Intuizione e allucinazione

La psicologia della Stregoneria

Capitolo uno

di Claudio Simeoni

Questo è un capitolo del Crogiolo dello Stregone

Cod. ISBN 9788893329187

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L'intuizione è definita come:

"Comprensione di qualcosa senza mediazione concettuale. Il termine, di pertinenza più filosofiche che psicologica, quando non è impiegato in senso generico ha una caratterizzazione differente a seconda del campo di applicazione."

E ancora dell'Intuizione, dice Jaspers:

"L'atteggiamento intuitivo non è un guardare rapido e distratto, bensì uno sprofondare in sé stessi. Non è già che si metta in sodo ancora una volta ciò che si sapeva già prima, bensì ci si impadronisce di qualche cosa di nuovo e di adempiuto in un processo della perspicuità che si sviluppa. Tutto quanto l'intuito è compreso nella scissione di soggetto e oggetto, ma il suo movimento oscilla fra il soggetto in tal modo, che esiste in esso una coscienza della contiguità, dell'affinità, della parentela con l'oggetto laddove l'atteggiamento razionale crea la distanza tutta intera, e l'atteggiamento mistico l'abolisce tutta, eliminando la scissione di soggetto e oggetto. (1919 p. 81)."

Ed è spinta ad emergere dentro all'individuo dalla tensione.

La tensione è così definita:

"Tensione accidentale: discende dalla concezione Aristotelica con riferimento all'intervallo che separa la potenza dalla sua piena attuazione nell'atto. Questo modo di pensare, molto diffuso anche nel linguaggio comune, tradotto psicologicamente, si riferisce all'intervallo che separa il bisogno o il desiderio dalla rispettiva soddisfazione in cui si esprime l'omeostasi, ossia la tendenza dell'organismo a mantenere il suo equilibrio in base al principio che G. Th. Fechner aveva chiamato di stabilità e Freud costanza. Lo stato di tensione è accompagnato da una condizione emotiva."

La tensione emotiva è la forza che spinge ad emergere l'intuizione nell'individuo. Ma l'intuizione può emergere soltanto se c'è stato, dentro all'individuo, un accumulo di elementi di "conoscenza" diversi dalla ragione che si sono sedimentati e, cementati insieme, dall'attività della persona.

Il meccanismo dell'emergere dell'intuizione nella persona è attivato dalla presenza simultanea di un accumulo di esperienze. Queste esperienze, costruite nel vissuto della persona, determinano la qualità dell'intuizione che può emergere alla coscienza data la necessità della ragione di veicolare nell'ambiente la scarica delle tensioni emotive accumulate. L'insorgenza nel soggetto dell'intuizione destruttura la sua ragione con l'ingresso di fenomeni nuovi, favorisce la soddisfazione della tensione e, nel rilassamento che segue, spinge la ragione a ristrutturarsi fagocitando quell'intuizione. L'emergere dell'intuizione, come elemento funzionale nella vita dell'individuo, è possibile soltanto se l'individuo ha rimosso gli ostacoli che la ragione ha posto, affinché l'intuizione non possa emergere, costringendo la ragione a modificare la sua descrizione del mondo. O l'individuo rimuove intenzionalmente gli ostacoli posti dalla ragione affinché non venga modificata la sua descrizione, oppure lo stato di necessità e

sistenziale, entrando in conflitto con la descrizione della ragione, provvede a rimuovere quegli ostacoli mediante un vero proprio "scoppio intuitivo". Il conflitto generato viene risolto soltanto quando la ragione, nella fase del rilassamento, riprende il controllo dell'individuo facendo propria una parte di quell'intuizione.

L'emergere dell'intuizione porta l'individuo ad agire al di là e al di fuori della ragione costringendo la stessa a modificarsi per giustificare l'intuizione e i suoi effetti.

Jaspers ci dice che l'intuizione è un immergersi dell'individuo dentro sé stesso; in realtà l'intuizione è un emergere, dal profondo dell'individuo, di un dato di conoscenza che, giungendo alla coscienza, modifica gli equilibri della ragione.

L'intuizione emerge da quanto viene percepito dall'apparato del sentire soggettivo. Dal vissuto interpretato non dal punto di vista della ragione, ma dal punto di vista della struttura emotiva. Quel percepire viene negato dalla ragione, scartato e annichilito pur essendo fondamentale per la vita del soggetto.

