Secondo discorso sacro della Religione Pagana:

gli Dèi, la realtà del mondo e le implicazioni religiose e sociali.

 

WORLD CONGRESS OF ETHNIC RELIGIONS

EUROPEAN CONGRESS OF ETHNIC RELIGIONS

Congresso di Bologna 2010

Seconda parte delle riflessioni del congresso




Torna all'evento dell'organizzazione e delle conseguenze del WCER - ECER di Bologna 2010

 

 

Continua da:

3 –  Primo discorso sacro della Religione Pagana:

      etica del comportamento di un’associazione religiosa.

 

M. V. F. A.     1 settembre 13.30.50

 

e io come ci sono finito qua?

 

Francesco Scanagatta           1 settembre 13.49.36

 

Per M., sei uno dei rappresentanti della Tradizione di Roma.

Tutti i partecipanti alla discussione si richiamano, con modi diversi, al mondo Romano. La tua partecipazione potrebbe servire per affrontare la discussione sul "nostro" ambiente...

 

Marco Malaguti        1 settembre 13.57.19

 

Buonasera. ho letto tutto. A cosa devo l'invito? Un saluto.

 

 

M. V. F. A.     1 settembre 13.59.44

 

Ci tengo a precisare a titolo personale, dato che su una discussione pubblicata sul sito della Fed. Pagana, anche se il mio nome era acronimato ma riconoscibile, venivo inserito tra i militanti della A.T. Pietas.

 

Sul resto della discussione ho poco da dire, se non che sia un inutile spreco di tempo dove discordie tra associazione (con cui non ho alcun rapporto) ci distolgono da affari più importanti da quello che tutti noi dovremmo rincorrere.

 

Marco Malaguti        2 settembre 2.15.08

 

Un saluto a chi legge.

Chi vi scrive, oltre ad aver letto e riletto con grande attenzione tutto quello che è stato scritto, qui e sul sito della Federazione Pagana, ha ritenuto di mettere al corrente delle faccende il Consiglio Direttivo della Societas Hesperiana. Per cui ciò che scriverò ora non è soltanto frutto dei pareri e delle domande postesi dal sottoscritto, ma piuttosto espressione di idee, dubbi, perplessità nate in seno alla Societas durante questo anno piuttosto movimentato. Con piacere constatiamo che, dopo reiterati tentativi di oscurarci lo scorso anno (peraltro per motivi mai chiariti), anche la nostra associazione viene riconosciuta nel posto che le compete nel panorama pagano italiano. Permetteteci però di essere un po' perplessi per questo ritardo. Abbiamo tutti letto dei problemi di disorganizzazione presenti lo scorso anno nell'organizzazione del famoso congresso a Bologna. Senza voler troppo recriminare facciamo però presente che lo scorso anno la Societas si offrì (visto che un discreto numero dei nostri aderenti, circa 7, vive nelle vicinanze di Bologna) di contribuire all'organizzazione di quel congresso anche e soprattutto per preparare tutto l'occorrente. Faccio presente che, gli stessi membri, nonostante qualcuno ci descriva come "regazzini", nemmeno due settimane dopo hanno organizzato, proprio vicino a Bologna, un festival storico con un centinaio di rievocatori (tra i quali anche persone intervenute in questo interessante dibattito), impianto fonico (che noi possediamo), ristorazione e area didattica, dove tutto quanto si è svolto per il meglio. Le cose, insomma, le sappiamo fare. Avremmo dato una mano molto volentieri, pur sapendo che non avremmo potuto parlare in quanto non membri. Ad ogni modo non fa niente, noi ora siamo membri del congresso, parleremo il prossimo anno in Danimarca e siamo felici così, PERO' a noi dispiace profondamente che l'Italia abbia fatto una figura diciamo "non eccelsa". Sorprende altresì, che la Federazione Pagana (le cui posizioni non condivido, ma rispetto) cerchi me, e attraverso di me la Societas, per parlare del futuro dell'Italia nell'ECER, dopo che, l'anno scorso, gli interventi miei e dei nostri associati sono stati oscurati con una solerzia degna della STASI proprio da Claudio Simeoni nel famoso gruppo del WCER qui su Fb. Vogliamo presumere che Simeoni abbia agito più per lealtà a Gentilitas (se questa è stata ripagata o meno, a lui decidere) che non per effettiva voglia di cancellarci dallo scenario.

La Società Hesperiana, durante questo anno, ha lavorato e si è ampliata fino a sfiorare i 25 membri attivi, e veniamo colti, diciamo, un po' alla sprovvista in una faccenda che noi consideravamo già bella e che chiusa. Tuttavia devo personalmente ringraziare Francesco Scanagatta per la possibilità che ci ha dato di capire molti retroscena nonchè di spiegarci e fare domande. Per quanto riguarda il tema della discussione, che mi pare prema molto a Simeoni, come pure a me ed ai nostri associati, la Societas è a disposizione nella collaborazione futura per quanto riguarda l'ECER. Per quanto a noi non piaccia l'idea della paganità italiana intesa come "squadra olimpica" siamo disposti a metterci la faccia per riscattare l'immagine della nostra vituperata penisola. Tuttavia mi preme molto sottolineare, che la "linea" del nostro gruppo si rifà piuttosto alle idee e ad i modus operandi del professor Del Ponte, dell'ARSI o della ATP, che non a quelle della Federazione Pagana. Se ci si vuole mettere d'impegno per riscattare l'immagine di Hesperia - Italia dopo la debacle (è la mia opinione, può essere anche che all'estero questo congresso sia stato considerato un successone, ma da quanto Simeoni ha scritto direi di no) la Societas è disponibile a metterci la faccia. Lo eravamo anche l'anno scorso quando venimmo definiti testualmente "terroristi", "delinquenti" e altre amenità, che peraltro continuano, per fortuna cadendo nel vuoto, dove è giusto che stiano. Se lo eravamo l'anno scorso figuratevi quest'anno che l'atteggiamento è cambiato. Si chiede comunque sempre, anzi, si pretende, il Rispetto reciproco, altrimenti, permettetemi il proverbio, ognun per sè e dio per tutti.

 

 

Ignis Rumon  2 settembre 3.45.14

 

Salve. Due righe per correttezza e per precisare alcune cose.

Non saprei a che titolo sia stato aggiunto, tuttavia ringrazio l'amico Stefano per l'attestazione di stima. Non entro nel merito di una discussione che mi riguarda molto poco. Preciso solo, visto che sono stato introdotto alla discussione, che pur conoscendone le sorti alterne chi scrive non ha preso parte al convegno WCER dello scorso anno per precisa scelta, reputandolo (pur nel rispetto che si conviene) una esperienza inutile e dannosa oltreché distante da un sentire personale piuttosto avulso dalla dimensione pubblica. Parere rafforzato da quanto al convegno bolognese ha fatto seguito e che dimostra una volta di più come i tentativi "ecumenici" di dialogo forzoso con realtà aliene da una visione tradizionale delle cose sia una perdita di tempo e una mancanza di rispetto nei confronti di se stessi e della propria intelligenza. Auspicherei, secondo i dettami della "vecchia scuola", il recupero di un certo pathos della distanza, ma forse per alcuni è troppo comprendere l'aurea regola per la quale non si è tenuti a discutere col quisque de populo e anzi, si dovrebbe fare un punto d'onore della distanza siderale da certe realtà. Cave canem. Saluti.

 

Francesco Scanagatta           5 settembre 13.31.00

 

Mancano alcuni interventi sul futuro dell'Ecer in Italia. L'associazione Pietas, pur essendo tra i lettori della discussione, non è intervenuta. Considerato che Stefano è un loro iscritto potrebbe sollecitare un loro intervento.

Gli Hesperiani con il loro messaggio hanno manifestato l'interesse affinchè l'Ecer proceda, in qualche maniera, anche in Italia. Li ringrazio per il loro intervento. Hanno ribadito la loro identità. Condivido questa scelta. L'Ecer non deve essere uno strumento di uniformità e omologazione.

 

 

           

Francesco Scanagatta           5 settembre 13.37.22

 

Strano il silenzio dell''ARSI. Questa associazione aveva dimostrato un forte interesse per l'Ecer. Al Congresso di Bologna hanno partecipato, pur non essendo iscritti sono riusciti a far leggere un loro documento. Spero in un loro intervento.

Non mi meraviglio del silenzio del MTR, considerato l'atteggiamento tenuto a Bologna...

 

 

Luca Mancini 5 settembre 15.14.38

 

Mi sembra evidente che le associazioni sopraelencate non considerino la FP un interlocutore credibile e "presentabile". D'altronde non capisco a che titolo si pretenda di parlare e si cerchi un dialogo. Non posso che far mio l'intervento dell'amico 'Ignis Rumon' aggiungendo una piccola chiosa: il rischio di certo ecumenismo è anche quello di gettare nel discredito tutto quanto invece è oggi possibile e legittimo fare, in materia di religiosità romana. Se si ignorano le ragioni, giuridico-religiose, che rendono oggi impossibile un culto pubblico romano, limitandosi ad una mera considerazione di "finanziamenti pubblici", allora è chiaro che non è possibile nessuna intesa, neanche di massima, con chi ha come fine realizzativo il vivere il presente entro la pax deorum hominumque. Si è su universi diversi. Aggiungo che il finale della pagina web linkata, dove si narra dei disturbi e dei problemi di Malato, è triste all'inverosimile e dà anche misura del rispetto e della correttezza di certuni "dialoganti". Vale Bene in Pace Deorum.

 

Claudio Simeoni        6 settembre 2.09.54

 

Scrive Mancini: "Aggiungo che il finale della pagina web linkata, dove si narra dei disturbi e dei problemi di Malato, è triste all'inverosimile e dà anche misura del rispetto e della correttezza di certuni "dialoganti". "

Ci sono altre domande che chiedono risposte, ma io le risposte non le pretendo. Il pezzo non è scritto a caso. Una delle domande, fra le altre, che quel pezzo sollecita è questa:

QUALI SONO LE PRESSIONI, PROVENIENTI DAL VOSTRO AMBIENTE, CHE HA SUBITO ALESSANDRO?

