Dalle società precristiane all'orrore cristiano
Crogiolo del Male

di Claudio Simeoni

Il libro, Il Crogiolo dello Stregone, è in correzione e di prossima pubblicazione

 

Crogiolo del Male - capitolo due

A questo lavoro non interessa la storia dell'educazione sociale, interessa individuare gli elementi attraverso i quali si articola la distruzione del divenire magico dell'individuo.

Un sistema sociale può abbandonare i bambini a se stessi ma questo non comporta la distruzione del divenire emozionale del bambino. Se egli sopravvive metterà in atto tutta quella serie di adattamenti nel suo ambiente che gli consentiranno la sopravvivenza.

A questo lavoro non interessano nemmeno le condizioni di miseria e di ricchezza economica. Né le une né le altre sono in grado di condizionare il divenire dell'Essere Umano. Esistono condizioni di adattamento che, anche se spesso non sono invidiabili, non piegano a se stesse la struttura emotiva dell'individuo, ma permettono adattamenti.

Starà ai soggetti modificare le condizioni nelle quali si trovano individuando mezzi e condizioni nelle quali agire e trasformarsi.

A noi interessa l'arte della magia nera. Cioè l'attività per la quale si piega la struttura emotiva, le esternazioni delle emozioni, la soddisfazione dei bisogni di un individuo per costringere quest'individuo ad agire non per il proprio sviluppo, ma per lo sviluppo di enti estranei a se stesso. Dove, l'azione della magia non consiste solo in una costrizione fisica, ma in una tale intrusione nel suo apparato emotivo per cui la sua azione, in obbedienza a fattori diversi da se stesso, diventa per lui naturale e scontata.

Si è già detto come leggi e imposizioni determinano la struttura sociale. Questa garantisce la sopravvivenza del popolo, dello stato e della nazione. Lo stato e la nazione devono concedere delle condizioni d'esistenza a quegli individui che con la loro azione rafforzano lo Stato o la Nazione. In altre parole, viene a costruirsi una gerarchia di controllo degli individui. Una gerarchia che diventa soggetto in sé, cosciente di esistere, ed esprime i bisogni per la propria conservazione.

Quando le religioni rivelate si affacciarono ai vari sistemi sociali espressero due bisogni fondamentali: la sopravvivenza dei piccoli gruppi che le praticavano all'interno di strutture sociali pagane piuttosto strutturate e la necessità di perpetuare oltre il tempo la pratica della religione rivelata.

Il paganesimo (di allora) non esprimeva questa necessità! Anche se era culto praticato nello Stato le varie forme pagane non dovevano sopravvivere a tutti i costi, le divinità potevano essere sostituite senza per questo sparire o rimuovere i culti precedenti o modificare i principi sociali. Le divinità pagane non dovevano vincere a tutti i costi. C'erano nella misura in cui gli Esseri Umani le riconoscevano e riconoscevano la necessità della loro interazione nella vita sociale.

Con l'avvento dei culti misterici prima e le religioni rivelate poi, fu necessario perpetuare la credenza in quel dio e specialmente in quella comunità che quel dio pretendeva di rappresentare.

Le religioni rivelate dichiararono guerra ad ogni altra forma religiosa diversa dalla loro fin dal loro nascere.

Le imprecazioni del Gesù dei vangeli cristiani contro i Farisei è una indicazione alle comunità di riferimento del come ci si deve comportare con chi non si sottomette: "Portate i miei nemici, quelli che non volevano che regnassi sopra di loro, e sgozzateli in mia presenza!" Questo è quanto dice Gesù per bocca di Luca. Ricordiamo che il vangelo di Luca fu il primo vangelo riconosciuto dal cattolicesimo.

La possibilità da parte della comunità che segue un dio rivelato all'interno di una struttura sociale che consente ogni forma di culto religioso è quella di costruire elementi solidali, al proprio interno, che vanno oltre i doveri civici nei confronti dei vari membri della città e, in secondo luogo, imporre il proprio credo ai figli affinché questi continuino l'opera di sostegno della comunità contro le libertà sociali.