Il sentire soggettivo è un insieme di esperienze che non emergono immediatamente alla coscienza razionale. Come se nell'individuo si accumulassero strati diversi di interpretazioni del medesimo vissuto e della medesima realtà, ma analizzata e percepita da punti di vista diversi. Da queste diverse elaborazioni interpretative della realtà emergono le intuizioni quando il tempo, fra bisogno che spinge accumulando tensioni dentro all'individuo e la necessità di soddisfarle, si sta dilungando tenendo sospeso l'individuo fra bisogno e non soddisfazione del bisogno in un'attesa che porta l'individuo ad avvicinarsi pericolosamente a quella soglia di stress dove il bisogno insoddisfatto o represso si trasforma in patologia.

Il sorgere dell'intuizione nell'individuo produce uno stato emotivo che modifica l'intero organismo, sia fisico che psichico, impedendo che lo stato di tensione penetri nell'individuo producendo la malattia psichiatrica.

L'emozione è definita come:

"Reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno stimolo ambientale. La sua comparsa provoca una modificazione a livello somatico, vegetativo e psichico. Le reazioni fisiologiche ad una situazione emozionante investono le funzioni vegetative come la circolazione, la respirazione, la digestione e la secrezione, le funzioni motorie tramite un'ipertensione muscolare, e le funzioni sensorie con svariati disturbi alla vista e all'udito. Le reazioni viscerali si manifestano con una perdita momentanea del controllo neurovegetativo con conseguente incapacità temporanea di astrazione dal contesto emozionale. Le reazioni espressive riguardano la mimica facciale, gli atteggiamenti del corpo, le abituali forme di comunicazione. Le manifestazioni psicologiche si manifestano come riduzione del controllo di sé, difficoltà ad articolare logicamente azioni e riflessioni, diminuzione della capacità di metodo e di critica."

Quando si è attraversati da un'emozione, l'intero individuo viene "sospeso". Lo stesso è quando si viene attraversati da un'allucinazione.

L'allucinazione è un'emozione che viene generata dallo stesso apparato del sentire dell'individuo da cui si genera l'intuizione.

L'allucinazione è un'intuizione mancata in un individuo le cui emozioni sono costrette a cortocircuitare su sé stesse anziché essere veicolate nel mondo.

L'allucinazione è definita come:

"Percezione di qualche cosa che non esiste e tuttavia è ritenuto reale. Detta percezione, che è involontaria e non criticata, ha caratteri della sensorialità e della proiezione spaziale.

Come tale va distinta dall'Illusione che è una distorsione percettiva, nel senso che si percepisce un oggetto diverso dall'oggetto stimolo.

Le allucinazioni più frequenti sono quelle che investono gli organi di senso e, in particolare, la vista e l'udito. A queste si aggiungono allucinazioni meno frequenti e più specializzate nella loro configurazione. Le allucinazioni possono essere vissute anche da persone normali, come quando si ha la sensazione di sentire squillare il campanello o di sentire odore di bruciato. In questi casi, quando la falsità viene riconosciuta almeno fino ad un certo punto, si parla di pseudoallucinazioni. Queste sono frequenti nelle fasi di risveglio (allucinazioni ipnopompiche) o di addormentamento (allucinazioni ipnagogiche). Il soggetto assiste a questi fenomeni con un certo stupore, ma in modo neutro e distaccato. Le allucinazioni ipnopompiche provocano spesso il risveglio e in quell'occasione se ne riconosce l'irrealtà."

Entrambe, allucinazione e intuizione, sono manifestazione di un'emozione soggettiva determinata da uno stimolo ambientale; da uno stimolo relazionale. Si manifestano quando c'è una "fusione psichica" fra un aspetto del soggetto e un aspetto del mondo che, presentandosi al soggetto, crea un'unità di trasformazione del soggetto stesso.

L'unità che si crea fra il soggetto e l'ambiente sospende la ragione dell'individuo. Sospende il controllo che la descrizione della ragione ha sull'individuo e, nella persona, si manifestano stati psico-fisici incontrollati e incontrollabili, come se la persona si disgregasse a livello psico-fisico perdendo la sua apparente e "normale" unità.