Perché mi faccio questa domanda? Perché Alessandro mi chiese di inviargli una vecchia lettera che ricevetti molti anni fa da tale Salvatore Ruta quando tentavo di far conoscere la visione del Paganesimo.

La domanda è questa: quali erano le attività dell'MTR o altri, che sarebbero intervenuti al congresso, perché nei loro confronti Alessandro necessitava di farsi forte di una vecchia lettera di quello che per me, al di là delle tensioni religiose che rispetto in chiunque, era solo un nazi-fascista? Un individuo che venerava il dio padrone sotto forma dello stato padrone?

Eppure, Alessandro ritenne quella lettera molto utile nel suo ambiente. Quasi fosse un "certificato di buona condotta". Non si tratta della domanda di Alessandro, ma un insieme di cose che stridono e che in quell'atteggiamento si sono riassunte e presentate. E in queste risposte, ci sono molte più spiegazioni del perché di quanto non appaia "e non è che quel che appaia sia poco!".

Detto questo: rimane il fatto che Luca Mancini ha il nome che compare nella lista degli eletti nell'ECER che si è assunto dei compiti e delle responsabilità.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

 

Luca Mancini 6 settembre 7.18.21

 

Ripeto: non comprendo a che titolo si sollecitino risposte e si pongano, scortesemente e con animus inquisitorio, interrogativi. Personalmente non ho contratto nessuna obbligazione, neanche puramente morale, verso la FP (alla quale non riconosco nessuna autorità né autorevolezza, ça va sans dire).

Se Simeoni ha qualche appunto o rimostranza verso il mio operato come eletto italiano all'ECER, può rivolgersi alle sedi direzionali opportune evidenziando e palesando, nel dettaglio, le mie presunte mancanze.

E' necessario, soprattutto in questi tristi tempi, discriminare, come direbbe qualcuno a noi noto, ciò ci è affine e ciò che ci è estraneo, ciò che va accolto e ciò che va respinto.

 

 

Claudio Simeoni        6 settembre 11.16.30

 

Gli ebrei non chiesero spiegazioni al loro dio padrone quando non mantenne le promesse fatte: avrebbero scoperto che il loro dio padrone non esisteva.

I cristiani non chiedono spiegazioni al loro Gesù sulle affermazioni della sua imminente venuta con grande potenza sulle nubi: hanno paura di scoprire che il loro Gesù non è mai esistito.

Capisco che la tua parola non ti impegni, ma di questi tempi sembra che siano queste le cose che scopriamo: il dio padrone prende impegni, ma non si sente vincolato dalla sua parola.

Noi, che abbiamo come guida il Mito, non abbiamo problemi di chiedere agli Dèi di ottemperare ai loro obblighi.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

Marco Malaguti        6 settembre 18.38.13

 

Leggendo e rileggendo quello che si è scritto dopo il mio intervento mi pare che ci siano stati alcuni fraintendimenti, soprattutto da parte di FP nei confronti del mio Gruppo.

Non è stato scritto esplicitamente, nè da Simeoni nè da Scanagatta, ma pare di arguire che il mio messaggio precedente abbia velatamente lasciato spazio ad una qualche forma di futura collaborazione organizzativo-religiosa tra la Societas Hesperiana e la FP. A nome di tutta la nostra Cerchia Interna intendo smentire CATEGORICAMENTE qualsiasi rapporto più stretto, che non sia l'aiutare a montare un amplificatore o pulire un pavimento, con la FP rispetto a quelli che intercorrono ora (assenti). Mi spiace molto che le mie parole non siano state comprese chiaramente. Come già ho detto, noi vogliamo riscattare il nostro Paese in un consesso europeo dove abbiamo fatto una figura piuttosto magra, ma non sta scritto da nessuna parte che il messaggio fosse riferito a FP, e non si capisce perché, tra l'altro, FP si debba porre come "giudicante e ordinatrice" nei confronti di realtà più quotate e anziane nell'ambito del paganesimo etnico (visto che FP, pur negando il termine etnico e la sua importanza, si è iscritta ad un congresso che porta questo termine nel nome). Peraltro non si capisce perché FP abbia improvvisamente a cuore la questione dell'Italia dal momento che il termine etnico è categoricamente negato in più occasioni dai membri di FP. Ribadisco, liberi di pensarla come vogliono, ma di certo noi, che da sempre abbiamo dato una connotazione fortemente identitaria al nostro Movimento, non intendiamo rinnegare i nostri principi e le nostre linee guida, in primis per lealtà ed esempio ai nostri membri più giovani. Noi non scendiamo ad alcun patto, il nostro posto è all'interno del solco di Romolo. O si è dentro o si è fuori. FP sceglie di stare fuori, sono affari suoi ed è libera di farla fino a chè non decide di venire a disturbare dentro, si tratterebbe di abuso di ospitalità, piuttosto grave per un pagano, ma il padrone di casa è il signor Trinkunas, e a lui sta decidere in merito. Il Gentile non dimentica la Storia Antica, figuriamoci i fatti recenti. La Societas Hesperiana aspetta ancora giustificazioni per lo scandaloso comportamento censorio, diffamatorio, maleducato e assurdamente fazioso mantenuto dal Simeoni un anno fa nei nostri confronti. FP non può essere tanto maldestra dal credere che noi possiamo passare sopra a certi fatti per ricevere l'appoggio da una dubbia realtà, la quale non vedo come potrebbe in un qualche modo arricchirci, e arricchire l'Europa, dato che il linguaggio e le similitudini sono più o meno quelle che intercorrono tra un ottentotto e un coreano (del nord). E' probabile che lo Scanagatta abbia inteso le mie parole come rivolte alla FP (in particolare il "mettiamoci la faccia" "riscattiamo l'italia"), quando piuttosto io mi rivolgevo alle altre realtà (ARSI ecc), alle quali rinnovo l'appello a cooperare e sottolineo ancora una volta la nostra disponibilità per un pronto riscatto della nostra bella Hesperia.

 

Con questo spero che le mie parole tolgano di mezzo ogni dubbio, e che un pietoso sudario cali su di una macilenta vicenda che, chi più chi meno, avvelena da più di un anno.

 

Marco

 

 

Claudio Simeoni        7 settembre 0.58.08

 

Nessun fraintendimento.

La Federazione Pagana è fermamente contraria ad ogni forma di razzismo sia etnico che religioso. Quando il razzismo e la separazione razziale (o chiamala più dolcemente "etnica") si esprime nelle azioni, riguarda la Istituzioni; quando il razzismo come separazione o supremazia di razza, riguarda l'ideologia religiosa, opporre affermazione ad affermazione è un dovere religioso. La Federazione Pagana ritiene che la Religione Pagana sia una RELIGIONE UNIVERSALE; come ritiene che la TRADIZIONE e l'ETICA, come espresso al congresso WCER, sia un patrimonio universale e non riconducibili a forme criminali come la tripartizione platonica (o i tre stati di prima della rivoluzione francese) o i razzismi ebrei della discendenza di sangue tanto cari agli ultimi neoplatonici. La Federazione Pagana è fermamente contraria a operazioni politiche squadriste come: l'ampolla del dio po'" per imporre il crocifisso; l'impero romano per imporre il fascismo; il localismo di Borghezio per giustificare lo squadrismo e aggredire le persone di religione o etnia diversa.

Non si confonda il termine "etnico" usato nei sistemi giuridici dei paesi ex URSS con il significato che ha il termine "etnico" usato in Italia. Nell'ex URSS c'erano centinaia di popoli e il termine ha un significato diverso da quello che ha in Italia.

Detto questo, questa discussione non verte sulle rispettive "ideologie religiose", che assumerebbe ben altri toni, ma solo sulla relazione fra il Congresso tenuto a Bologna, l'ECER, gli italiani che hanno partecipato, e le prospettive future (se ce ne sono, anche se a quest'aspetto è più interessato Francesco).

NESSUN FRAINTENDIMENTO!

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

 

Marco Malaguti        7 settembre 3.43.49

 

Bene: ribadisco la nostra posizione, l'unica relazione possibile tra un Italico e un universalista è quella nello spazzare un pavimento. Per il resto abbiamo parlato anche troppo.

 

Claudio Simeoni        7 settembre 7.48.39

 

Quasi tutte le e-mail in questa discussione dicono quello che tu dici sinteticamente con questa. Magari lo dicono con meno rozzezza di te, ma esprimono esattamente gli stessi concetti religiosi. O, forse, non è tanto la rozzezza, quanto l'esperienza. Forse gli altri conoscono le implicazioni di quanto hai scritto per come e dove lo hai scritto ed hanno preferito scrivere le stesse cose in altro modo.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

Giuseppe Barbera     7 settembre 9.26.58

 

Caro Claudio,

il commento "Questi tre post di discussione la dicono chiara sul concetto di Natura degli Dèi proprio di Gentilitas e dell’Associazione Tradizionale Pietas:" è alquanto fazioso perché:

1- M. F. eccetera non è un membro pietas,

2- L'associazione tradizionale pietas è una realtà eterogenea e principalmente un'associazione culturale con più di 200 iscritti. E' ovvio che ognuno abbia una sua visione, il confronto tra i diversi pensieri serve poi a maturare, ma ciò non significa che il pensiero di uno sia il pensiero della maggioranza o una posizione ufficiale dell'associazione. Ovviamente, essendo politeisti e non monoteisti accettiamo persone con idee differenti proprio per svolgere un percorso di maturazione comune tramite il confronto interpersonale.

3- Tutte le posizioni ufficiali dell'associazione tradizionale pietas sono espresse esclusivamente nel sito ufficiale http://www.apietas.org , qualunque altro commento di chiunque, socio o meno, anche mio che ne sono il presidente, non rappresenta una posizione dell'associazione. Pertanto ti pregherei di cancellare quanto hai segnalato nel tuo commento all'ecer come posizione della pietas.