Il dio rivelato ebreo, cristiano e musulmano, non è l'oggetto immanente del paganesimo che può cambiare i nomi ma è sempre presente. Il dio rivelato è lontano, distante, non si interessa delle faccende umane, non è razionalmente dimostrabile come il sole, il cielo tonante, la madre terra, il bosco o la fonte. Inoltre, il cristiano manifesta un dio e un credo diverso da quello della città e i principi sociali di quel dio sono sempre la negazione di aspetti di libertà sociale. Il membro cristiano, ebreo e musulmano nella società civile deve essere separato dal tessuto sociale, non deve concorrere alla libertà sociale, ma deve manifestare i suoi principi religiosi per piegare a questi l'intera società.

E' a questo punto che le religioni rivelate mettono a punto uno strumento nuovo sulla scena della storia: il condizionamento educazionale.

La città rende omogenei i comportamenti dei suoi cittadini ma non costringe il cittadino ad accettare un comportamento che non sia funzionale ai suoi interessi psico-emotivi. Al contrario, gli ebrei, i cristiani, i musulmani e i buddisti obbligano la struttura psico-emotiva dell'uomo a piegarsi ai loro imperativi comportamentali e morali imponendoli all'infanzia, ai bambini, con la massima attenzione e l'assoluta ferocia.

Non è un caso che nel vangelo gnostico di Tommaso Didimo ritrovato, dimenticato, a Nag Hammadi il bambino a quel Gesù si riferiva era un lattante, mentre nei vangeli ufficiali i bambini cui bisogna rassomigliare siano identificabili come preadolescenti.

Prima dell'arrivo dei cristiani, l'adattamento soggettivo all'oggettività in cui si viveva (che fino ad allora era il processo di educazione ed istruzione) avveniva nell'individuo che già sapeva discriminare. Esistono delle cerimonie in tutte le tribù chiamate "primitive" che determinavano l'ingresso del fanciullo nella società degli adulti. E questo vale anche per ogni società prima del cristianesimo.

Il cristianesimo introduce la necessità di piegare il bambino al suo dio padrone fin dall'uscita dalla vagina della madre quando la sua struttura emotiva è più malleabile e maggiormente adattabile ai dogmi morali imposti da ebrei, cristiani, musulmani e buddisti. La violenza sull'infanzia costringe il bambino a rinunciare all'analisi dell'immanente in cui vive per renderlo dipendente da un fantasioso trascendente. Un trascendente che si cala nella sua struttura emotiva dell'individuo in modo tanto violento da costringere il filosofo cristiano, ebreo, musulmano e buddista, a giustificarsi attraverso argomentazioni ontologiche che tentano di rendere reale ciò che è solo malattia mentale imposta nell'infanzia.

Questo è stato possibile perché il cristianesimo ha introdotto non solo una struttura militare con cui esercitare la sua ferocia nella società, ma anche il condizionamento educazionale come esercizio della violenza sull'infanzia.

Ebrei, cristiani, musulmani e buddisti hanno individuato nella famiglia l'organizzazione attraverso la quale violentare l'infanzia imponendogli l'uso dei meccanismi coercitivi nei confronti dei bambini per adattarli alla sua morale.

Ebrei, cristiani, musulmani e buddisti ebbero buon gioco. Si trovarono a gestire una situazione in cui la donna era in stato sociale comunque inferiore a quello del marito (anche se a Roma godeva di margini superiori a quelli che gli avrebbe garantito il cattolicesimo) e la situazione dell'infanzia era di assoluta dipendenza dal padre che comunque rispettava il Mos Maiorum.

Partendo da questo il cattolicesimo peggiorerà la situazione sociale e costruirà, attraverso la magia nera, la distruzione degli individui.

Marghera 30 agosto 1999

Ultima revisione: 18 novembre 2015

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Il Crogiolo del Male

L'incapacità degli uomini di affrontare la loro vita viene costruita meticolosamente dal cristianesimo mediante la violenza sull'infanzia. Costruire la distruzione dell'uomo è un'invenzione ebrea e cristiana. Succede che negli USA molte persone, partite per le guerre che gli USA fanno nel mondo, ritornino psicologicamente ed emotivamente devastate. Educate ad essere sottomesse ad un dio padrone e convinte di essere in grado di uccidere chiunque, il loro delirio di onnipotenza si scontra con la realtà mandandoli fuori di testa.