Come l'allucinazione, anche l'intuizione provoca una breve reazione affettiva intensa. In altre parole, la disgregazione che l'unità dell'individuo subisce nell'insorgere di una intuizione o allucinazione (salvo lo stato patologico acuto) è sempre di breve durata. Normalmente l'individuo riprende il controllo della propria unità, ma non è più l'unità che ha preceduto l'insorgere dell'intuizione e dell'allucinazione. L'emozione ha modificato l'unità dell'individuo e questo è stato ricomposto in una diversa unità che ha fagocitato l'intuizione o l'allucinazione che lo ha emozionato.

Cosa determina l'insorgenza di allucinazione piuttosto che intuizione?

Certamente la malattia, ma la malattia come risposta soggettiva a stimoli ambientali. L'incapacità o l'impossibilità da parte del soggetto di riempire la propria esistenza di esperienze mancando di far crescere la tensione di comprensione e penetrazione dello sconosciuto che lo circonda; in particolare per quanto riguarda il tempo e le trasformazioni in corso nella propria vita. L'individuo va alla ricerca della "rassicurazione" in quanto spinto da una tensione di timore per la trasformazione che lo angoscia.

Concetto di Angoscia:

"A differenza della paura che è sempre paura di qualche cosa di determinato, l'angoscia non si riferisce a nulla di preciso, ma designa lo stato emotivo dell'esistenza umana che non è una realtà, ma una possibilità, nel senso che l'uomo diventa ciò che è, in base alle scelte che compie e alle possibilità che realizza. Ma è di ogni possibilità tanto la possibilità-che-sì quanto la possibilità-che-no, per cui l'uomo è sempre esposto alla nullità possibile di ciò che è possibile, quindi alla minaccia del nulla. "Nel possibile, tutto è possibile" scrive Kierkegaard, ed essendo l'esistenza umana aperta al futuro, l'angoscia è strettamente connessa all'avvenire che è poi quell'orizzonte temporale in cui l'esistenza si realizza: "Per la libertà, il possibile è l'avvenire, per il tempo l'avvenire è il possibile. Così all'uno come all'altro, nella vita individuale, corrisponde l'angoscia" (1844, p. 113). Il passato può angosciare in quanto si ripresenta come futuro, cioè come una possibilità di ripetizione. Una colpa passata, ad esempio, genera angoscia se non è veramente passata, perché in questo caso genererebbe soltanto pentimento. L'angoscia è legata a ciò che è, ma può anche non essere, al nulla connesso ad ogni possibilità, l'angoscia è il tarlo del nulla nel cuore dell'esistenza."

Freud ha rilevato che stati angosciosi si manifestano:

"Incorrono frequentemente nella nevrosi d'angoscia le donne vergini, le donne astinenti, le donne sottoposte a coito interrotto o riservato, e le donne in climaterio che non trovano appagamento corrispondente all'accentuarsi del bisogno sessuale. Sempre secondo Freud vanno incontro alla nevrosi d'angoscia gli uomini astinenti, coloro che interrompono bruscamente abitudini masturbatorie e quanti praticano il coito interrotto o riservato."

L'angoscia è il vuoto. E' l'atteggiamento di fallimento che ha l'individuo davanti alle trasformazioni. Soprattutto davanti alle emozioni che sono trasformazioni capaci di modificare la sua struttura psico-fisica.

Freud rileva la relazione fra comportamenti sessuali e la nevrosi d'angoscia. Là dove le tensioni sessuali, trasformate in bisogno, non vengono soddisfatte creano, nell'individuo, il deserto. L'angoscia come desertificazione delle capacità psichiche con le quali l'individuo costruisce e fonda la propria esistenza. In questa desertificazione psichica le ragioni della descrizione del mondo imposta dalla ragione e dalla sua morale assumono forza impositiva e coercitiva nei confronti dell'apparato del sentire soggettivo dell'individuo. Questo apparato non è più in grado di far giungere alla coscienza la sua elaborazione di fenomeni che la ragione scarta o non considera. La ragione non è più sospesa dagli atti sessuali dell'individuo, dalla soddisfazione della propria sessualità. Più in generale l'individuo non è più in grado di emozionarsi per i fenomeni che riceve dal mondo. Emozionarsi significa sospendere il controllo della ragione sull'individuo; aprire dei canali di comunicazione fra l'apparato del sentire dell'individuo e la sua coscienza.

In quel momento appare la patologia psichiatrica.