Grazie per la comprensione, un cordiale saluto, un abbraccio ed un plauso per l'impegno che state portando avanti.

Giuseppe Barbera

presidente associazione tradizionale Pietas

 

Claudio Simeoni        7 settembre 11.09.03

 

Caro Giuseppe

Prendo atto di quanto dici. Capisco che nell'indicazione ci sia un'ambiguità. Indicherò che F. non è di Pietas. In effetti il povero F. è stato coinvolto per dimostrare che c'era ancora un minimo di intelligenza. Si! Mi sembra giusto concedergli anche ufficialmente l'onore che gli spetta (magari preferisce essere cancellato).

Confermi che le altre due persone sono dell'associazione Pietas. Ora, se è corretto (perché è nelle cose) che Pietas abbia una "posizione" ufficiale, è confermato che quando le persone di Pietas discutono, manifestano le loro personali posizioni e non la posizione ufficiale di Pietas che, potrebbe apparire, una copertura di comodo per le posizioni religiose di quelle due persone (e insinua il dubbio delle altre). Se la posizione ufficiale di Pietas è una copertura di comodo: gli altri, su cosa discutono? Di cosa si discute? Quelle persone non hanno detto: "Questa è la posizione ufficiale di Pietas, ma noi riteniamo che..." Hanno affermato il loro divino ed è su quella loro concezione di divino che le persone non di Pietas, come F., si confrontavano. Da quando in qua, dal punto di vista religioso, si distinguono le fedi del singolo dalla religione cui appartiene? La concezione del divino del singolo determina il suo essere in quella religione.

Capisco che c'è un'ambiguità, ma devi risolverla tu, al vostro interno. Se Pietas mette insieme buddisti e cristiani; pietas è un insieme di fedi buddiste e di cristiane; ognuna delle due è Pietas. Ammettiamo che tu diventi un'associazione dell'ECER: qual è la posizione che presenti? Quella ufficiale o quella dei singoli soci? Sai che cosa significa dire ai Francesi che Cesare è un Dio (o un divo)? E chi è Vercingetorige?

Io metterò la tua e-mail di precisazioni però, ti avverto, che hai aggiunto ambiguità ad ambiguità. Ovvio che non sono io che devo dar giudizi alla tua associazione. Io prendo atto dei fatti e rifletto sul PERCHE' DELLE COSE e sulle loro IMPLICAZIONI.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

Claudio Simeoni        7 settembre 11.09.44

 

P.S. Ricordo a tutti che non avendo amicizia con nessuno non posso aprire eventuali allegati.

 

           

Claudio Simeoni        7 settembre 12.15.09

 

X Giuseppe.

Ora che ho inserito nella pagina la tua precisazione: pensi di aver chiarito la posizione dell'Associazione Pietas?

 

http://www.federazionepagana.it/wcerconclusioni01.html

 

Io penso che l'hai complicata. Puoi sempre semplificarla affermando che essendo un'associazione culturale non hai pretese di fare religione, ma dovresti spiegare perché come Associazione Culturale fate riti religiosi, fra cui alla Dea Minerva, che avete presentato durante la visita del WCER con grande interesse delle organizzazioni internazionali.

Non è concesso vivere nell'ambiguità, perché la vostra ambiguità non è solo "affar vostro", ma finché siamo nell'ECER è un problema di tutti coloro che sono nell'ECER. Come non è affar suo quanto fatto da Gentilitas in quanto ha preso degli impegni nell'ECER che riguardano le persone dell'ECER.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

 

Ignis Rumon  8 settembre 4.12.50

 

A margine inviterei chi di dovere, oltre a evitare di tirare in ballo problemi personali di Tizio o di Caio, a sciacquarsi la bocca evitando di infamare persone come Salvatore Ruta che, per giunta, essendo trapassato da tempo non può dire la sua. Si pensi ciò che si vuole di ECER et similia, ma si lascino in pace i morti: come atto di pietas, sempre che si riesca a concepire l'idea. Ma d'altra parte è innegabile, come affermava un altro "nazi-fascista", che c'è gente che, strisciando nel fango, non può far altro che inzaccherarti.

 

Claudio Simeoni        8 settembre 7.23.44

 

La tua può essere un'idea: non coinvolgere i tuoi morti. Ma secondo me andava pensata prima di coinvolgerli; non costruendo condizioni affinché qualcuno ne avesse la necessità di coinvolgerli.

Dal momento che qualcuno lo ha fatto e che, piaccia o meno, comunque, l'opinione finale mi appartiene, non vedo che cosa ci sia di strano. Dovresti prendertela con l'ambiente che ha costruito, probabilmente con l'aggressione, in Alessandro la necessità di cogliere un'opportunità in quella lettera; non nella mia opinione personale che, in ogni caso, non ha inficiato il dialogo che con Ruta ho avuto e che aveva basi religiose e non politiche. Ma dal momento che il tuo ambiente fa della politica la bussola guida delle sue opinioni, ho ritenuto opportuno mettere i puntini sulle iiiii.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

Claudio Simeoni        8 settembre 8.11.57

 

NOTA: ciò che infastidisce è l'ipocrisia cattolica che lega l'amico dell'amico. Noi parliamo sempre di gente trapassata: Platone, Aristotele, Marx, Hitler, ecc. Sono tutti trapassati che non possono dire la loro. Tutti loro, a seconda del giudizio, vengono esaltati o criticati, ma quando c'è la coda di paglia dell'amico dell'amico, allora ci si inalbera. Non si è in grado di discutere nelle idee e nelle affermazioni e DIO NON SI TOCCA: al rogo! I trapassati non si toccano: IPOCRITA.

Difendi l'onorabilità del tuo amico quanto vuoi, ma non sparare idiozie. Non ho nessuna voglia di contrapporre morti a morti e chi non ha argomenti per discutere si nasconde dietro un cadavere (magari in croce) che mette sull'altare.

Questa discussione verte su fatti inerenti al WCER-ECER, non su contrapposizioni ideologiche.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

Giuseppe Barbera     8 settembre 9.57.22

 

Gentile signor Claudio,

trovo poco educato organizzare una discussione privata tra tot persone per poi spiattellarla in pubblico senza preavviso col fine di travisare posizioni personali di diversi individui come definizioni ufficiali dichiarate da associazioni che non sono state neanche interpellate in determinati discorsi e non si è chiesto se volessero partecipare o meno a determinate questioni; per carità, nessuno ha nulla da nascondere ma con un gesto del genere si scade parecchio di stile. Ecco, diciamo che non è proprio di persone virtuose. Nonostante ciò non sono offeso dal suo atteggiamento perché comprendo bene che ogni luogo diverso ha le sue differenti condizioni socio-culturali, per cui spesso gesti fatti in buona fede vengono facilmente fraintesi, appunto provenendo diverse persone da ambienti culturali diversi. Le ho specificato precedentemente che neanche una posizione personale od un commento personale perfino del presidente dell’ATP possa esprimere una posizione ufficiale dell’associazione, che non essendo verticistica non vive del riflesso del pensiero del suo presidente che ne è solo un rappresentante. Per tale motivo le chiedo cortesemente di non spacciare affermazioni di singoli come posizioni ufficiali dell’associazione (e quindi di cancellare dalla rete nazionale che determinate affermazioni siano della associazione tradizionale pietas), questo giusto per evitarle di fare una cattiva e falsa informazione (che per quel poco che l’ho conosciuta non penso sia nei suoi interessi). Se lei è interessato a ricevere notizie su una eventuale posizione ufficiale dell’ATP in merito ad un determinato argomento o ad una specifica questione, qualora si annoiasse a consultare il sito ufficiale o trovasse difficoltà nel navigarvi in rete può benissimamente scrivere e porre tutte le richieste che vuole all’indirizzo di posta elettronica infopietas@tiscali.it In tal caso sarà mia premura, in qualità di presidente, a sollecitare la segreteria dell’associazione a risponderle nel più breve tempo possibile.

Per quanto mi riguarda è mia premura sottolinearle che differenti concetti di approccio al sacro, che possono contraddistinguere la nostra associazione dalla sua e da qualunque altra, sono leciti, e non implicano ambiguità. Nella tradizione romana l’approccio al sacro è definito come pietas ed è un elemento caratteristico della cultura romana antica al di là della religione. Infatti i romani reputavano la religione come una forma sciocca di superstizione adatta solamente agli schiavi ed agli stranieri. La parola religio (religione in latino) significa re-ligo, ossia lego due volte. La religione era solamente un modo per rappresentare, attraverso miti e simboli vari, verità assolute che si rispecchiano nelle leggi della natura. Sul numero 4 della nostra rivista è bene spiegata questa logica che è desunta dagli storici ed insegnata attualmente nelle università. Proprio la caratteristica libertà di culto dei romani ha permesso il manifestarsi in Europa di una radice unica al di là della sua eventuale forma religiosa. L’approccio pio al sacro non è religioso nella Roma antica, ma scientifico e per i romani non esisteva differenza tra scienza e fede perché le teogonie si adattavano coerentemente ai progressi scientifici dell’epoca (ahimè persi dalla distruzione della biblioteca di Alessandria in poi per opera di San Cirillo), testimonianza ne è il fatto che la più importante opera scientifica romana a noi pervenuta (il De Rerum Natura di Lucrezio) inizia con un inno a Venere ed una critica all’approccio religioso nel sacrificio di Ifigenia che nulla ha di pio, proprio perché religioso e superstizioso anziché coscientemente sacro. Questa è la mia posizione in qualità di storico ed archeologo studioso del mondo classico (laureatosi alla sapienza col M. dei voti) e non di chissà quale carica religiosa inventata. Pertanto la nostra è una associazione culturale alla quale può far parte chiunque, senza distinzioni di sesso, razza o religione, perché la tradizione e l’approccio pio vanno al di là di tutto ciò. Chiunque può far parte della Pietas (purchè maggiorenne), sia che sia gentile, pitagorico, orfico, induista, islamico, ebreo o cristiano o altro, approfondire con noi i temi del mondo classico od anche partecipare con materiale di produzione propria (scritti, studi, ricerche) alla diffusione ed alla rivalutazione dei modelli culturali del mondo classico, perché la tradizione greco-romana è stata in grado di andare oltre. Lo dimostra il fatto stesso che anche le religioni moderne, come quella cristiana, alla fine sono state conquistate da questo mondo e le residenze private dei Borghese o dei Colonna sono colme di simboli romani anziché cristiani, così come nella navata sinistra del Vaticano si conservano statue di Minerva, Fortuna ed altre divinità nostre.

