ambiente che gli imporrà di stare in ginocchio davanti ad un dio pazzo e cretino e ai suoi rappresentanti, anzi, alimenterà il dominio dei suoi rappresentanti perché questo lo aiuterà a difendersi dall'ansia. Essere cristiani è una condizione di malattia mentale: di MAGIA NERA! La Magia Nera, a sua volta, spingerà le persone a sottomettersi e ad accettarla come una condizione naturale dell'esistenza proprio per impedire alle persone di individuarla come una patologia psichiatrica.

Per contro, la persona che pratica Magia agendo nel mondo, si troverà a dover affrontare dei malati psichici che la odieranno perché lei mette in discussione il loro quieto vivere nella sottomissione. Individui che pretenderanno di essere considerati delle persone normali, che vogliono discutere pretendendo che l'interlocutore accetti, come dati di fatto, i presupposti allucinatori alla base della loro malattia. Costoro, quando hanno il potere politico, bruceranno ogni respiro di vita per difendersi dall'ansia e quando non hanno il potere politico agiranno per tentare comunque di bruciare la persona.

Un Sistema Sociale non può esistere su persone patologicamente malate, ma deve liberarsene ed è esattamente quello che è avvenuto nei secoli limitando la malattia psichiatrica dei cristiani e il suo impatto sulla società civile. Da Quintiliano a Piaget; dal I al XX secolo sono trascorsi DICIANNOVE secoli: pensate quanto terrore emozionale, quanta Magia Nera, ha seminato il cristianesimo perché la pedagogia attuale riprendesse il corso interrotto dall'orrore cristiano.

Marghera, 03 luglio 2004

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