La ragione riveste l'intuizione con la propria immaginazione. L'intuizione, raccogliendo l'energia repressa dai comportamenti autorepressivi dell'individuo, giunge lo stesso alla coscienza, ma la ragione ha la forza di trasformarla rivestendola della propria descrizione. La riveste dei caratteri descrittivi che sono stati imposti dall'individuo nella sua crescita. Così l'intuizione, caricata dall'energia repressa nell'individuo e rivestita dalla ragione, si presenta alla coscienza dell'individuo con tutti i caratteri di realtà coinvolgendo tutti i sensi dell'individuo. L'allucinazione conferma la desertificazione psichica dell'individuo e conferma le sue angosce.

L'intuizione e l'allucinazione sono due aspetti diversi dei segnali che dall'apparato del sentire dell'individuo si riversano alla sua coscienza in base a come l'individuo agisce nella sua esistenza. A seconda di come l'individuo ha costruito sé stesso; a come l'individuo agisce nei confronti delle tensioni che lo attraversano e come l'individuo si pone davanti alla vita.

Davanti alle scelte della vita l'individuo non ha solo "possibilità-che-sì" e "possibilità-che-no", ma ha anche quella "possibilità-che-distrugge-il-presente".

L'angoscia dell'individuo non è prodotta solo dal fallimento, ma dal fallimento che diventa azione di distruzione del proprio presente. Così l'allucinazione diventa conferma del suo presente. L'allucinazione è la conferma dell'attività educazionale che l'individuo ha subito e che lo rassicura del proprio presente psichico-emotivo impedendogli scelte diverse dall'educazione che ha subito. Solo che la specie attraversa modificazioni che non sono comprese dalla volontà diretta dell'individuo. Si tratta delle trasformazioni fisiche e, comunque, psichiche della persona nella quale interviene con forza la sua angoscia provocando la malattia psicosomatica.

La mancanza di capacità dell'individuo di affrontare il suo presente costruisce dentro di lui l'angoscia delle trasformazioni bloccandolo in un presente immobile mentre il suo fisico e la sua psiche, stancamente, lo conducono verso la morte del corpo fisico.

L'intuizione si manifesta nell'individuo quando costui agisce in funzione di una "possibilità-del-si"; di una possibilità di trasformazione verso un futuro. La frase di Kierkegaard, "Per la libertà, il possibile è l'avvenire, per il tempo l'avvenire è il possibile." Può essere assunta a modello dello sviluppo delle capacità intuitive dell'individuo. La libertà toglie le limitazioni alla capacità dell'individuo di penetrare lo spazio nel presente per fondare il futuro in cui, mentre l'individuo attua le sue possibilità un altro individuo, modificato da molte emozioni, si presenta come un gigante in un nuovo e diverso presente.

Così, mentre l'allucinazione si impadronisce di un individuo incapace di agire nel presente, l'intuizione sussurra alla ragione dell'individuo che vive strategicamente la propria esistenza costruendo il possibile come scopo del proprio esistere.

Allucinazione e intuizione sono prodotte dall'apparato del sentire profondo dell'individuo. Ma che sia l'uno o l'altro appartiene alle scelte, favorite o ostacolate dall'ambiente, che vengono fatte dall'individuo. Tanto più un individuo viene represso, costretto, bloccato, chiuso, interdetto, proibito, vietato, tanto più il suo apparato del sentire profondo sarà impedito nella sua azione e farà dell'allucinazione l'unica espressione che presenterà all'individuo. Tanto più un individuo romperà i legamenti, gli impedimenti diventando autonomo, indipendente, svincolato, progettando la propria esistenza e impegnato nelle condizioni e contraddizioni della propria esistenza, tanto più il suo apparato del sentire profondo gli invierà intuizioni per affrontare al meglio la sua esistenza.

Alla fin fine, la differenza fra intuizione e allucinazione è determinata dalla relazione che viene instaurata dall'ambiente con il nuovo individuo che si presenta. L'individuo risponde, ma è l'ambiente in cui è nato che gli deve fornire gli strumenti per agire opportunamente favorendo lo sviluppo dell'intuizione dentro di lui. Ed è sempre l'ambiente, in cui l'individuo è nato, che gli impedisce di espandersi costringendolo a sottomettersi all'allucinazione.

E non ci può essere verità d'esistenza là dove non c'è libertà d'esistenza!

N.B. le citazioni di psicologia sono prese dal dizionario di Psicologia di Umberto Galimberti ed. Garzanti

Marghera, 21 ottobre 2006

 

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