Nei templi antichi il dio Hermes era rappresentato vomitare catene, Athanasius Kircher è stato l’unico a scrivere un profondo trattato sulle catene eppure era un gesuita: in ciò la tradizione è andata oltre.

Quando Tommaso d’Aquino scrive il suo trattato sull’alchimia, una scienza sacra classica, per alcuni di origine egizia (però intanto il Mercurio lo chiama col nome romano e non con quello egizio Thot e così gli altri metalli), è costretto ad usare Aristotele, un filosofo greco (e l’amore per la Sophia era una pratica sacra ma non religiosa!) per spiegare leggi astrali che nessuna altra tradizione è stata in grado di esprimere meglio.

Quando Pitagora arriva a Crotone mica fonda una nuova religione: crea esclusivamente una scuola (appunto la Schola Pitagorica) che per mezzo della matematica indaga le profondità del sacro e dell’assoluto. Vogliamo forse dire che Pitagora era ambiguo perché fondò una scuola culturale anziché una associazione religiosa? Mi pare da folli!

Si ricordi che nelle accademie mediche antiche s’insegnavano sia la medicina fisica sia la magia terapeutica (o medicina metafisica).

Pertanto la Pietas, costituendosi come associazione culturale anziché religiosa rispecchia, a nostro avviso, un modello classico ed adatto all’attualità dell’epoca contemporanea. E non è nostra intenzione fare proselitismi religiosi o guerre di religione: è nostro intento esclusivamente garantire la salvaguardia della tradizione, conservare, diffondere e rivalutare i modelli del mondo classico.

Lo studio di questa realtà prescinde dal proprio credo religioso, ovvio che l’approccio migliore alla pietas romana dovrebbe essere fatto con una coscienza libera di presupposti, pregiudizi e costruzioni mentali, ma appunto la nostra non è un’associazione religiosa ma culturale, perché determinati patrimonio cultuali li reputiamo radice culturale del nostro bel paese, quindi chiunque nella pietas è libero di praticare ciò che vuole purchè nel rispetto dell’etica romana e greca. Che poi tra i nostri studi vi siano la medicina esculapidea, il pitagorismo, il culto romano, l’orfismo e altro, è perché siamo una realtà eterogenea (ossia nata da realtà diverse tra loro)

E’ logico che ognuno è libero di pensarla come vuole ed eventualmente anche di contraddire le fonti storiche (purchè con prove sostanziose), la stessa archeologia a volte dimostra che idee ricavate dalle fonti sono fandonie, come ad esempio nel caso degli abrei presi come schiavi per costruire le piramidi, che invece si è scoperto essere realizzate da operai specializzati egizi e dai cittadini che svolgevano il servizio di leva che in determinate epoche della storia egizia ha avuto più la funzione di un servizio civile che di uno militare. La scienza storica ha pertanto assodato che in qualunque momento una nuova scoperta può rivoluzionare totalmente ciò che precedentemente si considerava scontato ed assodato.

Ovviamente questi sono chiarimenti personali che faccio a lei e, trovandoci in un campo di messaggistica privata, le chiedo cordialmente di rimuovere i miei interventi personali dalla rete nazionale e di non dire che interventi di altri siano posizioni ufficiali dell’ATP, perché non è vero e rischia di fare falsa informazione. Le ripeto, scriva e chieda ciò che vuole all’indirizzo di posta elettronica infopietas@tiscali.it, specificando che è interessato ad avere una risposta da pubblicare ed altro ed avrà tutto il materiale che le serve.

Cordiali Saluti,

Giuseppe Barbera

Presidente Associazione Tradizionale Pietas

 

Giuseppe Barbera     8 settembre 10.04.13

 

errata corrige

*patrimoni anzichè patrimonio

 

Giuseppe Barbera     8 settembre 10.07.05

 

errata corrige

*ebrei presi come schiavi anzichè abrei

 

Giuseppe Barbera     8 settembre 10.09.41

 

Inoltre, se è possibile, vorrei essere rimosso da questa discussione sterile e di cattivo gusto.

 

Claudio Simeoni        8 settembre 10.55.05

 

Per quanto io ne posso sapere, solo Lei si può rimuoversi dalla discussione. Per questo la partecipazione alla discussione è libera e pubblica. Nessuno le ha estorto, né a Lei né ad altri, le sue dichiarazioni. Si presume che essendo una persona adulta, come ognuno dei partecipanti alla discussione, si sia consapevoli di quello che si dice e delle loro implicazioni. Lei è una persona responsabile di un'Associazione che ha chiesto di aderire all'ECER e si presume che Lei conosca la differenza fra "cultura accademica" che parla di religione e "fare religione". Capisco che, secondo Lei Pitagora non fonda una religione, ma Lei si è presentato come un'associazione religiosa (vedi i riti a Minerva) quando ufficialmente è un'associazione culturale che tratta di archeologia. E' Lei che deve fondare la Religione, non Pitagora.

Può tentare di comprendere che essendo la Federazione Pagana membro dell'ECER ed essendo la Federazione Pagana un'associazione Religiosa che ha aderito al WCER (quell'R sta per RELIGIONE) qualche perplessità ci è legittima davanti all'adorazione di Cesare, Cicerone o, come sta facendo Lei di legittimare un individuo come Tommaso d'Aquino.

Lei ha scelto di essere un mio associato, camerata, compagno (lo chiami come vuole) nell'ECER. Io non glielo chiesto. Puoddarsi che voi rimaniate nell'ECER e la Federazione Pagana decida di uscire, ma quando Lei ha chiesto di entrare nell'ECER sapeva che c'era la Federazione Pagana.

Lei ha scritto una lunga e-mail di aneddoti culturali, ma per una persona religiosa come me le assicuro che è difficile in quell'e-mail trovare qualcosa che sia RELIGIOSO. La religione non può vivere senza cultura, ma la cultura non fa religione.

Io vorrei farle una domanda: MA LEI IN CHE COSA CREDE?

Lei Barbera!

Perché alcuni suoi sodali credono che Cesare sia un dio e, presumo, un modello della loro vita.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

(e per favore non mi dica che crede in dio padre onnipotente creatore del cielo e della terra)

 

 

Ignis Rumon  8 settembre 11.32.00

 

Simeoni, non capisco per quale motivo se da del "Lei" a Barbera non deve darlo a me, posto che con Lei e la sua compagnia desidero mantenere la distanza più siderale possibile. Non per nulla: eticamente e spiritualmente siamo già abissalmente distanti, ma gradirei moltissimo che tale lontananza naturale venisse ribadita anche in sede "ufficiale", come più o meno parrebbe essere questa strana discussione a metà strada tra privato e pubblico. Le sono grato della cortesia che vorrà usarmi.

Ciò detto, Lei non mi conosce e non ha elementi per collegarmi a questo o quell'"ambiente": sappia che parlo a titolo personale, che Salvatore Ruta non era mio amico (mai conosciuto, ma sempre rispettato), che non sono uso sprangare allogeni per strada. Eviti dunque di straparlare di politica e ideologie, anche perché non è nella posizione di chi può farlo ponendosi come terzo super partes. Qui nessuno venera esseri umani, trapassati o meno; o quantomeno non è il caso di chi le scrive, essendo interessato esclusivamente alla pietas, che trova nel rspetto di chi ci ha preceduto un'ottima forma espressiva. Di ipocrisia può tacciare chi vuole, così come può giocare con le parole quanto le pare, non creda tuttavia che vi sia sempre e comunque chi ci casca. Iovis omnia plena così come il mondo, purtroppo, è anche pieno di fessi; ma questo non implica che tutti lo siano, nemmeno ove si trovino loro malgrado a rapportarsi daletticamente con realtà a dir poco equivoche. Non per sport, ma per cercare di far capire a chi ancora ha le rotelle a posto e in buona fede erra che una cosa è la Tradizione, un'altra i giochi di ruolo.

Stia bene, se crede.

 

 

Claudio Simeoni        8 settembre 15.54.11

 

Fare RELIGIONE, fra le altre cose, significa usare le parole e gli atteggiamenti per esprimere il proprio stato emotivo. Devo confessarle che, a dispetto di alcune apparenze, ho rispetto con Giuseppe Barbera e anche se dovessi scontrarmi con lui perché confonde tante cose passando per reale un occultismo di facciata, manterrei, a differenza di altre persone, affetto e rispetto per quello che sta facendo.

Ha molto coraggio, dote rara fra coloro che postano qui.

Detto questo, con Salvatore Ruta io ho avuto uno scambio epistolare e so rendere onore alle persone soprattutto nella diversità e nella contrapposizione. Politicamente e socialmente lo ritengo un nemico, ma ha arato e seminato il mio stesso campo: e questo "Lei" non lo capirà mai!

 

Se io l'ho tacciata da ipocrita è perché "Lei" (le piace il Lei?) si è comportato da ipocrita.

Buona notte

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

 

Ignis Rumon  9 settembre 0.50.58

 

Non mi piace particolarmente il "Lei", ho una predilezione per il "tu" e per un ostentato "Voi" da profondo Sud, ma dato che tra noi non c'è né confidenza né reciproca stima la terza singolare è la dimensione più adatta.

Ho un concetto di religio molto diverso dal suo. Vede, non ho problemi (a differenza di molti) ad affermare sia in pubblico che in privato, finanche di persona se necessario, ciò che penso di Lei e della sua realtà come di qualcosa di assolutamente scevro di riferimenti tradizionali, di discentrato e tutt'al più ascrivibile al calderone new o next age che dir si voglia. Di pagano, la Federazione Pagana ha molto poco. Non distribuisco patenti, mi sforzo di rispecchiare con molta umiltà dei Princìpi e nel gioco degli specchi non mi pare di ravvisarne traccia nella realtà di cui si pone come coordinatore.

Dubito che Lei condivida con Ruta (ma anche con Barbera e con pochi altri qui dentro) l'onore di coltivare lo stesso appezzamento di terra. Ma quello che mi preme in questa sede non è "attaccare" Lei o la sua realtà, che come oggi è in voga asserire avrà pure il "diritto" di esistere, mi creda, Lei mi è fondamentalmente indifferente e in questa circostanza si pone solo come un casus, un elemento accidentale di un percorso dialettico che ha altre finalità. Ciò che mi interessa è ribadire un paio di concetti da qualche tempo caduti nell'oblio in nome di uno strano movimentismo pagano intessuto di dialogo forzoso col primo che passa e invitare i pochi che già li possiedono a riconoscerli, a ricordare che cosa significa essere (evolianamente, se vuole) Uomini differenziati - differenziati in se stessi, ma anche dai contesti di scempio antitradizionale tanto diffusi e cui Lei collabora. Repetita iuvant, e qui mi riferisco ai "pochi" di cui sopra, se leggono e hanno voglia di farlo: cave canem, "cane perché latra, addenta e lacera". Chi ricorda queste parole? Temo pochi e va bene così, è giusto che sia così: si è perso un po' troppo il contatto con la dimensione del giusto distacco, che non è torre d'avorio ma semplice riconoscere la propria natura e quella degli altri e trarre le somme. E' un invito, per chi intenda riconoscerlo e abbia volontà di smontare dalle comode torri eburnee al fine di riorganizzare quello che non esiterei a definire, richiamando Sogari, il Limes: con chi c'è dentro e chi resta rigorosamente fuori, in virtù di pochi Princìpi eternamente validi e non in forza del carisma del capo popolo di turno, che come il carretto passa e se ne va. Non significa naturalmente dar vita all'ennesimo aborto associazionistico, il Cielo ce ne scampi: semplicemente è un invito a specchiarsi e riconoscersi nel comune recinto di una SERIA pietas, sia pure variamente intesa a seconda dei gruppi, delle Scuole, delle mentalità, degli approcci. Una questione di impersonalità se si preferisce, perché in caso taluni non se ne fossero accorti il panorama "pagano" italiano, già di suo per forza di cose costretto a combattere con l'incertezza del proprio agire e spesso delle proprie basi, semplicemente non esiste, è stato decimato, nascono e muoiono "associazioni" su "associazioni" al ritmo dei funghi dopo le prime piogge lasciando dietro di sé nulla più che discussioni come questa. E' un problema di "materiale umano", come dicono oggi in maniera poco simpatica. Si dovrebbe prendere atto di questa realtà e lavorare un po' più su se stessi e sui propri rapporti con gli altri, poiché chi va con lo zoppo... Invito quei pochi di cui sopra a riflettere, nel duplice senso del termine, e a intavolare un dialogo fra pari onde raddrizzare il timone e riprendere la rotta.

Cane perché latra, addenta e lacera, quindi: i proff. Del Ponte e Consolato, per esempio (no Simeoni, non sono parte del MTR né di altre realtà gravitanti intorno all'orbita di queste due persone, che tuttavia meritano a manciate quel rispetto che Lei millanta di nutrire in ogni circostanza nei confronti di tutti ma che all'atto pratico ben poche volte è dato sussumere nella sua attività pubblica), hanno già assaporato la bava della FP nel corso dei suoi reiterati attacchi, con insulti reiterati su Internet e quant'altro; sarebbe molto gradito se la FP optasse per il farsi una vita, se proprio ci tiene, evitando di insinuarsi in quelle degli altri con calunnie, diffamazioni, dossieraggio in puro stile Anni '70 peculiare di ambienti a Lei non alieni. Ciò detto, io sarò ipocrita, ma Lei farnetica. Sarebbe tanto bello se ci ignorassimo, come natura vuole. Mi saluti l'Anticristo.

 

           

Claudio Simeoni        9 settembre 1.30.16

 

@Ignis Lei non ha nessuna idea su che cosa sia religione.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

 

 

Ignis Rumon  9 settembre 2.05.16

 

Mi fustigherò per questo. Fatto sta che Lei può ululare quanto vuole atteggiandosi a Cato Maior, chi sa anche solo a grandi linee "dove" sia Tradizione intuisce che lì non c'è spazio per le sue idee afferenti alla religio, né per il suo strano concetto di rispetto tra uomini e comunità, fatto di provocazioni, insulti, dossier. La saluto.

 

 

Francesco Scanagatta           9 settembre 6.39.10

 

Noto una certa difficoltà nella discussione. Molti problemi nel nostro dibattito nascono dalle equazioni personali di alcuni partecipanti.

L'origine dei messaggi è la comune partecipazione al Ecer (ex Wcer).

=== Ecer

Per anni l'Ecer ha avuto in Italia una sola rappresentanza, prima l'Istituto Mediterraneo di Studi Politesiti, poi è subentrata la Federazione Pagana. Lo scambio di testimone è avvenuto solamente perché l'Imsp è un'associazione culturale e la Fp è un'associazione Religiosa. Recentemente abbiamo assistito ad una corsa di varie associazioni nell'aderire all'Ecer. Contenti di avere così numerosi compagni di strada ci chiediamo cosa possiamo fare come Ecer Italiano?

 

 

Francesco Scanagatta           9 settembre 6.42.45

 

=== Su quale solco?

Nella discussione ho letto la dichiarazione: "Siamo sul solco di Romolo".

Su questo solco noi ci siamo sempre stati.

La discussione verte sull'Ecer. L'Ecer è un organismo associativo di tipo religioso. Noi della Federazione Pagana siamo solo sul solco di Numa.

 

           

Claudio Simeoni        9 settembre 17.10.35

 

Vi vorrei far notare che Renato Dal Ponte ha espresso il suo pensiero religioso:

http:///www.youtube.com/watch?v=X8oE05s55qs

E con esso ha presentato la qualità religiosa dell'MTR.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

 

Claudio Simeoni        10 settembre 2.32.10

 

@barbera e altri

Ero intenzionato a rispondere al 110 e lode di Barbera sulla Pietas, ma nel mettere assieme le idee mi sono reso conto che ne posso fare una piccola pagina web. Inoltre, l'argomento esula da questa discussione e, questo post, come altri, saranno depennati quando li metterò in web. Per questo non sarà una risposta a Barbera, ma un vero discorso sulla Pietas, che non è commiserazione, pietismo o carità, ma qualche cosa di ben più potente come scrissi nel Libro dell'Anticristo in quel lontano 1985:

 

http://www.federazionepagana.it/anticristo3f.html

 

 

Fra le altre cose ho un appunto del libro di Salvatore Ruta dal Pax Deorum sulla sua definizione di Pietas.

Pietas è un concetto del quale non si può parlare (mancandone parole per definirla), ma presentare e sostanziarlo con le proprie azioni e il proprio essere nel mondo. Non si può definire la "pietas" come un concetto in sé, ma solo per le azioni dell'individuo nel mondo.

La pagina risente del periodo in cui avevo da poco abbandonato la politica il cui percorso condiziona proprio il nostro essere nel mondo come del resto quello di Salvatore Ruta: Fato, famiglia, patria, ordine cosmico, ecc.

 

Scrive @Barbera:

 

"Nella tradizione romana l’approccio al sacro è definito come pietas ed è un elemento caratteristico della cultura romana antica al di là della religione. Infatti i romani reputavano la religione come una forma sciocca di superstizione adatta solamente agli schiavi ed agli stranieri."

 

Usando il termine superstizione in senso dispregiativo come usato oggi mentre, Manuela Simeoni precisa il significato del termine superstizione:

 

"Il primo significato attestato del termine superstitio è "pratica divinatoria": in questo senso lo usano Plauto, Ennio e più tardi Plinio. Dal I secolo a.e.v. è attestato un altro significato, molto importante per questo nostro discorso, di "pratica esterna alla religione ufficiale", il che può indicare non solo una pratica che semplicemente non fa parte della religione ufficiale perché ha diverse origini (una pratica privata di una famiglia in particolare o una esterna), ma anche una pratica che è eccessiva e irrazionale o che comporta un timore religioso eccessivo o irrazionale. In questo senso la usa Livio per definire i Baccanali soppressi dal Senato e per questo Plinio la userà per il cristianesimo, mentre Varrone, Cicerone, Seneca e Servio la usano per indicare pratiche romane ma esterne alla religione ufficiale."

 

Dove, la definizione di superstizione in senso dispregiativo, va riferito a Platone, agli Stoici, ai Neoplatonici, a Cicerone, a Seneca, che separando l'uomo dal mondo e dagli Dèi del mondo gli impediscono di esercitare la Pietas. E' Platone il superstizioso che parla del demone che si impossessa di Socrate dando il via alla possessione diabolica. Sono i Neoplatonici i superstiziosi che attribuiscono intelligenza al fuoco noetico. E lo sono in senso dispregiativo. Da qui le idee dei sodali dell'associazione Pietas che Cesare è un dio e Cicerone descrive la religione di Roma e non, invece, aggredisce Roma per imporre lo stoicismo più vicino alle sue idee di dominio politico (fa ammazzare i seguaci di Catilina come Mussolini fece ammazzare Matteotti).

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

[L’idea di non postare pubblicamente i post è stata modificata in quanto la necessità di dare risposte religiose ad associazioni che si dicono culturali e poi si spacciano per religiose e come tali ingannano le persone che sono alla ricerca di sentimenti religiosi, non meritano questo tipo di attenzione (pietas). Si tratta di persone pubbliche che hanno aderito al ECER a vario titolo e di molti sono in possesso dei filmati dei loro interventi pubblici. Nota 27 settembre 2011]

 

 

Ignis Rumon  10 settembre 4.40.55

 

Il demone di Socrate sarebbe dunque artefice di una "possessione diabolica"? Il demone è il diavolo?

Stimolante. Come anche il discorso sulla "superstizione" tanto di Platone quanto dei Neoplatonici. Simeoni con tutta evidenza non concepisce i mutamenti di prospettiva, determinati dall'approccio alla tematica del Sacro (devozionale-orizzontale, verticale-esoterico o altri) nonché dalle contingenze storiche (i Neoplatonici agiscono inasprendo l'approccio solitario alla ricerca nel momento in cui il Cristianesimo estende la propria influenza nel bacino del Mediterraneo, minando alla base le possibilità di accesso al Sacro proprie a tradizioni preesistenti e in declino forzato: da qui anche il "misticismo" presunto di Plotino o di Proclo). Superstitio id est quod super stat, ciò che "sta sopra": Ella, Simeoni, le chiamerebbe coerentemente "sovrastrutture", un po' come Marx riteneva che la religione in quanto tale (intesa come generica "sacralità" senza sottilizzare più di tanto) fosse la più perniciosa delle sovrastrutture. Non faccia il pelo a Platone, ben conscio (da allievo ideale di Pitagora) della valenza del dàimon, che non è il diabolus, cioè a dire colui che spezza, separa, dal greco "dià-bàllo", con ciò introducendo una visione dicotomica, analitica, in armonia proprio con la linearità e dualità cristiane e in palese conflitto con la serena visione sintetica dei Maggiori (da "syn-thesis", ove "syn" sta per "con, insieme"), che trova, Reghini insegna, nel sym-bolon (da "syn-ballo", "colgo insieme") la propria dimensione. Il dàimon, va da sé, è altra cosa e Platone non è superstizioso più di quanto Lei ignori profondamente determinate cose. Abbia pazienza, sutor, ne ultra crepidam.

 

           

M. V. F. A.     10 settembre 5.41.07

 

Cicerone intraprese un accesa e accanita lotta contro la superstizione nella sua opera De Divinatione, dove appunto puntava il dito contro le pratiche divinatorie. Secondo lui la superstizione era una pratiche che bisognava estirpare dalla religione per il bene di questa.

Come ha scritto Claudio la Pietas è un concetto che non può essere imprigionato in un dogma, ma si tratta del complesso degli atteggiamenti che l’uomo romano ha verso il mondo divino e la società umana. Come su molte altre cose il romano non concepisce dogmi o teologie ma si impegna in pratiche e azioni che vanno vissute senza tante teorie. Sono i gesti che si compiono nella quotidianità, la ritualistica istintiva e naturale che mette l’uomo in contatto con le forze ultraterrene e lo lega al suo tessuto culturale, a caratterizzare la Religio e la Pietas.

In merito scrissi una breve riflessione. ( http://traditioromana.blogspot.com/2011/04/sui-doveri-col-divino.html

Purtroppo chi oggi si avvicina a questo percorso spirituale lo fa inebriato di esoterismo e sentimentalismo romantico, concetti che non solo i Romani ignoravano ma che combattevano. L’errore più grande è interpretare una mentalità antica e “puramente dura”, direi più correttamente “intellettualmente austera”, con la modernità che ha assorbito nel corso della sua vita. E ahimè numerose associazioni hanno questa inclinazione. Ecco poi che troviamo chi parla di Tradizione Romana leggere i tarocchi e interpretando l’oroscopo, ignorando che a Roma queste pratiche erano ritenute sciocche superstizioni, esche per ingenui, e che i personaggi che le esercitavano erano puntualmente espulsi dalla città.

Io ho timore che chi dovrebbe dare il primo esempio (e mi riferisco a TUTTE le associazioni) sta invece propagandando un immagine distorta della spiritualità Romana, andando ad aggiungere nuova confusione a quella già ampiamente diffusa sull’argomento.

 

 

Francesco Scanagatta           10 settembre 10.21.31

 

scrive M.: "Purtroppo chi oggi si avvicina a questo percorso spirituale lo fa inebriato di esoterismo e sentimentalismo romantico, concetti che non solo i Romani ignoravano ma che combattevano. L’errore più grande è interpretare una mentalità antica e “puramente dura”, direi più correttamente “intellettualmente austera”, con la modernità che ha assorbito nel corso della sua vita. "

Sottoscrivo.

 

Claudio Simeoni        10 settembre 11.33.56

 

X Ignis. Di Marx dovresti citarne i passi che millanti. Marx non è Feuerbach.

 

Si! Il demone che tormentava Socrate nell'Apologia è il modello dell'anima che scende nel corpo. Quella divisione anima corpo che nei testi di Ermete Trimegisto avranno la più squallida delle aberrazioni.

Per me la Religione non è una sovrastruttura, ma la struttura che plasma l'uomo che affronterà ogni scienza: lo plasma fin dalla pancia della madre. Infatti, la Federazione Pagana ha spesso messo al centro del proprio pensiero religioso la QUESTIONE DELL'INFANZIA. Spesso sottolineando come lo stupro dei bambini ad opera dei preti cattolici, sia imitazione di cristo, il Gesù dei cristiani, in un contesto sociale di manipolazione emotiva per imporre la fede cristiana.

Claudio Simeoni

meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

 

 

 

La statua della Nike rappresenta la vittoria degli Dèi

nel chiamare gli uomini a costruire la loro libertà.

 

 

Secondo discorso sacro

della Religione Pagana: gli Dèi, la realtà del mondo e le implicazioni religiose e sociali.

 

Un tempo, i poeti erano coloro che parlavano degli Dèi. Non si parlava della realtà oggettiva degli Dèi, ma delle loro azioni e del loro “abitare il mondo”. Gli Dèi non sono Dèi personali, ma appartengono alla sfera emotiva della vita. Sono la vita. Le azioni amorose di Zeus, non sono quelle del “casanova”, ma sono le azioni di colui che crea le condizioni affinché la vita della Natura venga in essere. Degli Dèi parlavano i poeti raccontando le storie epiche della vita.

 

 

Apollo rinascimentale:

Piazza san Marco - Venezia

 

Theologein significava, in epoca platonica, fare un discorso sulla divinità, sugli Dèi, che sostituiva il termine Mythologein che consisteva nell’interpretare la vita in senso “mitico”.

 

Ciò che cambiò fra il mitologo e il teologo è la direzione dello sguardo: il primo partiva dalla quotidianità per interpretare l’universo, il secondo partì da concetti apriori dell’universo per piegare ad esso la quotidianità.

 

Dopo 2500 anni, per tornare al mito, è necessario fare il cammino contrario perché, che piaccia o meno, sotto questo sole siamo nati e la discussione sulla Natura degli Dèi inizia dalle categorie che il cristianesimo ha imposto alla società. Noi, che pratichiamo la Religione Pagana, a differenza degli “antenati” abbiamo sufficiente forza religiosa e teologica per intervenire nelle categorie teologiche cristiane, buddiste e monoteiste per dimostrare la loro inadeguatezza e la coerenza del pensiero teologico riferito al Mito.

 

 

Minerva rinascimentale:

Piazza san Marco - Venezia

 

Per parlare di teologia Pagana, partiamo da alcune affermazioni di Lucrezio:

 

“Nasce e si svolge ogni cosa esistente

in modo prefisso e immutabile. E dunque,

non può senza corpo l’anima nascere sola

né viver lontana dai nervi e dal sangue.

Ché se l’anima questo potesse, andrebbe a ficcarsi

nel capo o negli omeri o giù nei talloni

o a nascere in altro qualunque membro dell’uomo

e starsene infine potrebbe in perpetuo

nello stesso individuo come dentro al medesimo vaso.

Ma poiché stabilita risulta e certa nel corpo

nostro la sede in cui anima e spirito

possono vivere e crescere per sé, è tanto

più da negare che fuori del corpo o d’altra

forma vivente sussistono in putride glebe

o nel sole o nell’acqua o nell’alte sfere dell’etere.

Se gli astri dunque non sono da forza vitale

animati, saranno di senso divino forniti?”

Da Lucrezio, Della Natura Cap. V  130-145 Sansoni 1992

 

Quando incontriamo il termine di “anima” o di “senso divino” dobbiamo sostituirlo col termine “Coscienza di Sé” e il suo essere divino è espresso nella tensione di espansione nella propria oggettività.

 

 

Ragazzo con la rana – Venezia

Ci indica il Genius o la Juno che cresce

dentro ogni individuo. E’ una statua più

coerentemente antica che non le statue

rinascimentali.

 

Ora prendiamo in considerazione il termine “corpo”. A differenza degli antichi noi oggi abbiamo ben chiara l’idea che un corpo è un aggregato di atomi, ma anche di “altre cose” che formano gli atomi e interagiscono con gli atomi. Noi abbiamo l’idea di un “corpo di energia” anche quando sappiamo che materia ed energia sono la stessa cosa organizzate in maniera differente (o percepite in maniera diversa).

 

Prendiamo in considerazione un altro aspetto del Della Natura di Lucrezio  in cui afferma che fra gli atomi esiste un vuoto. Dunque, un corpo, composto da atomi (oggi diciamo cellule) fra cui esiste una distanza che può essere più o meno grande.

 

Per costruire la Teologia della Religione Pagana è necessario partire da queste considerazioni. E’ necessario prendere una corrente filosofica alternativa a quelle correnti filosofiche che, fondate sul Logos universale, hanno imposto l’idea della dualità corpo e anima. Questo perché gli Dèi sono corpi desideranti e sono la materia stessa dell’oggettività nella quale noi esistiamo.

 

 

Uno sforzo di elaborazione

per tradurre in termini attuali

il pensiero Religioso degli antichi

 

Non si tratta di mettere Epicuro o Lucrezio su un altare, ma di sottolineare come nella filosofia antica c’erano correnti filosofiche, sia pur distrutte nel corso della storia, che pur non avendo strumenti adeguati per imporsi alle società (o non volendolo fare), sapevano osservare il loro “abitare il mondo”, come lo stiamo facendo noi. Onore a questi antichi e disonore a chi ha ridotto il mondo ad un’emanazione del logos.

 

La stessa invocazione di Lucrezio a Venere, che Barbera cita, è un inno in assoluta contrapposizione al concetto di Logos di Platonici, Stoici e dello stesso Eraclito:

 

Origine sacra dei figli di Enea,

piacere dei Numi e degli uomini,

Venere madre, che apri sotto i giri degli astri

il mare, che la Terra fai piena di frutti;

ogni corpo animato per te si eterna

e il giorno fa luce sul viso all’infante.

Se appari, la tempesta fugge col vento,

la Terra operosa induce i fiori al tuo passo,

le onde marine ti sorridono,

diventa più casta la quiete dei cieli.

E appena la bella stagione di primavera

porta sui zefiri il verde delle piante,

gli uccelli dell’aria schiarita, di te caldi,

cantano la tua dolce presenza:

gli armenti scherzano al prato

lieto, nuotan sui fiumi,

e presi dal tuo piacere

ti seguono dove ti è grato di condurli.

E tu sui mari e monti, sui gorghi delle acque,

sui campi viventi, su le fronde dei nidi

metti nei cuori terrestri

desiderio d’amore: tu fai che queste

ordinate famiglie si riproducano.

E poi che tu sola sei alla Natura

guida e nulla può senza te nell’aperta

luce del cielo venire e nulla può rallegrarci

di caro, te dunque presente desidero

al canto che io intono sull’essenza del mondo

per Memmio: per lui che tu stessa

hai voluto, o divina, elevare sugli altri

e onorare di pregio ogni cosa che imprende.

E per questo concedi, tu Dea,

bellezza non vana ai miei carmi, e durevole.

Ma intanto tu fa che il fragore dell’armi

feroce su mari e su terre riposi

assopito. Tu sola puoi render sereni

i cuori mortali con pace tranquilla,

giacché Marte, che i fieri tumulti di guerra

governa, spesso al tuo grembo

appoggia la testa riversa,

vinto da piaga d’amore insanabile,

e inclinato così il liscio suo collo

ti guarda e in te, Dea, gli occhi fissando, pasce d’amor l’avido sguardo e tutto

pende il suo animo dalla tua bocca.

E tu, o divina, col sacro tuo corpo

su lui resupino curvandoti,

soffondi di bocca soavi parole

e chiedi che pace conceda ai romani:

perché in tempi sì tristi alla patria

io non posso compier tranquillo l’opera mia

né può dalle pubbliche sorti Memmio distrarsi.

 

Lucrezio, Della Natura, libro Primo 1-40 invocazione a Venere ed. Sansoni 1992

 

 

Venere rinascimentale:

Piazza san Marco - Venezia

 

Prendiamo il corpo di Venere: un vuoto fra le cellule. Quanto è grande il vuoto fra le cellule del corpo di Venere? Quanto sono forti i legami fra le cellule del corpo di Venere? Una cellula del corpo di Venere in ogni vivente della Natura. Una cellula del corpo di Venere in ogni corpo desiderante dell’universo: sia che il nostro desiderio sia affine a quel desiderio sia che il nostro desiderio sia infinitamente lontano, nello spazio, nel tempo e nella qualità da quel desiderio. La Venere che batte dentro di me è la stessa Venere che batte nel Sole, nella Terra, nell’Albero, nel Gatto, nel Filo d’Erba, nel Virus, nel Battere, nella Galassia di Andromeda e in ogni Stella.

Madre Venere generatrice. L’emozione che genera, non il Logos. Madre Venere che si esprime in ogni soggetto che tentando di espandersi nel suo presente costruisce le condizioni affinché nuovi Esseri possano germinare. Per questo motivo i Romani affermavano di essere il popolo più religioso del mondo: avevano Venere a fondamento delle relazioni fra loro e il mondo. Poi, stuprarono Venere e cessarono di essere un popolo religioso. Madre Venere viene stuprata dal Logos che determina la contrapposizione della vita:

 

 

NOI SIAMO PERSONE RELIGIOSE E, COME TALI, INDIVIDUIAMO LE CONTRADDIZIONI RELIGIOSE CHE SI ESPRIMONO NELLA VITA DEGLI UOMINI E DELLE SOCIETA’!

 

Logos inteso come “facoltà” propria del linguaggio, della ragione:

 

Pitagora suddivide l’anima umana in due parti: una è dotata di ragione, l’altra ne è priva. la prima è incorruttibile (Aezio, IV, IV,1; V,10,1). Stessa distinzione in Aristotele (Etica Nicomachea, VI, I, 5), che spiega che è il logos che conosce l’universale (katholou), oggetto della scienza (Fisica, I, 5). Platone divide l’anima in tre parti, ossia in tre facoltà fondamentali: la ragione (logos), il cuore, la sensibilità (Repubblica, IV, 439°-441c). Altra allusione nel Timeo (89d-e), in cui si afferma che il logos è la parte migliore, che deve dirigere le altre; è questa la parte che sopravvivrà dopo la nostra morte (Fedone, 66e).

Per Eraclito il logos è essenzialmente la ragione universale, una sorta di anima del mondo; vi è un Logos che governa l’universo (fr. 72), eterno e incomprensibile (fr. 1); la sapienza consiste nel conformarvisi (fr. 50)grazie alla ragione che è in nostro potere (fr. 115), e che abbiamo in comune (fr. 2). La dottrina degli stoici è la stessa, anche se più elaborata; la Natura universale è la ragione o, per meglio dire, la ragione è il principio immanente e direttivo della Natura (D. L., VIII, 88; Cicerone De Natura deorum, II, 5; Marco Aurelio, VI, 5); e la filosofia consiste nel mantenere retta la propria ragione in armonia con la Ragione Universale (Epitteto, Dissertazioni, IV, VIII, 12). Anche Plotino ama invocare una Ragione Universale (Logos tou pantos [...]) (II,III, 13; III, III,1)

Tratto da “Vocabolario greco della filosofia” Ivan Gobry ed. Bruno Mondadori 2004

 

Venere come pulsione emotiva di vita all’interno della Natura (e per estensione dell’universo in quanto, come Afrodite è figlia di Urano Stellato), Logos come elemento estraneo alla vita ma che determina l’obbligo per la vita di conformarsi. Afrodite interna alla nostra vita, il Logos come ente esterno che chiede sottomissione:

 

“In principio era il verbo [logos] e il verbo era presso dio, e il verbo era dio.”

 

Vangelo di  Giovanni 1, 1.

 

Gli Dèi sono l’oggettività che ci permette di vivere e che noi individuiamo mediante il loro corpo e le condizioni che le loro azioni hanno costruito al fine di favorire la nostra esistenza (e con noi la Natura nella diversificazione delle specie fin dal brodo primordiale). Gli Dèi nascono e si trasformano con la trasformazione dei loro corpi. Gli Dèi obbediscono al loro desiderio di espansione e, nel farlo, costruiscono le condizioni affinché altri Dèi possano germinare: noi stessi.

 

 

Paolo Sarpi:

antepose i diritti dei cittadini e della città

a quelli del dominio del dio padrone.

 

In un contesto di individuazioni dell’espressione degli Dèi nelle azioni del mondo, si comprendono gli Antenati quando, con le loro azioni, onorano: Convector, Volutina, Tutelina, Conditor, Promitor. E’ necessario scorgere gli Dèi nelle azioni del mondo. Azioni che sono esse stesse oggetti: gli Dèi.

 

Da qui procede il modo di pensare la RELIGIONE. La religione che si compone di una specifica MORALE, di una specifica ETICA, di una specifica LETTURA DELLA REALTA’ DEL MONDO, delle opportune PRATICHE, dei relativi PRINCIPI SOCIALI, dei relativi RITI RELIGIOSI, dello specifico uso di SIMBOLI RELIGIOSI, di una specifica TEOLOGIA, di una specifica INTERPRETAZIONE DEL MITO, dell’uso opportuno della scienza e delle scoperte scientifiche come verifica e controllo dei POSTULATI RELIGIOSI.

 

Di questo parlano i PAGANI che parlano di Religione Pagana.

 

 

Immagine della giustizia:

Campanile di san Marco - Venezia

 

Se non parlano di Religione Pagana, perché, come Pagani, tacciono?

 

Appare chiaro. E’ perché, in realtà usano il termine Pagano, ma hanno fatto propria la religione dominante della quale ne riproducono i principi magari usando un diverso linguaggio che richiama alla memoria sistemi filosofici contemporanei e contigui all’origine del cristianesimo.

 

Si può parlare di tutto, meno di ciò che è la Teologia religiosa; possono parlare degli “Dèi” in cui credono, ma non della Natura degli Dèi.

 

Ad esempio, l’individuo che si nasconde sotto lo pseudonimo di Ignis Rumon, anziché ergersi a paladino in difesa della persona Salvatore Ruta, avrebbe potuto difendere quanto Salvatore Ruta scrive del concetto di Pietas:

 

"La Pietas è un modus agendi rispetto a ciò che è sacro o partecipe del sacro e non vi è nulla al mondo che non lo sia.

Essa viene manifestata con la scrupolosissima osservanza di ogni singola norma cultuale, ma anche del Mos Maiorum [il costume degli antenati], nel quale rientrano la tutela della famiglia e l'amore per la patria.

Il Pius è, però, in modo precipuo, colui il quale sa dove, quando e come agire in armonia con il corso del Fato in seno all'ordine cosmico, e pertanto è religiosissimo,"

 

Tratto da:

 Pax Deorum di Claudio Rutilio pseudonimo di Salvatore Ruta p. 18

 

 

Secondo monumento alla Partigiana a Venezia.

Un esempio di Pietas: donne che sacrificarono

la loro vita o parte di essa,

per questa Patria; questa Costituzione.

 

Se avesse discusso nel merito avrebbe dovuto dire qual è il suo concetto di Pietas. Perché solo attraverso il suo concetto di Pietas poteva giustificare il concetto di Pietas di Salvatore Ruta.  Ma se deve nascondere l’aspetto “reazionario” della parte centrale delle affermazioni di Salvatore Ruta, è costretto a inveire per spostare l’attenzione dell’interlocutore dalle affermazioni alla persone di Salvatore Ruta.

Questi trucchi retorici vanno sotto la dicitura “discorsi ingannevoli” e hanno il solo scopo di ingannare l’interlocutore.

 

Se le persone che hanno partecipato a questa discussione fossero state delle persone religiose, avrebbero potuto, ad esempio, argomentare su questo concetto visto che la maggior parte identificano il loro agire col concetto di Pietas. Magari avremmo potuto discutere su che cosa si intende col concetto di “famiglia” e col concetto di “patria”, ma, invece,  si sentono più proclami del tipo:

 

“Nella tradizione romana l’approccio al sacro è definito come pietas ed è un elemento caratteristico della cultura romana antica al di là della religione. Infatti i romani reputavano la religione come una forma sciocca di superstizione adatta solamente agli schiavi ed agli stranieri.”

 

Giuseppe Barbera 8 settembre (vedi colonna a fianco).

 

Oppure:

 

“Ciò detto, Lei non mi conosce e non ha elementi per collegarmi a questo o quell'"ambiente": sappia che parlo a titolo personale, che Salvatore Ruta non era mio amico (mai conosciuto, ma sempre rispettato), che non sono uso sprangare allogeni per strada.”

 

Ignis Rumon 8 settembre (vedi colonna a fianco)

 

Oppure:

 

“A margine inviterei chi di dovere, oltre a evitare di tirare in ballo problemi personali di Tizio o di Caio, a sciacquarsi la bocca evitando di infamare persone come Salvatore Ruta che, per giunta, essendo trapassato da tempo non può dire la sua.”

 

Ignis Rumon 8 settembre (vedi colonna a fianco)

 

 

Monumento a Vittorio Emanuele II - Venezia

Rappresentazione in chiave classica dell’unità

d’Italia: l’unità è avvenuta combattendo

il dio padrone cristiano e i suoi

rappresentanti.

 

Non sono proclami scritti a caso. Sono scritti in modo da impedire ogni tipo di discussione religiosa. Impedire che nasca la Religione Pagana:

 

“Chiunque può far parte della Pietas (purchè maggiorenne), sia che sia gentile, pitagorico, orfico, induista, islamico, ebreo o cristiano o altro, approfondire con noi i temi del mondo classico od anche partecipare con materiale di produzione propria (scritti, studi, ricerche) alla diffusione ed alla rivalutazione dei modelli culturali del mondo classico, perché la tradizione greco-romana è stata in grado di andare oltre.”

 

Giuseppe Barbera 8 settembre (vedi colonna a fianco).

 

Per Giuseppe Barbera tutto è uguale: sterminatori e sterminati. I principi religiosi non contano specialmente quando i principi religiosi sono a fondamento del comportamento sociale:

 

“...il grande Costantino... Questo mostro senza scrupoli, con l’aura di santo, fece tagliare la gola al figlio, strangolò sua moglie, assassinò suo suocero e suo cognato, intrattenne alla sua corte una combriccola di preti cristiani bigotti e assetati di sangue, di cui ne sarebbe bastato uno solo per riuscire ad istigare metà dell’umanità a massacrare l’altra metà” (Percy Bysshe Shelley)

 

Citato da:

Karlheinz Deschner Storia criminale del cristianesimo, tomo 1 pag. 192 ed. Ariele 2000

 

E’ l’applicazione pratica dei valori morali di Gesù espressi nei vangeli cristiani:

 

“Intanto portate i miei nemici, quelli che non volevano che io regnassi su di loro, e scannateli in mia presenza”

 

Vangelo di Luca 19, 27

 

Che fa il pari con l’ordine del dio degli ebrei di:

 

“Chi sacrifica ad altri Dèi, fuorché al signore solo, sia punito con la morte”

 

Bibbia - Esodo 2, 19

 

A cui segue l’esempio pratico sul come gli ebrei (e i cristiani) si devono comportare con i seguaci delle altre religioni:

 

“Allora Elia ordinò loro: “Prendete i profeti di Baal: non ne scampi nemmeno uno!” Ed essi li presero. Poi egli li fece scendere presso il torrente Cison, dove li sgozzò.”

 

Bibbia -  I Re 18,  40

 

Quando non si discute di principi religiosi, è perché si accettano e si fanno propri i principi religiosi della religione dominante. E questi ordini, del dio dei cristiani, sono principi religiosi perché determinano la qualità della Pietas manifestata dal cristianesimo e l’oggettività dalla quale si parte per determinare, eventualmente, un diverso concetto di Pietas.

 

 

Venezia: monumento alla Partigiana costruito

dopo che i seguaci del dio padrone

fecero esplodere il primo per offendere

la Costituzione.

 

Se non si affronta la realtà dei legami emotivi col mondo e non si discute dei principi teologici, divini, etici, morali, di tali legami, si è SEMPRE dei cristiani. ERETICI cristiani, ma sempre cristiani. Non si è un’altra religione a cui si applicano i diritti Costituzionali. Cristiani a cui la chiesa cattolica, seppure frenata dalle leggi sociali e dalla Costituzione della Repubblica che reputa il cittadino soggetto degli stessi diritti e doveri del dio padrone cristiano, applica le riflessioni di Tommaso d’Aquino:

 

“Per quanto riguarda gli eretici, questi si sono resi colpevoli di un peccato che giustifica il fatto che essi vengano non solo estromessi dalla chiesa attraverso la scomunica, ma anche allontanati da questo mondo per mezzo della pena di morte. E’ certo un peccato assai più grave falsificare la fede, la quale è la vita dell’anima, piuttosto che falsificare l’oro, il quale serve alla vita materiale. Se dunque i falsari o altri malfattori sono subito e legittimamente spediti dai principi secolari dalla vita alla morte, con quanto maggior diritto gli eretici, immediatamente dopo la dimostrazione della loro eresia, possono essere non solo espulsi dalla comunità ecclesiastica, ma anche legittimamente giustiziati.”

Tratto da: Tommaso d’Aquino Summa Teologiae.

 

Il dio padrone dei cristiani è il padrone dei corpi e della vita delle persone. Per questo, Tommaso d’Aquino si ritiene in diritto di macellarle se non pensano come lui vuole che esse pensino; se non credono ciò che lui vuole che esse credano: per questo la chiesa cattolica lo ha fatto santo. Lui incita ad uccidere nel nome del suo dio padrone.

 

E noi, come Religione Pagana dovremmo accettare o essere tolleranti con questo modo di intendere la “pietas”?

 

La Costituzione della Repubblica Italiana:

per la prima volta nella storia

i cittadini impongono i doveri allo Stato.

E' la massima espressione del Mos Maiorum

della Roma Repubblicana da 2500 anni ad oggi.

 

Come Religione Pagana interveniamo nella società con i nostri principi religiosi, con i nostri valori che comprendono UN’ESATTA DEFINIZIONE DI PIETAS.

 

Al centro dell’attenzione sociale c’è l’uomo, l’individuo in quanto soggetto di diritto: questo è un concetto proprio della religione Pagana.

 

L’individuo come soggetto di diritto e non come oggetto di possesso fu la grande rivoluzione per la quale Bruto cacciò l’ultimo re di Roma trasferendo la rivoluzione religiosa di Numa nella società civile.

 

 

Il simbolo della Repubblica Italiana

sul Palazzo delle Poste di Belluno

 

Ovviamente possiamo disquisire sulla qualità dell’essere un cittadino soggetto di diritto dell’Antica Roma ed essere un cittadino soggetto di diritto nella società attuale. Solo che questo non appartiene al “principio religioso” ma appartiene alla veicolazione culturale presente nelle singole società.

 

 

Il simbolo della Federazione Pagana

a fondamento della Religione Pagana

 

Proprio applicando la Pietas noi condanniamo all’infamia quelle religioni che pretendono di trasformare il cittadino in oggetto di possesso del loro dio. Quelle religioni che tolgono l’uomo dal centro di riferimento della società per porvi il loro dio padrone con la sua morale coercitiva e schiavista. Una morale che trasforma tutta la società in un grande campo di concentramento. Se non facessimo questo, noi non saremmo nemmeno delle persone religiose Pagane (i buzzurri e gli zotici del pagus che non si erano ancora messi in ginocchio davanti al dio padrone dei cristiani). Al M. potremmo essere dei concorrenti della gerarchia cristiana, dei concorrenti al ruolo di dominio, degli eretici. Come il fascismo che al dio padrone dei cristiani sostituì lo Stato padrone, salvo allearsi con il clero cattolico per assicurarsi il controllo dei sottomessi: fra padroni ci si intende!

 

Noi non possiamo dimenticarci che la legge, intesa come LIBERTA’ sociale ha nel Diritto Repubblicano Romano le sue radici (oggi sappiamo che sono anche in Hammurabi) come sappiamo che la legge che crea schiavitù della società agli agenti del dio padrone ha la sua origine nei vangeli e in Paolo di Tarso (Lettera ai Romani 7, 1-6).

 

Gli “zotici” dei pagus scelsero: noi, siamo da meno di loro?

 

 

 

Il discorso continua in queste pagine:

 

1 – World Congress of Ethnic Religions – European Congress of Ethnic Religions

        Conclusioni e conseguenze sui gruppi Pagani in Italia

 

2 –  Il Mos Maiorum – I costumi degli antichi. Dal Mos Maiorum che rese grande Roma,

       al Mos Maiorum che sancì la decadenza definitiva

 

3 –  Primo discorso sacro della Religione Pagana:

      etica del comportamento di un’associazione religiosa.

 

4 –  Secondo discorso sacro della Religione Pagana:

      gli Dèi, la realtà del mondo e le implicazioni religiose e sociali.

 

5 –  Terzo discorso sacro della Religione Pagana:

       impressioni e riflessioni sulla Religione Pagana nei suoi comportamenti etici.

 

30 settembre 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

e-mail claudiosimeoni@libero.it

 

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